Investimenti: l’India corre sul digitale

A
A
A
di Redazione 18 Ottobre 2021 | 14:32

“Se da un lato le opportunità d’investimento in India sono state storicamente concentrate sui beni di consumo e sulle infrastrutture, dall’altro l’emergere dell’economia digitale nel Paese rappresenta un cambiamento per il mercato azionario indiano e un’opportunità di investimento senza precedenti (l’India ospita quasi 800 milioni di utenti Internet). L’anno scorso, Facebook, Google e Amazon hanno tutti annunciato investimenti multimiliardari in India, ma i veicoli d’investimento disponibili per gli investitori erano pochi. Questo però è un aspetto destinato a cambiare, a partire dall’IPO di Zomato avvenuta in estate, il primo “unicorno” indiano che si è quotato”. Ad affermarlo è Kevin Net, fund manager di Edmond de Rothschild India , che di seguito dettaglia la view.

E poi c’era Zomato… 

Zomato è una società di delivery alimentare, che opera in un contesto quasi di duopolio insieme al suo competitor Swiggy. Fondata nel 2008 come una piattaforma di elenchi e recensioni di ristoranti, Zomato è entrato nel segmento del food delivery nel 2016. In un contesto di elevate concorrenza, con un numero di player in competizione che raggiungeva quasi la doppia cifra, il mercato alla fine si è consolidato intorno a Zomato e Swiggy, guidato in parte dall’acquisizione di Uber Eats India da parte di Zomato nel 2020. Zomato è ben posizionato per intercettare le opportunità del segmento di consegne alimentari, settore ancora poco penetrato, in un Paese laddove più del 95% dei pasti consumati sono cucinati a casa2.

Essendo il primo “unicorno” indiano ad essere quotato, l’IPO di Zomato ha suscitato molto interesse, e le sottoscrizioni hanno superato di 38 volte l’offerta. L’azienda ha raccolto 1,26 miliardi di dollari, e ha aperto con un premio del 53% rispetto al proprio prezzo di emissione3.

L’unicorno indiano, la prossima frontiera 

Zomato è il primo unicorno indiano a quotarsi e ci aspettiamo molte IPO nel settore tecnologico nei prossimi 3 anni. Con oltre 63 start-up nel settore che sono formalmente definibili ormai come unicorni a tutti gli effetti, in India si è venuto a creare un serbatoio significativo di IPO. Le start-up indiane hanno beneficiato di un forte contesto di liquidità globale, ma non è questa l’unica ragione per cui il private equity e i venture capitalist hanno guardato l’India con interesse. Gli investitori si sono resi conti del senso di innovazione (soprattutto nel segmento fintech) e di imprenditorialità, un contesto normativo favorevole e, soprattutto, il potenziale legato all’economia digitale indiana.

Con l’introduzione del 4G a basso costo nel 2015 da parte di Jio, la sezione dedicata alle telecomunicazioni di Reliance, l’India ha visto raddoppiare il numero di utenti internet tra il 2015 e il 2020. Con quasi 800 milioni di utenti Internet al momento ed uno dei più elevate coefficienti di utilizzo dati al mondo, l’India è già di fatto diventata un Paese digitale, spesso indicato come il prossimo Digital Billion. Tuttavia, l’economia digitale è ancora in una fase nascente, poiché i tassi di penetrazione dei servizi Internet rimangono ancora decisamente bassi. Eppure, l’accettazione del digitale è cresciuta, grazie all’innovazione locale (la barriera multilingue per esempio), le riforme del governo (la cosiddetta demonetizzazione ha portato gli indiani ad accogliere il pagamento digitale), e più recentemente la pandemia. Con la classe media indiana che dovrebbe crescere significativamente in questo decennio (Bain prevede che 500 milioni di indiani entreranno nella classe media prima del 2030), l’opportunità per i servizi Internet è molto significativa.

Uno degli esempi più eclatanti è l’e-commerce, dove la penetrazione si attesta intorno al 5%, mentre ha raggiunto quasi il 50% in Cina e il 35% in Corea del Sud4. Sebbene rimangano alcuni ostacoli, l’adozione dell’e-commerce ha visto un forte aumento durante il Covid-19, con molte aziende che riportano vendite online più che raddoppiate. Redseer stima che il GMW dell’e-commerce dovrebbe crescere più di 7 volte nei prossimi 10 anni. Di fatto, Amazon ha identificato l’India come la sua più grande opportunità al di fuori degli Stati Uniti, e ha investito più di 6,5 miliardi di dollari da quando è entrata nel paese nel 2014.

L’e-commerce è solo la punta dell’iceberg, con opportunità in altri segmenti come fintech, edtech o Software-as-a-service. Molte di queste aziende hanno segnalato la loro intenzione di quotarsi in borsa, con candidati di alto profilo, come Flipkart, la seconda più grande piattaforma di e-commerce dietro Amazon, o PayTM, il leader nei pagamenti mobili, che dovrebbero quotarsi prima della fine dell’anno. Queste quotazioni forniranno una nuova ed eccitante opportunità sia per gli investitori globali che per quelli nazionali.

Un punto di svolta per le azioni indiane 

La quotazione di queste società Internet potrebbe davvero essere un punto di flessione per le azioni indiane. L’anno scorso, l’investimento della FAANG in India ha messo i riflettori sull’opportunità dell’economia digitale. Il Covid-19 ha agito da acceleratore del passaggio al digitale come in altre parti del mondo, ma agli investitori mancava il veicolo appropriato per ottenere esposizione a questo passaggio al digitale. I titoli dell’economia digitale pesano meno del 5% nell’MSCI India, contro il 40% dell’MSCI China. Tenendo conto di tutte le società che potrebbero diventare pubbliche, questa cifra potrebbe raddoppiare nei prossimi 3 anni, e alla fine seguire un percorso simile a quello della Cina, dove anche le azioni della New Economy erano inferiori al 5% nel 2008.

Anche il tempismo è piuttosto interessante. Mentre quest’anno le società Internet cinesi sono state sottoposte a pressioni normative, gli investitori hanno cercato opportunità per diversificare la loro esposizione. Riteniamo che l’India rappresenti una proposta interessante, sia a breve che a lungo termine.

In conclusione, mentre il mercato azionario indiano ha beneficiato quest’anno di una ripresa economica post-Covid, pensiamo che sia importante sottolineare l’attrattività a lungo termine del mercato indiano. Con molte IPO tecnologiche che entreranno sul mercato nei prossimi 3 anni, l’economia digitale è destinata a diventare una nuova opportunità di investimento per le azioni indiane nel prossimo decennio, insieme alla classe media in ascesa, all’inclusione finanziaria e alle infrastrutture.

Mentre Edmond de Rothschild India ha già un’esposizione all’economia digitale, attraverso società come Info Edge (annunci online), Indiamart Intermesh (piattaforma B2B online), Apollo Hospitals (con la sua piattaforma ePharmacy) e Zomato, seguiremo da vicino le prossime IPO per arricchire il nostro universo di investimento.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Quando il campione lo premio con il Bitcoin

Asset allocation, Cina e India: outlook positivi ma con le dovute differenze

Investimenti: azioni indiane sotto i riflettori

NEWSLETTER
Iscriviti
X