Investimenti: essenziale che politica monetaria e fiscale lavorino all’unisono

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di Redazione 12 Ottobre 2021 | 09:14

Oggi, alle 14:30 sarà reso noto il dato dell’indice Zew tedesco di ottobre. Le aspettative sono per una ulteriore riduzione a 24 punti da 26,5 di settembre. A luglio scorso l’indice era pari a 63,3 punti. Se le flessione sarà in linea con le stime, verrà confermato che il picco della ripresa economica e la crescita dei prezzi sono orami alle spalle. Ma potrebbe non essere un male. Del resto è chiaro ed evidente a tutti come il 6% di crescita del Pil non fosse sostenibile.

La domanda è se anche i prezzi ridurranno il loro tasso di crescita. Chiaro che i falchi tedeschi continueranno a fare il loro mestiere di fronte ad una inflazione (sostenuta dall’energia) che sembra avere ancora forza propulsiva, ma sicuramente la Bce avrà gioco più facile nel proporre un nuovo piano di acquisti alla scadenza di quello attuale nel prossimo marzo.

Tuttavia nei prossimi due anni la politica monetaria potrebbe non essere così scontata. La Bce, come del resto la Fed, stanno viaggiando a vista, cercando di dosare la quantità di moneta in modo da non strozzare la ripresa economica, pilotare il tasso di crescita del Pil verso il suo potenziale (tra il 2% e il 2,5%), accompagnando una “sana” crescita dei prezzi.

Tutto questo, nel mezzo di una pandemia che non è ancora finita. A differenza del 2015 però, la politica economica Europea può contare anche sul sostegno della politica fiscale per 806,9 miliardi di euro (750 miliardi a prezzi del 2018): il NextGenerationEU, che in realtà non è soltanto un piano per la ripresa, si propone infatti di trasformare l’economia Europea, creare opportunità e posti di lavoro rendere l’Europa più verde, più digitale e più resiliente. In altre parole un’occasione unica che i governi Europei sono chiamati a vincere. Politica monetaria e politica fiscale (governi Europei e banca centrale) che lavorano all’unisono. Che sia l’inizio degli Stati Uniti d’Europa? Ce lo auguriamo tutti.

A cura di Antonio Tognoli, Head of Research di Integrae Sim

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