Investimenti, oro: i rumors sulle riserve del Vaticano

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di Redazione 22 Novembre 2021 | 14:02

Si vocifera che il Vaticano possegga ben oltre 60 tonnellate di oro. Ne risulterebbe pertanto, che il più piccolo Stato del Mondo, in proporzione, avrebbe un quantitativo d’oro maggiore di Stati come la Cina, gli Stati Uniti o la Russia.

Il più grande tesoro aureo dell’umanità

A prezzi correnti, si stima il valore di questo deposito, se esistente, ammonterebbe ad oltre 3.500 miliardi di euro, secondo quanto rilevato da Confinvest.

Risulterebbe che di fatto, la Chiesa Romana sia tornata, nello specifico settore, in una posizione dominante, dai tempi della caduta del Sacro Romano Impero, in cui controllava circa il 25% di tutto l’oro presente all’epoca.

Ma dove si troverebbe tutto questo oro? Sicuramente un buon 20% si dovrebbe trovare nei sotterranei del Vaticano ed il resto in numerose riserve, non però ufficialmente dichiarate. Probabilmente collocate in paesi Occidentali, Federal Reserve Bank, Fort Knox, banche private e società finanziarie in varie parti d’Europa.

Una domanda risulta però spontanea: ma a che cosa servirebbe  alla Chiesa Cattolica accumulare queste enormi quantità di oro? “Dovremmo considerare che lo Stato del Vaticano non è solo il Capo assoluto della gerarchia ecclesiastica, ma è uno Stato indipendente e che opera investimenti in vari settori. Attività non sempre però redditizie, vedesi il recente scandalo del Palazzo di Londra, Monsignor Angelo Becciu e tante altre operazioni finanziare, il più delle volte tenute gelosamente riservate”, fanno notare da Confinvest.

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