Mercati, caro-gas: le opportunità per un cambio di rotta

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di Redazione 15 Ottobre 2021 | 13:32

Si è tenuto nei giorni scorsi il webinar Clean energy transition, organizzato da HANetf – piattaforma white label di ETF, e dedicato ad una analisi del mercato globale delle energie rinnovabili. L’evento ha visto la partecipazione di alcuni tra i partner che insieme ad HANetf hanno quotato sul mercato europeo ETF tematici, incentrati su sostenibilità e innovazione. Dalle discussioni sull’andamento di uno dei maggiori megatrend di investimento oggi, sono stati raccolti alcuni commenti che ti riporto qui di seguito, sperando possano essere di tuo interesse.

Gabriela Herculano, co-Fondatrice e ad di iClima Earth – azienda di fintech a impatto che ha lanciato il primo ETF che investe in aziende che evitano le emissioni di carbonio, ha commentato sul recente innalzamento del prezzo delle forniture di gas e l’impatto che questo andamento potrebbe avere sulle fonti di energia rinnovabili:

“ In tutta Europa, i prezzi del gas stanno salendo alle stelle a fronte di una diminuzione delle forniture complessive e tutto ciò avviene quando i mesi invernali si avvicinano. Sono diversi i fattori che hanno determinato questo forte incremento, non ultima l’impennata della domanda post pandemia. Un andamento che mette in evidenza gli inevitabili alti e bassi della transizione verso energie green che cerca di garantire che l’offerta si allinei con la domanda di risorse pulite. La transizione verso il Net-Zero non è semplice e la necessità di una robusta infrastruttura di stoccaggio delle energie rinnovabili è senza dubbio al primo posto tra le priorità. Se da un lato situazioni come quella a cui stiamo assistendo sono in qualche modo causate dal contesto politico e legislativo attento alla questione climatica, dall’altro lato i punti ancora fragili del nuovo sistema diffondono un po’ il timore che i governi continuino a guardare al carbone come il mezzo per garantire la sicurezza energetica nel breve termine, dimostrando così la complessa realtà della transizione verso un sistema energetico a basse emissioni di carbonio”.

La necessità di garantire un’infrastruttura forte per le fonti sostenibili è un requisito fondamentale e sebbene il timore nel breve termine resti alto, le prospettive nel lungo termine sembrano delle migliori.

La situazione negli Stati Uniti, in seguito all’introduzione delle nuove politiche dell’Amministrazione Biden, è differente, ma ugualmente problematica per diverse questioni. Jane Edmonson, Co-Fondatrice di EQM Indexes, creatrice del primo ETF in Europa interamente dedicato all’energia solare, ha così commentato:

“Nella prima metà di quest’anno, secondo un’analisi svolta dal Sun day Campaig basata sui dati dell’Energy Information Agency (EIA) statunitense, la produzione di energie rinnovabili negli Stati Uniti ha raggiunto un massimo storico, con un aumento della produzione solare di quasi il 25%. Il solare, attualmente costituisce il 12% delle energie rinnovabili negli Stati Uniti e si prevede un aumento sostanziale nel prossimo decennio, con il numero delle installazioni che entro lo stesso periodo quadruplicheranno. Per la prima volta in sette anni, però i prezzi del solare stanno aumentando e le scorte stanno subendo una forte pressione. Molti sviluppatori solari hanno scorte sufficienti per i progetti in programma per il 2021. Per i mesi successivi gli installatori dovranno gestire le carenze di attrezzature decidendo se rinegoziare nuovi contratti.

Tuttavia, le prospettive a lungo termine rimangono forti. I fattori rialzisti a lungo termine includono una forte domanda di energia rinnovabile, visto che a livello globale sono sempre di più i Paesi che si sforzano di raggiungere i loro obiettivi di riduzione del carbonio, fissati nell’ambito dell’Accordo globale sul clima COP21 di Parigi. Oltre 130 Paesi hanno fissato o stanno considerando l’obiettivo di ridurre le emissioni a zero entro la metà del secolo”.

Questi due commenti pongono l’attenzione sulla necessità di un rafforzamento della struttura di trasporto e stoccaggio delle fonti rinnovabili, passaggio fondamentale sia per l’Europa quanto per gli USA affinché si possa veramente parlare di transizione green senza rischiare un ritorno al passato nel breve termine.

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