Mercati, dopo Omicron, un altro colpo a Wall Street dalla Fed

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di Redazione 1 Dicembre 2021 | 10:32

Wall Street stava tentando l’ennesimo recupero, con il solito Nasdaq 100 in grado di portarsi in positivo, quando sono comparse le headline relative alla testimonianza di Powell al Senato, di fronte al  Senate Banking Committee. Il mercato era andato fiducioso incontro all’evento, anche perchè il discorso era stato diffuso ieri sul  sitoi FED, e anche se riportava indicazioni di un inflazione più persistente delle attese, aveva dedicato anche commenti al potenziale impatto della nuova variante. Ma il Presidente FED, sotto il fuoco delle domante dei membri, ha mostrato un approccio decisamente più aggressivo: il rischio di un inflazione più persistente è aumentato ed è forse tempo di “ritirare” il termine “transitorio” riferito all’inflazione USA. Un’inflazione sotto controllo è necessaria a garantire una lunga espansione. Ha senso di considerare una chiusura anticipata di qualche mese del programma di acquisti.

Sostanzialmente il Presidente FED si è allineato alle opinioni già espresse da alcuni membri. Il tono esplicito delle dichiarazioni ha sorpreso un mercato che già stava gestendo altri catalyst negativi, e così gli indici USA hanno accelerato al ribasso.

Coerentemente il dollaro ha invertito la marcia, mentre i rendimenti hanno mostrato una tendenza a salire. Infine, il tono sulle commodities si è ulteriormente incupito, con il petrolio a guidare la  ritirata. L’effetto supporto sul Dollaro è durato poco. Evidentemente, la liquidation dei giorni scorsi non ha ripulito a sufficienza dalle scommesse sul suo apprezzamento, a  differenza dell’azionario che sembra ancora un po’ indietro nel prezzare un inasprimento della politica monetaria FED, a quanto pare.

“Resto del parere che sia un problema di positioning, accentuato dal fine mese (rebalancing) ma che una volta smaltita l’indigestione il biglietto verde si riprenderà”, ha affermato in questo scenario Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners Sgr, che di seguito illustra nel dettaglio il proprio outlook

La “buy the dip” culture è dura a morire

Certo è che tra variante Omicron, inflazione e FED finalmente uscita dal torpore, di ostacoli per l’azionario USA ne sono saltati fuori di recente. E c’è poi la  questione shutdown e debt ceiling, ereditata da settembre, che deve necessariamente trovare soluzione. E nonostante ciò gli indici indugiano ancora a poco più  del 3% dai massimi. Sembra onestamente presto per chiamare la fine di questa fase volatile. Diverso sarebbe per azionario europeo  e giapponese, i cui ripiegamenti sono stati assai più  profondi. Ma sappiamo che questi mercati diventeranno un “buy” solo  quando gli USA si saranno stabilizzati.

Il trend dell’S&P 500

 

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