Investimenti, in Svizzera arriva il trust

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di Gianluigi Raimondi 13 Gennaio 2022 | 10:15

È giunto il momento che anche la Svizzera si doti dell’istituto giuridico del trust, diffuso soprattutto nel mondo anglosassone, nel rispetto tuttavia degli obblighi internazionali circa la trasparenza del beneficiario e il rispetto degli obblighi fiscali.

È quanto prevede, come riportato dal sito web della Rsi, un progetto preliminare inviato in consultazione dal Consiglio federale fino al 30 aprile, che tiene conto di un desiderio espresso dal Parlamento mediante una mozione già nel 2018. D’altra parte, dalla Convenzione dell’Aia del 2007 alcuni trust esteri sono già riconosciuti dalla Confederazione.

Si tratta di un strumento flessibile di importanza crescente ma finora non disciplinato dalla legge. Viene usato per preservare, amministrare o assicurare determinati beni o, in ambito famigliare, per trasmettere il patrimonio di generazione in generazione. Come le fondazioni, il trust ha un amministratore che custodisce e amministra dei beni nell’interesse dei beneficiari. Analogamente alle fondazioni dovrebbe anche essere tassato.

Creare le basi legali di un “trust svizzero” dovrebbe da un lato permettere a chi opera nella Confederazione elvetica di non dover ripiegare su strumenti esteri e dall’altro favorire anche la creazione di impieghi e opportunità commerciali, a tutto beneficio della piazza economica rossocrociata.

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