Mercati, obbligazioni: le nuove emissioni della settimana sotto la lente

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di Carlo Aloisio 22 Ottobre 2021 | 09:29

Settimana ricca di spunti sui mercati dove oltre alle trimestrali ci sono stati altri fattori di rilievo, tra questi l’inatteso annuncio delle dimissioni del presidente della banca centrale tedesca, Jens Weidmann, tra i componenti più conservatori del Consiglio direttivo della Bce, dal ruolo di guida della Bundesbank. Commentando le dimissioni di Weidmann che avverranno il 31 dicembre prossimo per ragioni personali, la presidente della Bce Christine Lagarde ha detto di essere immensamente dispiaciuta. Per le prossime settimane ci sarà speculazione politica intorno al nome del successore, l’ultimo rumor vede in pole position per il ruolo una donna, tra queste l’attuale vice Claudia Buch, segue Isabel Schnabel, già membro del board Bce e come uomo il nome è su Marcel Fratzscher.

Trattandosi di una decisione politica ed in una situazione in cui dopo le elezioni di settembre i partiti non sono ancora riusciti a trovare un accordo, si presume che la nomina spetterà al prossimo esecutivo e non all’attuale cancelliere ancora in carica Angela Merkel. Molti si attendono che il successore di Weidmann possa essere meno rigido, in gergo si usava per l’attuale governatore il termine “hawkish” che in inglese significa falco. Nel suo percorso decennale è stato considerato il più acerrimo oppositore della politica di Draghi durante la sua presidenza della Bce. Al momento però non ci sono più le situazioni di tensione nell’Eurozona, vissute nella prima fase del mandato di Draghi e la pandemia ha già ammorbidito molte posizioni all’interno del board.

Un altro spunto interessante arriva dalla Bce che rispetto al periodo precedente a Draghi, in cui era un ente burocratico che si occupava principalmente della gestione dell’inflazione, dimostra ormai da tempo di comportarsi al pari delle altre banche centrali, con interventi anche d’indirizzo “politico”. La questione riguarda il pressing che la banca centrale starebbe facendo con i principali istituti europei al fine di ricollocare risorse e business verso l’Unione a scapito della City di Londra che si è staccata per la Brexit.

Gli altri due fattori che appesantiscono il mercato, riguardano i casi in aumento di Covid nel Regno Unito e la questione Evergrande che ancora condiziona l’economia cinese a causa della mancata vendita di alcuni asset che erano previsti in questa settimana. Il Governo ha ribadito che si dovrà trovare una soluzione ed i mercati restano in attesa.

Le nuove obbligazioni governative sotto la lente

Per la parte mercati, con lo spread tra Btp e Bund ancora in area 103 ed il rendimento del nostro decennale a 0.91%, il Tesoro è tornato sul mercato dei green bond sovrani, annunciando la riapertura via sindacato del BTP green emesso lo scorso 3 marzo con  cedola 1.50% e scadenza 30aprile 2045. I Btp Green sono i nuovi Titoli di Stato italiani connessi al mondo della finanza sostenibile, i cui proventi sono destinati al finanziamento delle spese sostenute per supportare la transizione ecologica del Paese. Il titolo è stato riaperto per un controvalore di cinque miliardi di euro che vanno ad aggiungersi agli 8.5 miliardi della precedente emissione. Oltre 55 miliardi di euro gli ordini ricevuti dal Tesoro, 11 volte l’ammontare emesso, al prezzo di 96,717 che corrisponde a un rendimento lordo annuo all’emissione dello 1,676%. Il rendimento è stato fissato a 10 punti base sopra il Btp 1.80% marzo 2041, dopo prime indicazioni in area 12 punti base. E’ prevista una cedola semestrale dell’1.50%, lotto minimo di negoziazione mille euro con multipli di mille, Isin IT0005438004, i titoli sono immediatamente fungibili con la vecchia emissione.

Arriva sempre dal Tesoro italiano l’annuncio per la quarta edizione del BTP Futura, titolo dedicato ai privati che mira a raccogliere fondi per finanziare i provvedimenti per la ripartenza economica dopo lo choc del Covid. Il primo titolo fu lanciato nel luglio del 2020, e oggi siamo alla quarta edizione. Il collocamento inizierà lunedì 8 novembre fino a venerdì 12 novembre, salvo chiusura anticipata. La novità rispetto all’edizione precedente è la durata, che si accorcia e per questo punta ad avere maggiore appeal presso gli investitori, che per portarlo a termine dovranno impegnare i propri soldi per un periodo minore. Sarà infatti di dodici anni, dai 16 della terza emissione. Erano dieci alla prima. Resta confermato il meccanismo del doppio premio fedeltà, collegato alla crescita dell’economia nazionale durante il periodo di vita del titolo: al termine dei primi otto anni, l’investitore che avrà detenuto il Btp Futura sin dall’emissione avrà diritto ad un premio intermedio pari al 40% della media del tasso di crescita del Pil nominale registrato nei primi otto anni di vita del titolo, con un minimo dello 0,4% del capitale investito, fino ad un massimo dell’1,2%; alla scadenza finale, agli investitori che avranno continuato a detenere il titolo dall’emissione fino alla scadenza, verrà corrisposto un premio finale che includerà due componenti: la prima pari al restante 60% della media del tasso di crescita del Pil registrato nei primi otto anni di vita del titolo, con un minimo dello 0,6% fino ad un massimo dell’1,8%; la seconda pari al 100% della media del tasso di crescita del Pil registrato dal nono al dodicesimo anno, con un minimo dell’1% ed un massimo del 3% del capitale investito. Il titolo presenta cedole nominali semestrali a crescere, come nelle versioni precedenti. Saranno calcolate sulla base di tassi fissi predeterminati e crescenti nel tempo secondo il meccanismo step-up, che per questa emissione prevederà tre step:  un tasso cedolare fisso per i primi 4 anni, che aumenterà una prima volta per i successivi quattro anni ed una seconda per i restanti 4 anni di vita del titolo prima della scadenza. Il titolo sarà sottoscrivibile sul mercato alla pari (prezzo 100,00) e l’importo minimo acquistabile è di mille euro. Tutte le richieste pervenute saranno esaudite, non ci sarà alcun riparto.

