Mutui in affanno? E' tutto da dimostrare

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di Marcella Persola 23 Luglio 2008 | 14:00
Banca d’Italia conferma che le famiglie fanno meno ricorso al mutuo. Ma è bene valutare con attenzione, senza allarmismi, perché se è vero che lo stock è diminuito, è anche vero che la differenza negativa è soltanto dello 0,18%. Indice di un mercato stabile i cui volumi sono in linea con il primo trimestre del 2007

Vendite in calo, mutui in stallo. E’ diminuito secondo quanto pubblicato dal Bollettino Statistico di Banca d’Italia il ricorso delle famiglie ai mutui immobiliari. Tra gennaio e marzo il volume dell’erogato è calato di quasi 3 miliardi rispetto alla fine del 2007. Lo stock dei mutui in mano alle famiglie è tornato a quota 223.553 milioni, un livello leggermente inferiore a quello di sei mesi precedenti, cioè dello scorso settembre. Anche Kiron, società attiva nell’intermediazione dei mutui del gruppo Tecnocasa ha evidenziato che il credito ipotecario destinato alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, nel primo trimestre del 2008, presenta un volume di erogazioni in linea con il primo trimestre del 2007. La differenza negativa è di soli 25 milioni (-0,18%) e conferma la stabilità del mercato, in linea con i volumi erogati nel primo trimestre degli anni passati.

A livello di area geografica è sono le isole (-41%) a registrare una crescita, mentre nel sud (-10%) e al centro (-6%) si registrano dei decrementi sempre maggiori. Inoltre in merito alle consistenze, l’ufficio studi di Kiron guidato da Renato Landoni, mostra che anche in questo caso si registra una lieve diminuzione (-25 milioni). Dopo un’iniziale crescita nei primi due mesi del 2008, l’importo mostra una diminuzione cominciata nel mese di marzo e ancora persistente a maggio (ultimo dato aggiornato). Considerando un arco temporale di un anno, ovvero rapportando il dato nel periodo di marzo/maggio 2008 con quello di marzo/maggio 2007, si ottiene una crescita media del 3% delle consistenze.

A livello di tassi invece si evince una maggiore propensione a sottoscrivere mutui a tasso fisso, scelto nel 70% dei casi, anche in considerazione delle recenti tensioni dei mercati finanziari. E questa tendenza continuerà anche nel futuro visto che è ipotizzabile un intervento della Bce al rialzo sui tassi nel breve periodo.

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