L’high yield si sposa con l’Esg

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di Francesca Vercesi 1 Novembre 2021 | 14:30
Come applicare le tematiche della sostenibilità alle strategie obbligazionarie ad alto rendimento

01Tim Leary (nella foto), senior portfolio manager di BlueBay Asset Management spiega a BLUERATING come le strategie Esg possono essere applicate al mondo delle obbligazioni high yield.

Le strategie Esg high yield possono continuare a performare in presenza di un rialzo prolungato delle materie prime?

Sì, certamente, anche se ci sono delle sfide: più è ampio il benchmark, meno sono le sfide. Senza dubbio, il fatto che la crescita del comparto high yield globale e americano sia stata così elevata nell’ultimo anno ha aiutato, perché ha permesso una maggiore possibilità di scelta. Chi gestisce una strategia Esg con un’impronta di carbonio molto più bassa del benchmark, otterrà performance più basse quando il comparto energetico sperimenta dei rialzi che gli altri settori non riescono a replicare. È importante ricordare che brevi rimbalzi negativi sono meno pronunciati nel corso del ciclo.

Gestire una strategia Esg high yield implica escludere completamente le società petrolifere?

Potrebbe, ma dipende dalle guideline dei singoli fondi. La nostra strategia globale High yield esclude le società che ottengono più del 5% delle loro entrate dalla produzione di petrolio e gas; invece, la nostra strategia high yield Usa esclude la gran parte delle aziende di esplorazione e produzione di petrolio, includendo tuttavia le società che stanno facendo gli step necessari per ridurre l’impronta di carbonio. Sfortunatamente, la maggior parte delle compagnie americane dell’industria oil&gas al momento non ha raggiunto questi requisiti, sebbene ci siano segnali che i tempi stanno cambiando, e sempre più produttori si stanno rendendo conto dell’importanza dei fattori Esg.

L’engagement degli obbligazionisti sta crescendo nell’industria: cosa permette agli investitori high yield di avere più voce in capitolo rispetto ad altri investitori?

Probabilmente il fatto che gli investitori high yield sono l’ultima linea di capitale per le società prima degli investitori distressed. Pertanto i manager sono più che propensi a discutere con noi le loro problematiche e preoccupazioni. L’obiettivo diventa dunque identificare le società disposte a ridurre sia i rischi finanziari che quelli Esg. Per esempio, di recente ci è successo di partecipare, insieme a una società che voleva compiere piccole acquisizioni, alla definizione delle politiche nei confronti dei lavoratori: garantire un’adeguata formazione o elevate condizioni di sicurezza è cruciale, e non avere progetti per garantire queste condizioni avrebbe potuto minare le operazioni di acquisizione, generando impatti negativi sugli utili.

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