Mercati: anno da record per l’M&A

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di Redazione 14 Ottobre 2021 | 16:02

Gli acquirenti globali stanno per registrare la prima sovraperformance annuale del mercato dal 2016, secondo gli ultimi risultati del Quarterly Deal Performance Monitor (QDPM) di Willis Towers Watson. In media, le aziende che compiono operazioni M&A hanno fatto salire l’indice globale del 2,3% durante i primi nove mesi del 2021, stimolato in particolar modo da due primi trimestri molto performanti.

Il volume delle transazioni negli ultimi tre mesi è stato il secondo più alto mai registrato per un terzo trimestre, con 264 operazioni, con un valore di almeno 100 milioni di dollari ciascuna, completate nel terzo trimestre del 2021(2) e con più del doppio del volume delle operazioni di M&A rispetto allo stesso periodo del 2020. Di questo passo, con 748 operazioni completate finora quest’anno, il totale delle attività dell’M&A nel 2021 potrebbe superare il record assoluto delle 1041 operazioni completate nel 2015, secondo i dati raccolti da Willis Towers Watson e dall’M&A Research Centre della Business School di Londra.

L’impennata delle operazioni è stata guidata in primo luogo da un forte aumento delle attività da parte degli acquirenti nordamericani, responsabili per più della metà delle operazioni completate a livello globale durante il terzo trimestre del 2021.

Andrea Scaffidi, Head of Retirement Italy di Willis Towers Watson, ha detto: “Man mano che l’incertezza economica derivata dall’impatto dei lockdown del 2020 svanisce, quest’anno le aziende hanno intrapreso una quantità di operazioni senza precedenti, volendo rafforzarsi e far fronte ai punti deboli esposti. Con un’elaborazione di operazioni a tali livelli record, è difficile prevedere un rallentamento dell’attività del mercato dell’M&A a breve termine. Se da un lato il potenziale di sviluppo è alto, tuttavia, le sfide relative al prezzo, alla regolamentazione e alla pressione nell’ottenere un rendimento prefissato come obiettivo non lascerà margine di errore”.

I dati del mercato M&A per il terzo trimestre del 2021 mostrano che gli acquirenti in Nord America e in Europa stanno avendo difficoltà ad eguagliare i risultati ottenuti durante i primi sei mesi del 2021, e hanno avuto un rendimento inferiore portando i propri indici regionali a -7,2% e -7,6% rispettivamente. Durante lo stesso periodo, solo i buyer dell’Asia-Pacifico sono riusciti a sovraperformare, portando il proprio indice regionale a un risultato trimestrale molto positivo (+27,8%), il migliore dal quarto trimestre del 2016 (+72,8%).

Quasi un terzo (215) delle 784 operazioni completate nel corso degli ultimi nove mesi sono state molto proficue, in quanto valutate oltre 1 miliardo di dollari. Considerato che ci si aspetta che questo trend continui anche nell’ultimo trimestre, un tale fermento di attività porterà probabilmente a raggiungere nuovi record, sulla scorta dei risultati strabilianti ottenuti già dall’inizio del 2021.

Andrea Scaffidi ha aggiunto: “Dopo un periodo di grande volatilità, il fatto che sempre più aziende siano disposte a intraprendere operazioni importanti è segnale di un mercato più stabile, con i motori dell’attività strategica globale ancora in atto, tra cui un quadro economico positivo, una grande quantità di capitale “dry powder” e la disponibilità di debito poco costoso. Allo stesso tempo la competitività rimane intensa, ci si aspetta un’analisi più attenta delle operazioni M&A di grande entità e le operazioni stanno diventando più complesse, mentre le aziende cercano di acquisire nuove competenze, spesso molto distanti dal loro core business tradizionale. Man mano che le transazioni crescono in quantità e dimensioni, la pianificazione delle integrazioni che inizia nella due diligence diventerà sempre più importante per i buyer che cercano di bloccare i guadagni e raggiungere una crescita trasformativa”.

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