Criptovalute, la Banca Centrale russa vuole vietare gli investimenti

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di Redazione 29 Dicembre 2021 | 10:01

La Banca Centrale della Russia starebbe ipotizzando di bloccare gli investimenti in Bitcoin e crypto impedendo i trasferimenti dalle carte agli exchange crypto, come riportato da Cryptonomist.ch.

I piani della Russia per bloccare gli investimenti in Bitcoin e crypto

Stando a quanto riportato, la Banca Centrale Russa starebbe vagliando diverse opzioni per frenare gli investimenti in criptovalute, uns delle quali è il blocco dei pagamenti via carta di credito agli exchange. La procedura sarebbe abbastanza semplice, basterebbe che le banche vietassero i trasferimenti alle istituzioni con il codice MCC (un codice a quattro cifre) corrispondente alle attività di exchange di criptovalute. Al momento però tutto resta nel campo delle ipotesi.

Quello che è certo è che la Banca Centrale della Russia sembra veramente determinata a porre un freno alla circolazione di criptovalute. La Banca starebbe preparando un report da sottoporre alle autorità di regolamentazione sottolineando i rischi delle criptovalute per la stabilità del sistema finanziario.

Il punto è che qualunque iniziativa della Banca Centrale dovrà passare per la Duma, il parlamento russo. Al momento si sarebbe formato un gruppo di lavoro sulle criptovalute che avrebbe proprio il compito di arrivare ad una regolamentazione.

Il primo passo potrebbe essere vietare ai russi di acquistare o tradere criptovalute da imprese nazionali. In pratica, i russi che vogliono fare trading di criptovalute dovranno rivolgersi a exchange esteri. Questa ipotesi è stata avanzata dal vicepresidente della Banca Centrale Russa Vladimir Chistyukhin, il quale ha ammesso esplicitamente che: “Non vediamo un posto per la criptovaluta nel mercato finanziario russo”

La transizione verso il rublo digitale

Probabilmente l’ostilità della Banca Centrale Russa verso Bitcoin e criptovalute è dovuta al lavoro che sta portando avanti per l’emissione del rublo digitale. A quanto pare sarebbero in corso i primi test, e questo renderebbe la Russia il secondo grande stato, dopo la Cina, ad emettere una sua CBDC.

Forse la Banca Centrale Russa vuole semplicemente che nel paese ci sia spazio per una sola moneta digitale, quella nazionale, a scapito di iniziative private o decentralizzate.

L’opinione del presidente Putin

Tuttavia in Russia c’è chi vede nelle criptovalute del potenziale: è il presidente Vladimir Putin. Già in un paio di occasioni il leader del Cremlino ha ammesso che le criptovalute hanno diritto di esistere pur sottolineando i rischi connessi alla volatilità. Probabilmente in futuro potrebbero essere utilizzati per il commercio di fonti energetiche come il petrolio. Questa tesi è uno sgambetto agli Stati Uniti, perché in questo modo verrebbe scalzato il dollaro USA. Secondo Putin, è ancora presto per parlarne, ma nulla esclude che qualcosa del genere possa presto accadere.

Ai russi piacciono le criptovalute

Indipendentemente dal trading, va tenuto presente che la Russia è diventato uno dei lidi preferiti dai miner. Dopo il ban del mining di Bitcoin in Cina, la produzione di Bitcoin si è spostata anche nei pressi di Mosca e San Pietroburgo. La conferma arriva dal numero di dispositivi venduti.

Secondo diversi report, i russi avrebbero investito 5.000 miliardi di rubli in criptovalute, una cifra che corrisponde a 68 miliardi di dollari. nsomma, sembra proprio che nonostante le ostilità della Banca Centrale, ai russi le criptovalute piacciano. Una prossima regolamentazione dovrà tenerne conto.

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