Asset allocation: ecco come posizionarsi per sfruttare la ripresa

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di Redazione 19 Novembre 2021 | 15:01

Karen Watkin, Portfolio Manager All Market Income di AllianceBernstein

Nonostante la recente volatilità dei mercati e l’impennata delle ricerche su Google del termine “stagflazione”, continuiamo a vedere un contesto in piena ripresa. L’attività economica è ora vicina ai livelli pre-pandemici, grazie a efficaci campagne di vaccinazione e al continuo sostegno della politica monetaria e fiscale. Quindi gli investitori dovrebbero posizionarsi in previsione di un’espansione, ma di cosa abbiamo bisogno per percorrere la strada che ci attende? Ecco di seguito la view di Karen Watkin, Portfolio Manager All Market Income di AllianceBernstein.

In generale, lo scenario rimane solido

La crescita continua a sembrare robusta, dato che il lancio dei vaccini, insieme agli stimoli monetari e fiscali ancora in corso in tutto il mondo, ha aiutato l’economia globale a rimettersi in piedi. E mentre ci muoviamo lungo questo percorso, non è sorprendente che i livelli di crescita e di attività, anche se ancora sopra la media, stiano iniziando a moderarsi. Crediamo vi siano ancora margini perché il fenomeno di domanda accumulata (cosiddetta “pent-up demand”), sia da parte dei consumatori che delle aziende, possa continuare a trainare la ripresa, con il proseguimento delle riaperture e le revisioni al rialzo degli utili da parte delle società. Perciò sembrerebbe che la pandemia, al di là del ricordo, non lascerà particolari danni nel lungo termine.

Tuttavia, ci sono potenziali rischi in vista

Le pressioni sull’inflazione, generate da dinamiche sia di domanda che di offerta, non si stanno dimostrando così transitorie come previsto inizialmente. L’inflazione, seppur non eccessiva, è sopra la media e in aumento in molti Paesi e anche se sembra che questa spinta dovrebbe iniziare a perdere slancio, non siamo ancora arrivati a quel punto.

Il nostro scenario di base

Per il momento, rimane quello di una lenta riduzione degli stimoli monetari nei prossimi anni, ma se i problemi della catena di distribuzione dovessero persistere o il tasso di occupazione dovesse impiegare più tempo per normalizzarsi, le prospettive di politica monetaria potrebbero farsi più incerte e portare più volatilità sui mercati. Inoltre, nonostante le preoccupazioni per il Covid-19 si siano affievolite, l’incertezza non sembra essere scomparsa del tutto.

Pensiamo che gli investitori debbano cogliere le opportunità di espansione caratterizzate da una crescita stabile e moderata e da tassi di interesse bassi ma in aumento. Di solito, questa fase espansiva del ciclo è favorevole agli investimenti in asset più rischiosi, come le azioni, rispetto al reddito fisso, anche se le valutazioni sembrano meno favorevoli dopo una ripresa insolitamente forte. Dal punto di vista obbligazionario, invece, la direzione dei rendimenti obbligazionari rimane al rialzo, rendendo la duration meno attraente del normale.

Infine, pensiamo che la difesa del portafoglio debba essere un lavoro di squadra. Con l’aumento dei tassi, gli investitori dovrebbero essere più flessibili nella loro allocazione sul credito e ridurre in parte la duration, senza dimenticare però di ricorrere ad ulteriori fonti di diversificazione come i titoli a basso rischio o azioni più difensive.

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