Forex: l’Euro forse si risveglia

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di Giovanni Maiani 13 Gennaio 2022 | 09:01

Qualche giorno fa ho parlato, scherzosamente, del “letargo” dell’Euro index (paniere valutario di mia creazione) e della speranza che questo si concludesse prima di marzo o, meglio ancora, “entro il giorno della marmotta (2 febbraio)”, con l’ovvia aspettativa di una pronta conclusione dell’attuale fase di congestione.

Anche se il rafforzamento selettivo di ieri della moneta unica non ha spostato nulla, forse anche l’Euro Index potrebbe presto iniziare ad allontanarsi dai minimi attuali.

La mia scelta di presentare qualche giorno fa il mio Efficiency Index su un grafico di lungo periodo, mentre si avvicinava a un supporto storico, non è stato un caso e va in tale senso. Siamo comunque nell’ambito delle ipotesi in quanto, come scritto poco sopra, non è accaduto ancora nulla per il momento.

Tuttavia, presento oggi l’Euro Index calcolato da me, su un grafico di breve periodo, dove osserviamo un pullback up realizzato in corrispondenza di una Gann line storica (storica nel senso di riportata da qualche settimana) e testata in moltissime occasioni. Vediamo anche quello che potrebbe diventare un doppio minimo ascendente, il condizionale è d’obbligo in quanto l’ultima candela settimana è in via di realizzazione, mentre il benchmark tende a dirigersi verso una resistenza dinamica che, guardate a caso, è costituita da un’altra Gann line “storica”. La parte superiore del grafico presenta il mio Power Index, lo stesso che mi ha consentito di scrivere in prima pagina del settimanale Borsa&Finanza, sabato 8 settembre 2001, un piccolo articolo intitolato “Sul filo del panico“, che ora tende a girarsi all’insù per poi affrontare un’area di resistenza.

Come di consueto, vado curiosare tra gli elementi che compongono il mio Euro Index alla ricerca di eventuali spunti operativi, conferme o smentite.

A livello complessivo, per quanto riguarda la tabella, nel 52% dei casi (in netto rialzo rispetto al 36% della scorsa settimana) la divisa europea è in uno scenario rialzista o moderatamente rialzista nei confronti delle altre divise, mentre le performance a 5 giorni evidenziano unicamente una flessione di -2.2% nei confronti dello Zar. Siamo in una fase di rotazione.

Lo scenario puramente tecnico è ora neutrale, mentre si avvicina a un segnale rialzista. Vedremo con la chiusura della candela settimanale. Come anticipato in varie occasioni e la scorsa settimana, la strategia del breakout sembra consigliata in questo caso e potrebbe generare venerdì, essendo il grafico weekly, un segnale operativo.

Scendo nei particolari per scavare qualche particolarità nei confronti della divisa europea e del dollaro Usa.

I movers e spunti sull’euro

L’Eur/Usd tende a uscire dal precedente “movimento in range” generando un segnale long. L’Eur/Aud tende a confermare il precedente “rischio di pullback down sui livelli attuali”. L’Eur/Cad testa “la resistenza di 1,445/50” e cerca di riorganizzarsi. L’Eur/Chf si allontana momentaneamente dai minimi, ma deve fare i conti con 1,05. L’Eur/Gbp abbassa ulteriormente i recenti minimi e, per il momento, i tentativi rialzisti non sono affidabili. L’Eur/Jpy cerca di proseguire la fase ascendente in essere, ma sempre attenzione al supporto di 130. L’Eur/Nok ha testato proprio la resistenza di 10,10 prima di ripiegare. La situazione rimane negativa. L’Eur/Nzd interessa “un’importante resistenza” situata poco al di sotto di 1,70 e, per il momento, è in un contesto neutrale di brevissimo periodo, ma l’incertezza non durerà a lungo. L’Eur/Sek sta per generare un segnale ribassista potenzialmente molto importante. L’Eur/Zar ha realizzato un triplo massimo discendente e si mantiene in equilibrio precario sopra 17,50.

