Mercati Asiatici : La sbornia da petrolio

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di Redazione 24 Luglio 2008 | 07:11
Scende il greggio e i mercati, dall’Asia all’America, brindano al rallentamento dei prezzi dell’oro nero che quasi sicuramente fara scendere anche il tasso di inflazione.

E’ una mattina straordinariamente positiva per i mercati asiatici in generale e per il Giappone in particolare, visto che con le esportazioni giapponesi in calo per la prima volta in quattro anni che segnano un -1.7% a Giugno a causa della riduzione della domanda internazionale di auto e prodotti elettronici, la borsa di Tokio festeggia.

I motivi di tanta gioia sono evidenti : Il recupero del dollaro, il calo del prezzo del petrolio al di sotto dei 125 dollari al barile e il calo generale delle materie prime, sono un toccasana per l’umore degli operatori che per conto loro hanno già dimenticato le motivazioni spese in precedenza per giustificare la discesa del petrolio.

Se il petrolio dovesse tornare sotto i 120 dollari al barile probabilmente l’inflazione in Cina ritornerebbe sotto il 5% dicono gli analisti che già pensano che al posto di Brasile e Russia sia ora di ritornare ad investire in India e in Cina, pensiero condiviso anche dal notissimo gestore Mark Mobius che si aspetta da India e Cina “good bargains”.

Io invece, pur fiducioso nella crescita dei mercati asiatici rimango cauto e per questa volta mi allineo al pensiero del presidente americano George W. Bush che inconsapevole di essere ripreso, nel corso di un incontro a Houston si è cosi’ espresso : «Non ci sono dubbi. Wall Street è come un ubriaco, questa è una delle ragione per cui ho chiesto di spegnere le telecamere. Ora è alle prese con i postumi di una sbornia. Il problema è quanto durerà la sbornia e non cercare di creare questi fantasiosi strumenti finanziari»

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