Russia, la Banca Centrale annuncia i primi test sul rublo digitale

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di Redazione 18 Novembre 2021 | 13:32

Ad inizio 2022, probabilmente nel mese di gennaio, la Russia avrà un primo prototipo del suo rublo digitale su piattaforma dedicata. Ci vorrà però circa un anno di test indicizzati per poter capire se la decisione definitiva sarà quella di lanciarlo, come riportato da Cryptonomist.ch.

La Russia è pronta per il rublo digitale

Lo ha annunciato Elvira Nabiullina, governatrice della Banca Centrale di Russia durante il suo intervento alla Conferenza della Bofit (Bank of Finland Institute for Emerging Economies).

Nel momento in cui dovesse venire accettato il rublo digitale, questo sarebbe spendibile “obbligatoriamente” in ogni punto vendita del Paese. 

L’inflazione in Russia

Anche la Russia al momento sta combattendo contro un grado di inflazione che tende al rialzo.

La Banca centrale ha infatti reso pubblici gli ultimi dati sull’inflazione che gravita al momento intorno al 7,9%. Il governo di Putin è però ottimista con una previsione di ritorno sulla linea più domabile del 4% nel prossimo anno. Gli esperti analisti fanno sapere che comunque il rublo digitale non dovrebbe andare a intaccare l’attuale situazione legata all’inflazione.

Le caratteristiche del rublo digitale

Dopo i dodici mesi di test stabiliti, si potrà allora annunciare la versione digitale della valuta nazionale seguendo determinate fasi di regolamentazione.

Uno dei primi criteri da soddisfare è di certo quello che andrà ad equiparare il rublo digitale ad una possibile conversione nelle altre due fiat attualmente utilizzate in Russia.

La Nabiullina ha sottolineato in una recente dichiarazione che tutti i passi fatti per introdurre il rublo virtuale dovranno rispettare una serie di regole finanziarie. Inoltre, il focus generale dovrà riguardare un aumento contenuto se non del tutto assente dell’attuale stato di inflazione del Paese.

La governatrice della Banca Centrale di Russia ha poi aggiunto che questa nuova introduzione finanziaria dovrà essere di pubblico utilizzo e soprattutto legata alle nuove tecnologie. Riuscire ad abbassare il costo delle transazioni potrebbe essere un primo importante traguardo.

Dopo le conseguenze molto pesanti sul piano economico dovute alla pandemia, la Russia sta cercando da diverso tempo di gestire il crollo dei prezzi degli idrocarburi (un quarto del PIL del Paese) e un mancato ritorno previsto sulla linea dell’export.

Già da diverso tempo il rublo sta attraversando una fase continua e altalenante di deprezzamento, soprattutto nei confronti dell’euro.

La Banca Centrale di Russia ha cercato, attraverso una manovra di bloccare la fuga dei capitali all’estero, ma a poco è servito e l’inflazione ha raggiunto di nuovo percentuali importanti. Non mancano poi tutti i ritorni legati alla grave crisi ucraina.

Il rublo digitale sembra quindi voler tracciare una stabilità relativamente di lunga durata anche abbassando i tassi delle transazioni ordinarie.

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