Etf: al via il primo prodotto sul Bitcoin negli Usa

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di Gianluigi Raimondi 20 Ottobre 2021 | 10:31

ProShares ha lanciato il primo ETF sul Bitcoin future alla Borsa di New York. Scambiato con ticker BITO, questo Etf offrirà agli investitori l’opportunità di prendere posizione sul prezzo del Bitcoin, anche se il fondo non avrà come sottostante token BTC ma i future sul BTC già scambiati da tempo sul Chicago Mercantile Exchange (CME), come riportato da Cryptonomist.ch.

ProShares è nel mercato degli ETF dal 2006, e offre una vasta gamma di fondi quotati in borsa su cui investire. A luglio di quest’anno una sua affiliata, ProFunds, ha anche lanciato il primo fondo comune di investimento collegato al Bitcoin degli Stati Uniti.

Il lancio costituisce una vera e propria pietra miliare per il mercato crypto, ed in particolare per il Bitcoin.

Prima d’ora infatti non era possibile prendere posizione facilmente sul prezzo di Bitcoin alla borsa di New York, nonostante ci fossero già i future di Bakkt. I future sono prodotti dedicati soprattutto agli investitori professionali, mentre gli ETF sono ampiamente utilizzati anche dai piccoli risparmiatori retail.

Il fatto che i milioni di statunitensi che investono in ETF ora possa utilizzare questo strumento anche per investire sul prezzo di Bitcoin costituisce davvero una svolta per il mercato crypto, anche se non necessariamente ciò avrà impatto sui prezzi.

Nel dicembre del 2017 al momento del lancio sul mercato dei future sul Bitcoin il prezzo crollò, ma c’era in atto una gigantesca bolla speculativa che aveva più che triplicato il prezzo in soli due mesi. In questo momento la situazione sembra essere differente.

Perché gli investitori in Bitcoin vogliono gli ETF

Per l’investitore retail medio l’acquisto e soprattutto la custodia diretta di Bitcoin risulta essere piuttosto scomoda e rischiosa. Per questo motivo molti potrebbero essere interessati ad utilizzare un prodotto con cui hanno maggiore familiarità, ovvero l’ETF, anche a costo di dover sopportare costi superiori. Il fatto che l’ETF stesso non sia basato su token BTCF, ma su contratti future, elimina completamente alla base il problema della custodia fisica dei Bitcoin.

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