Asset allocation, titoli growth: ecco le cautele da adottare

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di Redazione 17 Gennaio 2022 | 10:31

Con l’inflazione più alta e meno transitoria del previsto, è meglio privilegiare i titoli growth, ovvero quelli di aziende che realizzeranno utili ingenti nei prossimi anni ma che oggi spesso sono in perdita, o quelli value, ovvero i titoli di aziende che realizzano già oggi utili e continueranno a farlo nel prossimo futuro ma con un tasso di crescita contenuto.

Attenzione però: se il valore delle società in generale è funzione dei flussi (di cassa o di dividendi) che queste sono in grado di generare in futuro attualizzati a un certo tasso, l’inflazione riduce il valore attuale dei flussi futuri (che per le aziende growth sono quelli più consistenti) perché il tasso di sconto è più elevato. Morale, l’inflazione penalizza maggiormente i titoli growth rispetto a quelli value.

In realtà nel 2021 abbiamo osservato che, pur in presenza di attese di inflazione importanti, questo è avvenuto in modo più limitato di quello che ci si potesse aspettare. Le ragioni sono legate soprattutto alle varianti pandemiche che hanno mantenuto elevata l’incertezza economica favorendo i settori tecnologico e farmaceutico. Il primo, grazie alle mutate e ormai consolidate condizioni di consumo e il secondo quale effetto dalla maggiore spesa sanitaria e cura della persona. La timida rotazione settoriale vista nel 2021 potrebbe tuttavia prendere maggior vigore quest’anno e, a meno di ulteriori imprevisti, nel 2022 i titoli value sono attesi sovraperformare i titoli growth,  nonostante le politiche meno espansive delle banche centrali tese a ridurre l’incremento dei prezzi.

Ma di quali settori stiamo parlando? I titoli value sono legati ai settori bancario, assicurativo, petrolifero e trasporto di energia. Ciò non significa che i titoli di alcune società growth non possano sovraperformare l’indice di riferimento. Tutt’altro. All’interno dei settori growth occorre però avere un approccio bottom up andando a privilegiare per esempio i titoli di quelle società che costruiscono infrastrutture per le applicazioni di AI, 5G e 6G, metaverso e nella cyber security.

A cura di Antonio Tognoli, Head of Research di Integrae Sim

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