Mercati, obbligazioni: le nuove emissioni sotto la lente

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di Carlo Aloisio 3 Dicembre 2021 | 09:02

Settimana di forti oscillazioni sui mercati, condizionati da due fattori, il primo è purtroppo ancora legato alla pandemia, il secondo invece è sulla politica della Fed dopo i discorsi di Powell al Congresso prima e poi alla Camera, “very market mover” dei mercati.

I listini azionari sono stati sulle montagne russe con Wall Street a guidare il trend negativo che si è accentuato dopo che è stato confermato dal dipartimento sanitario americano il primo caso della nuova variante Omicron negli Stati Uniti. Al di là degli aspetti tragici della pandemia, l’uso delle notizie intorno a questa variante è apparso altamente speculativo, con il susseguirsi di commenti dalle case farmaceutiche sull’efficacia dei vaccini in circolazione, piuttosto che sulle argomentazioni degli esperti, riguardanti i bassi effetti virali di questa nuova variante. Pertanto dopo qualche settimana in cui i temi economici avevano fatto da padrone sui movimenti dei mercati, in questa si è fatto qualche passo indietro.

Altro fattore rilevante il discorso di Powell al Congresso, incentrato sull’inflazione, ormai non più da considerarsi solo come transitoria, con un impatto negativo sui mercati, che si sono invece ripresi  durante il suo secondo intervento questa volta alla Camera dei Rappresentanti, dove ha ribadito che è prevista una più rapida riduzione del programma di acquisto di obbligazioni e che già nel meeting di dicembre qualcosa potrebbe uscire, una mossa che è stata letta come un possibile anticipo anche del rialzo dei tassi d’interesse.

Nell’Eurozona, oltre ai fattori precedenti si è aggiunto un dato in Germania sull’inflazione che non si vedeva dai primi anni 90 e con i tassi in negativo crea un certo contrasto, anche se andrà valutato nei prossimi mesi l’impatto delle restrizioni e chiusure legate al Covid.

Al contrario di quanto avvenuto negli Usa, la situazione in Europa, con le nuove restrizioni entrate in vigore in molti paesi, ha rallentato la spinta rialzista dei rendimenti governativi che sono ritornati sulla curva decennale nell’Eurozona in territorio negativo oltre che in Germania, anche in Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Olanda e Slovacchia. Per il nostro Btp decennale, rendimento al 0.98% circa e spread contro Bund in area 133 punti.

I nuovi bond governatii sotto i riflettori

Sul fronte delle emissioni, si è chiuso il collocamento di un’obbligazione Climate Awareness Bond (CAB) con scadenza 15 novembre 2027 ed ammontare 750 milioni di euro da parte della Banca Europea degli Investimenti (BEI). I proventi dell’obbligazione verranno utilizzati dalla BEI per progetti sostenibili riguardo cambiamenti climatici nell’Unione Europea. L’Isin del titolo è XS2419364653 con taglio minimo retail da mille euro con multipli di mille, il prezzo di collocamento è 101,484 con cedola annuale fissata a 0%.

L’obbligazione offre un rendimento negativo pari a -0.248%, equivalente a 20 punti base sottto il tasso midswap. Il titolo che aveva ricevuto richieste per oltre 6 miliardi, ha ben perfromato nel grey market salendo vicino a quota 102.

Incrementi su bond in circolazione da Parigi, con 1.1 miliardi sull’Oat 2045 (FR0011461037) e di 677 milioni sul 2041 (FR0010773192); Madrid ha incrementato di 899 milioni la scadenza ottobre 2031 (ES0000012I32) e di 1.1 miliardi quella ottobre 2025 (ES00000127G9).

Lo Stato Tedesco Free Hanseatic City of Bremen  ha riaperto una sua vecchia obbligazione per un ammontare di 250 milioni di euro. Il titolo (DE000A3H2YH5) ha una cedola annua fissa dello 0.50%, scadenza il 6 maggio 2041, prezzo 101.282 equivalente a un rendimento finale dello 0.431%, 5 punti base sopra il tasso midswap. Rating AAA, lotto minimo di negoziazione di mille euro con multipli di mille, i titoli sono immediamente fungibili. Ammontare totale del circolante 750 milioni di euro.

Le nuove obbligazioni corporate sotto la lente

La volatilità del mercato ha allontanato i corporate dal primario per non rischiare forti oscillazioni nei prezzi e rendimenti pre e post emissione, qualcosa comunque vi è stato e tra questi:

ING Bank  è tornata sul mercato obbligazionario lanciando un covered bond in euro a dieci anni (8 dicembre 12031) da 1.5 miliardi di euro. Gli ordini hanno superato 2.4 miliardi. Le prime indicazioni di rendimento erano pari a circa 5punti base in più sul tasso midswap, con il rendimento che poi è stato fissato al livello di 1 punto in più. Isin del titolo XS2418730995  e taglio minimo 100mila euro con multipli di 100mila, cedola 0.125%, prezzo 99.604 per un rendimento finale dello 0.165%.

La Rimini Bidco, nel settore della carta con rating B2/B/BB- ha emesso 450 milioni con scadenza nel 2026 al prezzo d’emissione di 98,50 e rendimento euribor trimestrale +525, taglio minimo 100mil euro con multipli di mille, Isin XS2417486771.

E’ ripartita l’attività di collocamento dei minibond, attività che permette di finanziare la crescita  di piccole e medie imprese italianecon uno strumento innovativo ed aperto ai mercati. Questa settimana è stata LMM Logistics di Torino, operatore logistico specializzato nei servizi per settori alimentare, retail e grande distribuzione organizzata, con un minibond d 1.5 milioni di euro. Il prestito obbligazionario, che si avvale della garanzia del Fondo Centrale e della durata di cinque anni,  finalizzato a sostenere le strategie di crescita e sviluppo di LMM Logistics.

Più brillante il mercato dei bond in dollari, dove c’è stato l’annuncio di El Salvador di voler emettere il primo “Bitcoin bond”, dopo aver aperto qualche mese fa alla cripto valuta. Il collocamento avverrà a gennaio per 1 miliardo di dollari con una cedola fissa del 6.5% e gli acquirenti delle obbligazioni potranno anche benficiare di una parte legata agli eventuali rialzi delle quotazioni del bitcoin al termine dei cinque anni in fase di rimborso del titolo. Su questo tema ci sono però forti contrasti con il Fondo Monetario che dovrebbe erogare un prestito al Paese ma che non vede in termini favorevoli l’approccio del paese con la criptovaluta.

Da Goldman Sachs emessi 1.750 miliardi  sulla scadenza 2023 con cedola del  1.217% e taglio minimo da mille dollari con multipli di mille con prezzo d’emissione a 100 ed Isin US38141GZE78.

Tre miliardi di dollari su più scadenze per  T-Mobile, partendo da 500 milioni al 2029 con cedola del 2.4%, rating BBB-/BBB-, taglio minimo da 2mila dollari con multipli di mille ed Isin USU88868BA89; si sale al 2.7% con 1 miliardo sulla scadenza 2032, Isin USU88868AY74 ed infine 1.5 miliardi sulla scadenza più lunga al 2052 per una cedola del 3.4% con Isin USU88868AZ40.

A cura di Carlo Aloisio, senior broker

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