Investimenti: ecco come affrontare il 2022 secondo Allianz GI

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di Gianluigi Raimondi 30 Novembre 2021 | 16:32

Con ogni probabilità nel 2022 assisteremo a un rallentamento della crescita economica, in cui le incertezze legata al Covid e le strozzature sul fronte dell’offerta svolgeranno un ruolo fondamentale”. Ad affermarlo sono gli esperti di Allianz GI nel loro outlook, presentato oggi alla stampa. Ecco di seguito i punti principali.

Le azioni e gli altri asset rischiosi dovrebbero beneficiare della ripresa post Covid, seppur in decelerazione, ma in molte aree geografiche le valutazioni appaiono onerose rispetto ai livelli storici: è opportuno quindi adottare un approccio attivo e selettivo.

Nella ricerca di rendimento è importante diversificare a livello di asset class, stili e aree geografiche, prendendo in considerazione anche asset class non tradizionali come gli strumenti alternativi liquidi e i private market.

La sostenibilità sarà una forza “disruptive” che determinerà trasformazioni radicali nel 2022 e oltre; aziende e Paesi definiranno il loro percorso verso la decarbonizzazione e gli investitori punteranno a generare un maggiore impatto positivo attraverso le scelte di allocazione del capitale.

Gli investitori dovrebbero avere un atteggiamento proattivo e prepararsi a nuove ondate di volatilità. Decelerazione della crescita economica, divergenza delle politiche delle banche centrali e inflazione persistente domineranno la scena nei prossimi mesi. In tale contesto, sarà fondamentale prendere in considerazione alcuni trend di lungo periodo – tra cui “tassi bassi ancora a lungo” e “transizione energetica” – che stanno provocando cambiamenti dirompenti e potrebbero offrire opportunità di investimento interessanti.

Per preparare i portafogli di investimento ad affrontare eventuali impennate della volatilità e un’inflazione persistente, in vista del nuovo anno è auspicabile una maggiore diversificazione a livello di asset class, stili e aree geografiche. Inoltre, è opportuno tener conto delle opportunità legate ad alcuni trend strutturali “disruptive” che plasmano – arrivando addirittura a stravolgere – le nostre aspettative per il futuro.

Le implicazioni per i portafogli

Crediamo che il contesto attuale offra una buona opportunità per riesaminare la diversificazione complessiva del portafoglio e trarre vantaggio da tre temi strutturali:

Navigare in un contesto di tassi che variano. Gli investitori dovranno monitorare la velocità degli aggiustamenti dei tassi di interesse, le oscillazioni dei tassi di cambio e l’evoluzione delle aspettative inflazionistiche. A nostro avviso le autorità monetarie e molti investitori sottovalutano la probabilità che l’inflazione dei prezzi al consumo possa rivelarsi più alta e persistente di quanto attualmente scontato dai mercati finanziari. Sebbene alcune banche centrali abbiano già aumentato i tassi, e altre potrebbero seguirne l’esempio a breve, vi è il rischio che le autorità monetarie rimangano “dietro la curva” in termini di risposta alle pressioni inflazionistiche. Quindi l’inflazione potrebbe salire ma non ci attendiamo una fine della fase di tassi complessivamente bassi che dura da decenni. Sarà quindi necessario trovare nuove modalità per salvaguardare il potere di acquisto e generare rendimento.

Riconoscere il potenziale della Cina. La seconda maggiore economia mondiale attraversa una fase di trasformazione strategica senza precedenti: è importante non perdere mai di vista questo aspetto e monitorare gli sviluppi del Paese, anche in presenza di un rallentamento della crescita economica e di criticità in specifici settori dovute alla regolamentazione più rigida. La volatilità continuerà a caratterizzare gli investimenti in Cina, ma rimaniamo comunque convinti della loro validità in un’ottica di lungo periodo. Conoscere ed approfondire il più ampio contesto politico e le strategie delle autorità locali è essenziale per muoversi attivamente sul mercato ed essere posizionati al meglio.

Sostenere lo sviluppo sostenibile. Considerato l’impegno globale a raggiungere la neutralità carbonica entro alcuni decenni, quali sono le opportunità a disposizione degli investitori per generare un impatto positivo attraverso le proprie scelte di portafoglio? La domanda degli investitori, il contesto normativo in rapida evoluzione e gli enormi volumi di dati comporteranno un innalzamento dell’asticella relativamente ai risultati raggiungibili mediante l’impact investing e alle modalità con cui raggiungerli. Si tratta di un argomento molto complesso che coinvolge numerosi stakeholder in fasi diverse della transizione a “net zero”. Ci aspettiamo che la sostenibilità sia un fenomeno “disruptive” che stravolga la “old economy”, poiché le persone vorranno ridurre l’impronta ecologica negativa (footprint) e al contempo rafforzare l’impatto positivo sulla sfera ambientale e sociale (handprint).

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