Dalla Germania si è mosso l’ente di stato Kfw, simile alla nostrsìa Cdp, per un’emissione da tre miliardi con scadenza nel 2024, flat di cedola a rendimento negativo di -0,38%, per un prezzo d’emissione di 101,201, salito poi nel grey market in area 101,35. Taglio del titolo mille euro con multipli di mille e Isin DE000A3E5XK7.

I nuovi bond corporate sotto i riflettori

Per la parte corporate, in  collocamento un nuovo bond a quattro anni per la multinazionale Toyota Motor Finance. Il titolo ha scadenza 27 ottobre 2025, è stato collocato inizialmente ad un rendimento in area 50 punti base sopra il tasso midswap corrispondente, per poi scendere a  23 punti base grazie all’alto numero di richieste pervenute dagli investitori, oltre 2.5  miliardi di euro contro un ammontare offerto di 750 milioni di euro. Il titolo ha rating A1/A+  e lotto minimo di negoziazione 100mila euro con multipli di mille. Nel dettaglio il bond (XS2400997131) ha una cedola pari a 0%, prezzo 99.617 equivalente a un rendimento dello 0.096%.

Deutsche Bank ha collocato un’obbligazione a 14 anni garantita da mutui ipotecati green da 500 milioni di euro. Il titolo (Isin DE000A3T0X22) paga una cedola annua fissa dello 0.25%, verrà rimborsato a 100 il 27 ottobre 2035, prezzo di emissione pari a 99.754 per un rendimento a scadenza di 0.312%, equivalente a 48 punti base sopra il tasso midswap. Rating BBB+ e lotto minimo di negoziazione 100mila euro con multipli di 100mila.

Howoge, società immobiliare residenziale municipale con un portafoglio di 11,2 miliardi di euro, di proprietà dello Stato di Berlino con rating AAA-, ha allo studio l’emissione di nuove obbligazioni senior con scadenza a tre, sette e 12 anni.

Operazione sul Mot da parte di Alerion Cleanpower, che ha rapidamente collocato nuove obbligazioni per un minimo di 150 milioni con scadenza nel 2027 e cedola del 2.25% con Isin XS2395580892 e taglio da mille euro con multipli di mille. L’emissione del nuovo titolo consentirà alla società di esercitare in novembre la call e rimborsare anticipatamente una precedente emissione con scadenza nel 2024 e cedola del 3.75%, Isin IT0005333627.

La società di calcio dell’Inter sta studiando il lancio di un nuovo bond nell’ordine dei 400 milioni di euro. I capitali raccolti serviranno a rifinanziare il bond in scadenza a fine 2022 per 375 milioni. Il resto, andrà a rimpinguare le casse della società nerazzurra che ha chiuso la stagione 2020/2021 con un profondo  rosso a causa del minor apporto finanziario del principale azionista che è la società cinese Suning, alle prese con problemi di natura interna che hanno portato anche alla cessione di alcuni asset e ad un accordo col fondo Oaktree che ha finanziato la società con un prestito triennale al termine del quale in caso di mancato rimborso, porterebbe il fondo a diventare il principale azionista.

La compagnia di crociere Carnival. ha collocato sul mercato nuove obbligazioni per un controvalore di due miliardi di dollari, importo aumentato dagli 1,5 miliardi inizialmente previsti. Si è trattato di una scadenza a 7,5 anni. Il rendimento ottenuto è stato del 6%, isin del titolo USP212VAN49 con taglio minimo da 2mila dollari con multipli di mille. L’emittente ha usato i capitali raccolti per rimborsare il prestito 11.5% emesso ad aprile del 2020 per sostenere la società in piena pandemia ed affrontare spese generali nel corso del 2022.  Il suo debito è stato declassato dalle agenzie di rating durante i primi mesi del Covid. Moody’s gli assegna il giudizio B1, quattro gradini sotto il livello investment grade più basso, con outlook negativo.

La Cina a dato mandato a 14 banche internazionali per l’emissione di un nuovo bond in dollari suddiviso in più tranche e per un importo complessivo di quattro miliardi. Sarebbe il primo collocamento in valuta americana dopo quello effettuato nell’ottobre dello scorso anno per un controvalore totale di sei miliardi di dollari. In quell’occasione, furono emessi titoli a tre, cinque, dieci e 30 anni. Oggi, il rendimento della tranche con scadenza 2050 offre un rendimento del 2,52%, a premio di 47 punti base sul Treasury di pari durata, in calo dai 75 punti del collocamento. Moody’s ha assegnato loro il rating A1.

A cura di Carlo Aloisio, senior broker

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