Asset allocation: due occasioni per il debito emergente

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di Redazione 20 Gennaio 2022 | 15:01

Le prospettive economiche globali sembrano relativamente positive. Tuttavia, molti aspetti della vita devono ancora tornare alla normalità e le conseguenze della pandemia ci hanno lasciato con interruzioni delle catene di forniture e carenza di risorse, che stanno facendo aumentare l’inflazione. Sebbene prevediamo che la pressione inflazionistica diminuirà col tempo, vi è una significativa incertezza sulla tempistica“. A sostenerlo è Victoria Harling, Head of Emerging Market Corporate Debt di Ninety One, che di seguitoillustra nel dettaglio come sarà possibile muoversi al meglio sui mercati emergenti nei prossimi mesi.

Le società di questi mercati si affacciano al nuovo anno con fondamentali solidi?

Grazie ai margini elevati e a una forte crescita degli utili, molte aziende si affacciano al 2022 su basi molto solide. Inoltre, l’outlook incerto sta guidando l’appetito delle aziende verso la spesa in conto capitale, rafforzando la loro capacità di resistere a futuri venti contrari. Molte di loro hanno anche avuto un miglioramento dei loro rating di credito. Insieme a bassi tassi di default, il risultato è un ambiente favorevole a chi investe in obbligazioni.

Come vi state posizionando per quest’anno?

Cerchiamo di sfruttare le opportunità di valore relativo concentrandoci sui fondamentali a medio termine e cercando forze fondamentali che non siano state prezzate correttamente. Vediamo opportunità significative in Cina, poiché i timori di una recessione sembrano eccessivi e l’allentamento delle politiche sembra già destinato a mitigare i venti contrari a livello macro. Rileviamo i mispricing più pronunciati nel settore immobiliare cinese. Per il resto, rimaniamo sovrappesati in America Latina, in particolare in Brasile, dove riteniamo che i premi di rischio siano eccessivi rispetto alla forza fondamentale delle società in cui investiamo.

Da un punto di vista settoriale?

Ci concentreremo sui settori ciclici, come metalli di base, industriali e beni di consumo. Continuiamo a sottopesare il settore petrolifero, data la domanda in calo per gli investimenti in combustibili fossili e la natura tipicamente di lunga durata del settore (elevata sensibilità agli aumenti dei tassi). Allo stesso modo, prevediamo di aumentare la nostra esposizione ai green bond e alle società che favoriscono la transizione low carbon.

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