Mercati emergenti: la musica potrebbe cambiare nel 2022

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di Redazione 12 Gennaio 2022 | 14:01

È molto incoraggiante che il tasso di vaccinazione nei mercati emergenti abbia visto una marcata accelerazione, anche se nuove varianti come Omicron possono ancora rappresentare un rischio. Tale contesto ha contribuito a sostenere la crescita economica, anche se un bis è improbabile nel 2022.

Il fatto che la crescita degli emergenti sia destinata a moderarsi è però ben compreso dai mercati, che si sono adeguati di conseguenza nel corso del 2021. In effetti, i mercati emergenti hanno il potenziale per sorprendere positivamente. Il rischio geopolitico è poi un’area da monitorare costantemente, e diverse elezioni chiave sono alle porte, a cominciare dalla Corea del Sud a marzo fino alle elezioni presidenziali del Brasile a ottobre”. Ad affermarlo sono Andrew Rymer, Emerging Markets Investment Specialist e David Rees, Senior Emerging Markets Economist di Schroders, che di seguito spiegano nel dettaglio la view.

La minaccia di nuove varianti, come Omicron, presenta un rischio continuo di cui dobbiamo essere consapevoli, che potrebbe cambiare le prospettive in modo abbastanza drammatico. La stragrande maggioranza dei mercati emergenti è sulla buona strada per inoculare il vaccino a gran parte della popolazione nei prossimi mesi. Questo dovrebbe essere chiaramente vantaggioso per quanto riguarda l’attuale ripresa dell’attività economica. Il miglioramento dei risultati riguardanti la pandemia da COVID-19 sarebbe una buona notizia per i mercati emergenti e dovrebbero beneficiarne in particolare le economie basate sui servizi, specialmente quelle che dipendono fortemente dal turismo.

Tuttavia, non c’è modo di sfuggire al fatto che la crescita economica dei mercati emergenti sarà più lenta nel 2022. Molte delle economie hanno già recuperato ai livelli pre-pandemici, e questo naturalmente rende più difficile sostenere tassi di crescita superiori al trend. Per il 2021, la crescita è parsa maggiore grazie al confronto coi livelli di base dell’anno scorso, e ciò praticamente garantisce dei tassi di espansione più lenti nel 2022. Andando oltre questi tecnicismi, ci sono alcune ragioni più fondamentali per aspettarsi un rallentamento della crescita.

I downgrade delle nostre proiezioni di crescita dei mercati sviluppati comportano che la domanda di beni manufatti probabilmente si affievolirà nel corso di quest’anno. Il commercio globale è un importante motore della crescita dei mercati emergenti e mentre ulteriori scorte post-pandemia da parte delle aziende potrebbero fornire un sostegno a breve termine, è improbabile che continuino i tassi stellari di crescita delle esportazioni visti durante il 2021. Questo sarà probabilmente negativo per le piccole economie aperte dei mercati emergenti in Asia, in parte dell’Europa centrale e orientale e in Messico.

L’outlook più debole della Cina avrà probabilmente delle implicazioni per alcuni mercati emergenti. Ad esempio, se la ridotta attività del settore immobiliare portasse a una domanda più debole di materie prime come i metalli industriali, ciò colpirebbe le esportazioni delle economie dell’America Latina e dell’Africa sub-sahariana.

All’interno dei mercati emergenti, una politica monetaria e fiscale più rigida peserà sempre più sulla crescita. Il forte aumento dell’inflazione dei mercati emergenti, che ha soffocato molti di loro nel 2021 e ha costretto le banche centrali ad aumenti relativamente aggressivi dei tassi di interesse, dovrebbe attenuarsi. Tuttavia, i tassi più alti solitamente pesano sull’attività con un ritardo da sei a nove mesi. In combinazione con la possibilità di un certo ridimensionamento fiscale, mentre i Governi tentano di riparare i danni alle posizioni di bilancio causati dalla pandemia, una politica più rigida sarà probabilmente un freno significativo all’attività. In ultima analisi, ciò potrebbe significare che le banche centrali non realizzeranno tutto l’inasprimento che è stato prezzato sui mercati, aprendo una finestra di opportunità per gli investitori nei mercati locali.

Il risultato è che ci aspettiamo che la crescita del PIL nei mercati emergenti rallenti dal 6,5% previsto nel 2021 a circa il 4,5% nel 2022. Se abbiamo ragione, è improbabile che la crescita in tali mercati superi quella di alcuni mercati sviluppati. E anche se questo non dovrebbe essere una sorpresa completa per gli investitori, un premio di crescita così ridotto ha creato un contesto difficile per i mercati.

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