La divisa europea non sa ancora” cosa vuole fare da grande”, insomma…

Alcune idee sul dollaro Usa

L’Usd/Cad ha confermato l’importante dell’area “1,280/2” con un pullback down, mentre prosegue la discesa verso 1,2250 circa. L’Usd/Chf testa l’ostacolo di 0,920/2, ma poi ci ripensa. La situazione è ribassista. L’Usd/Cnh consolida tuttora tra 6,34 e 6,41 circa. L’Usd/Hkd accusa un doppio massimo discendente e potrebbe iniziare una fase ribassista verso 7,77. L’Usd/Jpy ha confermato la precedente ipotesi che “ … potrebbe necessitare di una breve discesa puramente fisiologica”, mentre si dirige verso 113,0/112,5. La situazione è potenzialmente a rischio. L’Usd/Nok testa “l’ostacolo di 8,95 circa” quindi indietreggia dopo aver realizzato un ennesimo massimo discendente. L’Usd/Zar ha confermato il “triplo massimo discendente” e torna a cedere verso 14,5/0. Per l’Usd/Sek si veda la sezione “Trade opportunity”.

Cercando bene c’è qualche trade potenzialmente molto interessante.

La seguente grafica mostra la tendenza di alcun importanti cross

Trade opportunity

Riprendo oggi l’analisi pubblicata lo scorso 14 luglio relativa all’Usd/Sek che potete ritrovare cliccando qui.

Riporto per comodità la precedente strategia operativa.

“Mantenere le eventuali posizioni in essere da 8.35 con stop cautelativo a 8.55 e obiettivi 8.75 e 8.90. Long (visto che siamo già in posizione) solo sopra 8.69 con obiettivi 8.75/6 (vicinissimo, ma importante) e 8.90, poi 9.15 e 9.35/75. Short sotto 8.50 con obiettivi 8.35 e 8.22/0, poi 8.05 e 7.80/65”.

Non analizzo quanto accaduto da luglio in quanto è trascorso molto tempo, ma alcuni livelli si sono rivelati fondamentali; vedi per esempio 8,90, 9,15 e 8,50.

Presento oggi l’Usd/Sek per il movimento realizzato dallo scorso 24 novembre, per quanto scritto la scorsa settimana nella sezione “Alcune idee sul dollaro Usa”, vedi “Ci sono alcune opportunità di trade, vedi anche nei confronti della Sek per esempio” e per quanto accaduto ieri.

In effetti, il biglietto verde ha realizzato una fase di congestione tra 9 e 9,18 circa nel periodo appena citato per poi infrangere al ribasso, pertanto proprio ieri, il supporto statico di 9 circa.

Anzi, a dirla tutta, quota 9 è interessata anche dal passaggio della resistenza dinamica del canale ascendente in essere da giugno, resistenza che funge per l’occasione da supporto, anche se un po’ tirato per i capelli.

Il dollaro Usa potrebbe quindi aver appena generato un segnale ribassista valido in un’ottica di breve periodo, mentre il Dmi ha generato un segnale ribassista, l’Rsi prosegue la discesa e sta per entrare in ipervenduto (ma c’è tempo e spazio ribassista), mentre l’Adx inverte timidamente verso l’alto ed è già vicino a 20.

Lo scenario puramente tecnico è ribassista e tende a peggiorare ulteriormente.

Probabile quindi il proseguimento della discesa in essere verso l’area 8,70/65; supporto del canale ascendente come sopra. Il cedimento di tale potrebbe costituire un segnale di peggioramento e, probabilmente, di inversione ribassista di breve periodo con obiettivi 8,35 e 8,15/00.

Una resistenza è individuata a 9,05, ma troppo vicina perché sia utilizzata. Pertanto, solo il superamento di 9,18 potrebbe lasciar spazio a una ripresa del rialzo con obiettivi 9,30/5 e 9,50/75.

A cura di Giovanni Maiani, analista tecnico di lungo corso, docente Siat e responsabile delle gestioni patrimoniali di Banca Bsm

https://giovannimaiani.blogspot.com/
[email protected]

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