Asset allocation, growth vs value: qualcosa sta cambiando

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di Redazione 12 Ottobre 2021 | 16:02

I mercati azionari stanno di recente mostrando una significativa volatilità sulla scia di una fase di de-risking in vista della stagione degli utili e alla luce del dibattito in corso per quanto riguarda il tetto del debito”.Ad affermarlo è Louise Dudley, Global Equities Portfolio Manager, per la divisione internazionale di Federated Hermes, che di seguito illustra nel dettaglio la propria view.

La propensione al rischio rimane debole dinanzi alla molteplicità dei fattori che stanno agitando i mercati, tra cui il rallentamento della crescita economica, l’inflazione e il rischio di natura geopolitica, tutti temi sotto la lente degli investitori. In particolare, le criticità relative alla catena di approvvigionamento e la tematica che ruota intorno alll’inflazione evidenziano come le aziende stiano affrontando ostacoli di natura eterogenea.

In linea generale, i settori value e cicilici continuano ad apparire sottovalutati mentre il growth continua ad essere ipercomprato – ed è qui che stiamo registrando la transizione più evidente. Durante lo scorso mese di settembre abbiamo visto molti aspetti propri del segmento value in grado di offrire rendimenti positivi in tutte le aree geografiche e ci aspettiamo che tale spinta prosegua anche ad ottobre.

Un’altra area in cui abbiamo registrato una recente debolezza è quella delle cosiddette metriche di redditività – in particolare le società che hanno vissuto un aumento dei margini durante l’anno scorso stanno vedendo adesso un’inversione di tendenza dinanzi alle fluttuazioni riguardo all’inflazione.

A finire sotto la lente degli investitori che stanno iniziando a guardare all’ano prossimo anno è anche lo stato di avanzamento delle cosiddette politiche verdi negli Stati Uniti e in Europa, non ultimi gli incentivi a breve termine per l’efficienza energetica e l’innovazione tecnologica all’interno della catena di approvvigionamento energetico che possono favorire la riduzione delle emissioni nel lungo periodo. Questo elemento è in contrasto con le crisi energetiche in corso Asia ed in Europa, che stanno spingendo verso l’alto i prezzi del gas e del petrolio indebolendo di conseguenza il sentiment riguardo alla redditività futura delle industrie pesanti.

Guardando infine ai numeri sul mercato del lavoro negli Stati Uniti, se supereranno le attese, probabilmente offriranno un certo grado di rassicurazione per quanto riguarda le possibilità di rimbalzo economico, che anche se in fase di rallentamento, sta ancora conservando una traiettoria positiva, continuando ad alimentare i rendimenti del mercato azionario fino alla fine dell’anno.

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