M&G: “Azionario volatile, ma con opportunità”

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di Francesca Vercesi 14 Gennaio 2022 | 12:39
La view della casa di gestione resta costruttiva sull’equity

Il momentum dell’economia continuerà a sostenere i mercati nel medio periodo. Questo contesto si deve in parte alle politiche di stimolo e in particolare ai programmi infrastrutturali annunciati in varie parti del mondo ma non ancora implementati. Alla luce dell’ampia portata e della maggiore durata di questi programmi, prevediamo che il ciclo economico resterà positivo ancora a lungo, a tutto vantaggio delle piazze azionarie. I fondamentali, a dispetto della pandemia, restano gli stessi. È questa la sintesi dello stato dell’arte dei mercati secondo i chief investment officer di M&G, colosso britannico da 370 miliardi di sterline tra masse gestite e amministrate. Secondo  Fabiana Fedeli (nella foto), cio equity e multi asset, in considerazione delle valutazioni elevate dei titoli azionari e della solidità delle borse globali nel 2021, «ci attendiamo un 2022 caratterizzato da rendimenti più contenuti e da una maggiore volatilità dove però non mancheranno le opportunità. Nel mondo degli investimenti la regolamentazione giocherà un grande ruolo, inoltre i governi stanno spendendo molto e ci sarà forte attenzione anche nei confronti della tassazione.

Al contempo, i tempi e il ritmo della normalizzazione della politica monetaria continuerà ad alimentare il dibattito». E aggiunge: «l’outlook globale è costruttivo sul fronte azionario, qui il tema inflattivo impatta di meno ma, come ho già detto, bisogna vedere a quale velocità le banche centrali cominceranno la stretta. È comunque necessario diversificare e andare a cercare le società interessanti. Sul fronte obbligazionario, vediamo opportunità nel mondo high yield e investment grade. Suggerisco poi di tenere un pò di cash per giocare con il sell off del mercato». E conclude: «da investitori attivi ci sono sempre opportunità. Per esempio le valutazioni del mercato UK trattano del 50% in meno rispetto al loro potenziale, il Giappone del 10% e quindi lo spazio per crescere è ampio. Ci piacciono i settori delle infrastrutture, quello di rinnovabili, efficienza energetica, climate solution, la tecnologia resta interessante ma occorre selezionare molto dato che nel mondo IT alcune società, anche colossi, non riescono a produrre utili stabili, per altri c’è un problema di pricing power.

Quindi a volte il valore si nasconde dietro a realtà meno conosciute ma molto interessanti nel loro modo di fare business e perché più solide di altre. In generale, si temono pressioni sui margini a causa della tenacia dell’inflazione; per questa ragione occorre puntare sulle società che offrono buoni profili di crescita, poiché sono dotate di un pricing power più solido e quindi sono meno esposte a rischi di ribasso dei margini». A seguire, l’inflazione. Questo rimarrà un tema caldo anche nel 2022 e il dibattito fra tori e orsi probabilmente proseguirà sino all’estate, «quando potrebbe essere che le pressioni inflazionistiche si attenueranno. Osservata speciale è ancora l’inflazione salariale, che rischia di avere un impatto più duraturo. In presenza di un contesto economico favorevole, a nostro avviso le probabilità di stagflazione sono scarse», continua Jim Leaviss, cio del Public Fixed Income. «L’asset class obbligazionaria è nemica dell’inflazione. Quella europea sarà più morbida rispetto a quella statunitense ma in Europa c’è un grande problema sul fronte dei prezzi dell’energia». Infine William Nicoll, cio of Private and Alternative Assets, ha detto: «dipende da quale private market guardi, real estate o private bond markets o altro. A volte i livelli sono troppo alti ma in generale i fondamentali sono ancora sostenibili. Il mondo del private equity è molto interessante oggi e va studiato attentamente. In questo senso vanno lette anche le criptovalute, la blockchain e tutto il mondo della tokenizzazione». Per concludere, gli ambiti da seguire nei prossimi mesi e non solo, secondo M&G, sono: cambiamenti demografici, futuro della tecnologia, scarsità delle risorse.

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