Asset allocation: il 2022 sarà un anno di scoperte secondo Ubs

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di Redazione 19 Novembre 2021 | 15:32

Ubs ipotizza che il 2022 sarà un anno di scoperte, che rivelerà come sarà la nuova normalità dopo due anni segnati da lockdown e riaperture. Il 2022 si prospetta come un anno dal doppio volto, con tassi di crescita economica e inflazione elevati nel primo semestre che diminuiranno nel secondo semestre.

Nel prossimo decennio, secondo l’istituto elevetico, gli investitori potrebbero poi trovare opportunità nella transizione verso l’azzeramento delle emissioni di carbonio e nelle principali nuove tecnologie: l’intelligenza artificiale, i big data e la cybersicurezza.

 

Le banche centrali probabilmente ridurranno il sostegno monetario di emergenza man mano che gli effetti economici della pandemia si affievoliranno. Tuttavia, secondo l’outlook per il 2022 del Chief Investment Office di UBS Global Wealth Management espresso nel report Year Ahead, la graduale riduzione degli stimoli monetari non dovrebbe precludere rendimenti positivi sui mercati azionari.

Il report include alcune indicazioni di investimento per l’anno a venire, in particolare:

  • Mercati favoriti dalla ripresa dei commerci internazionali. La crescita economica rimarrà probabilmente elevata nel primo semestre del 2022, favorendo i titoli ciclici, tra cui le azioni giapponesi e dell’Eurozona, le mid-cap USA, i finanziari globali, le materie prime e i titoli energetici.
  • Cercare opportunità nel settore sanitario. La crescita è destinata a essere robusta all’inizio del 2022, avvantaggiando i settori ciclici, ma nel corso dell’anno un rallentamento dovrebbe cominciare a favorire segmenti più difensivi del mercato, come il settore sanitario.
  • Cercare rendimenti non convenzionali poiché i tassi di interesse, i rendimenti obbligazionari e gli spread del credito sono ancora storicamente bassi. Alcuni investimenti alternativi come hedge funds e private markets possono consentire di migliorare la diversificazione di portafoglio.
  • Posizionarsi per un dollaro USA più forte poiché il connubio tra tapering della Fed e rallentamento della crescita globale favorisce il dollaro americano rispetto alle valute legate a politiche monetarie più accomodanti, come l’euro, lo yen e il franco svizzero.

Sui mercati obbligazionari, l’high yield asiatico offre rendimenti interessati e, avvicinandosi al 2022, UBS mantiene la sua preferenza per gli investimenti sostenibili per i clienti privati che investono a livello globale.

Mark Haefele, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management, ha dichiarato: “Man mano che gli impulsi alla crescita economica legati alla pandemia cominciano ad affievolirsi, intraprendiamo un viaggio che ci porterà a scoprire se stiamo entrando in un nuovo regime economico a più lungo termine. Iniziamo l’anno con una posizione positiva sui “favoriti dalla crescita globale”, tra cui le azioni dell’Eurozona, e sul dollaro statunitense. Più sul lungo termine, vediamo opportunità nelle nuove tecnologie, nella transizione verso l’azzeramento delle emissioni di carbonio e nella forza delle alternative per sbloccare il rendimento e gestire la volatilità”.

Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management in Italia, ha aggiunto: “Crescita, inflazione e politiche economiche resteranno i principali motori dei mercati nei prossimi mesi. Gli investitori continueranno a interrogarsi su come si comporterà l’economia globale e sulle implicazioni per le diverse asset class. Nel complesso continuiamo a vedere un contesto favorevole per il mercato azionario, con una crescita economica a buon ritmo e utili aziendali in ulteriore aumento”.

Un decennio di trasformazione

Nel prossimo decennio, gli effetti di alcuni trend di lungo termine come digitalizzazione, conversione verde dell’economia, invecchiamento della popolazione, deglobalizzazione e redistribuzione saranno sempre più evidenti.

La pandemia ha accelerato molti di questi temi creando incertezza ma anche interessanti opportunità di investimento sul lungo termine. Ad esempio, i ricavi cumulativi di nuove tecnologie quali intelligenza artificiale, big data e cybersicurezza, dovrebbero crescere da 384 miliardi di dollari statunitensi nel 2020 a 620 miliardi di dollari statunitensi nel 2025. Per cogliere la crescita in queste aree, gli investitori potranno considerare oltre alle mega-cap e concentrarsi sulle mid-cap che potrebbero rivelarsi la “prossima grande occasione”. Inoltre, il private equity potrebbe consentire di avere esposizione a società che si trovano oggi nella fase iniziale della loro crescita.

Allo stesso tempo, la transizione verso l’azzeramento delle emissioni di carbonio sembra destinata a diventare uno dei trend d’investimento più importanti del prossimo decennio. Per riuscire ad azzerare le emissioni saranno necessari investimenti globali nelle rinnovabili per 50.000 miliardi di dollari USA a decennio fino al 2050, mentre il 50% delle riduzioni di emissioni dovrà arrivare da tecnologie non ancora sviluppate. Questo crea opportunità nelle greentech, nelle soluzioni per aria pulita e riduzione di carbonio, nonché nelle strategie di trading di carbonio.

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