Investimenti: 4 trend da tenere d’occhio a sostegno delle obbligazioni

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di Redazione 5 Gennaio 2022 | 16:48

A cura di Mondher Bettaieb-Loriot, Head of Corporate Bonds di Vontobel.

Abbiamo brindato alla fine del 2021 con un rinnovato caos nel settore dei viaggi, stimolato da un’intensificazione delle restrizioni Covid, dal timore di continue carenze e da sempre nuovi temi digitali che dovrebbero d’altra parte tenere sotto controllo le prospettive di inflazione a lungo termine e, si spera, su una nuova traiettoria discendente.

Crediamo fermamente che l’inflazione meriti un posto più basso nella “tabella della paura” per il 2022, specialmente se pensiamo ai codici QR o alle case stampate in 3D che dovrebbero essere di nuovo altamente disinflazionistiche per molte occupazioni manuali e a bassa abilità.

Mentre il 2020 aveva dimostrato di essere un grande stress test per tutti noi, il 2021 ha trovato nuovi modi per essere anche un po’ dirompente. Attualmente stiamo osservando 4 trend che sono importanti per noi come investitori e soprattutto perché si riferiscono ai nostri temi delle tre D (Deleveraging, Demografia, Digitalizzazione)

I 4 trend da tenere d’occhio

1) Politica monetaria e colli di bottiglia nella catena di approvvigionamento: il mondo è stato nuovamente colpito dalla scarsità nel 2021, per gentile concessione dei pacchetti fiscali forniti e delle persone che hanno ordinato così tanta merce dall’Asia. La buona notizia però è che il sostegno fiscale è finito e gli ordini di esportazione dall’Asia hanno continuato a diminuire. Ricordate che il “grande panico da carta igienica del 2020” è rientrato, e le carenze di prodotti sperimentate nel 2021 che hanno spinto l’inflazione verso l’alto sono anch’esse destinate a rientrare per la loro natura temporanea e perché gli ordini di esportazione e i colli di bottiglia si risolvono.

2) Covid -19: Omicron sta finora portando solo a restrizioni temporanee, ma non a grandi lockdown. Inoltre, le nazioni che stabiliscono i record di infezioni non riportano aumenti precipitosi dei ricoveri e dei decessi. Ciò suggerisce una sospensione meno grave delle catene di approvvigionamento e quindi un impatto inflazionistico meno grave nel 2022.

3) Dati sull’occupazione negli Stati Uniti: secondo una ricerca dell’US Census Bureau pubblicata nel 2021, una forma di carenza potrebbe durare e cioè la maggior parte delle contee statunitensi sta perdendo adulti in età lavorativa, poiché la popolazione statunitense sta invecchiando e il suo tasso di crescita è in stallo. Se questo persisterà, le economie locali soffriranno, e anche le basi fiscali dei governi soffriranno, limitando a loro volta la flessibilità di investire per il futuro. Questo è un vento contrario a lungo termine per l’economia statunitense, dato che conosciamo il fenomeno demografico dell’invecchiamento.

4) Un mondo digitale: La digitalizzazione va avanti con le imprese che aumentano sempre di più l’automazione. Il 2021 è stato l’anno dei QR code. Sono apparsi ovunque nella nostra vita quotidiana, dal pagare le bollette, ordinare cibo al ristorante, e naturalmente controllare le nostre certificazioni di avvenuta vaccinazione anti Covid. Il 2021 è stato anche l’anno in cui sono apparse le case stampate in 3D, con app sviluppate appositamente. Le case stampate in 3D avranno dei vantaggi per i consumatori, ma non per le occupazioni manuali o di routine a bassa abilità. Saranno costruite molto più velocemente delle case tradizionali e saranno molto più economiche.

Conclusioni

Nel complesso, le cose dovrebbero continuare a muoversi velocemente nel 2022 e questi trend sono alcune delle ragioni per cui crediamo che l’inflazione dovrebbe meritare un posto più basso nella “tabella della paura” per il 2022. A meno che non ci sia un grave rallentamento globale o un persistente superamento dell’inflazione, la nostra attuale situazione di previsione dovrebbe essere di supporto per i carry e le obbligazioni societarie dei mercati sviluppati, con una volatilità degli spread che probabilmente rimarrà moderata, e soprattutto perché gli investitori continuano a confrontarsi con rendimenti reali negativi.

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