Investimenti: nel 2022 occorre essere attivi

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di Redazione 20 Gennaio 2022 | 15:31

Christian Bauer, direttore di REYL Zurigo

La flessibilità è l’ordine del giorno. La strategia d’investimento “buy and hold”, una volta popolare, oggi non potrebbe essere più applicabile e gli investitori devono adattarsi più rapidamente. L’aumento dell’inflazione, le elevate valutazioni azionarie e la crescente volatilità forniranno opportunità nel 2022 ai gestori d’investimento dinamici.

Quest’anno le condizioni per una gestione attiva degli investimenti sono favorevoli, con un’inflazione in aumento, che dovrebbe rimanere elevata, anche se le attuali le attuali difficoltà di approvvigionamento dovessero essere ulteriormente allentate. L’aumento dell’inflazione tende a ridurre i benefici di diversificazione di un portafoglio. A questo si aggiunge il fatto che l’anno è cominciato con valutazioni azionarie molto elevate in tutto il mondo: Apple, ad esempio, ha raggiunto sul mercato azionario il valore record di 3.000 miliardi di dollari per la prima volta nel gennaio 2022. A confronto, si tratta di un valore quattro volte superiore al prodotto interno lordo svizzero (PIL). Per le prime 100 società al mondo in termine di valore di borsa, la media di valutazione non ponderata per il 2022 è un rapporto prezzo-utili (P/E) di 31,5, ben al di sopra della media a lungo termine pari a 18 volte gli utili. 

La volatilità crea opportunità

Naturalmente, avere convinzioni è importante e la selezione dei titoli secondo una strategia basata su forti convinzioni può rivelarsi utile. Quello basato su forti convinzioni è uno stile di gestione focalizzato, con una chiara filosofia di investimento espressa attraverso portafogli più concentrati per periodi di detenzione più lunghi. Ma le convinzioni sono spesso sfuggenti ed è quindi altrettanto importante potersi riposizionare. Dato l’attuale contesto, non è necessariamente il momento di essere investitori passivi. Gli investimenti attivi sono diventati sempre più interessanti, in quanto la volatilità offre generalmente maggiori opportunità.

Nei periodi di ripresa economica e politica monetaria accomodante, quella di investire passivamente dal punto di vista dell’asset allocation e delle azioni è una buona strategia. Gli investitori potrebbero beneficiare della crescita dei mercati dell’ultimo decennio, con classi di attivi come azioni e immobiliare in costante rialzo. Nei periodi di volatilità, le banche centrali sono solitamente giunte in soccorso e gli investitori sono stati in grado di acquistare quando i prezzi sono calati. Tuttavia, coloro che continuano ad investire passivamente potrebbero finire per non raggiungere gli obiettivi prefissati. Nei prossimi cinque anni, è probabile che i rendimenti del mercato saranno molto inferiori rispetto al passato. Cosa succede se i tassi d’interesse aumentano anziché scendere? Cosa succederà se in futuro ci troveremo di fronte a un contesto più volatile perché le banche centrali non potranno più essere accomodanti a causa dell’aumento dell’inflazione? L’aumento dell’inflazione e la costante riduzione degli stimoli (tapering) portano a un potenziale punto di svolta. I vecchi modelli sono cambiati. Se le obbligazioni e le azioni dovessero diventare positivamente correlate, le obbligazioni non offriranno più lo stesso livello di caratteristiche difensive del passato.

È ora di un approccio attivo

È diventato difficile trovare rendimenti elevati nel mercato dei capitali e le prospettive non sono rosee: è probabile che tutte le principali classi di attivi, dalle azioni alle obbligazioni agli attivi immobiliari, generino rendimenti inferiori rispetto agli ultimi 30 anni. I rendimenti azionari nei prossimi anni saranno probabilmente trainati principalmente dalla crescita degli utili e dei dividendi aziendali, piuttosto che da fattori tecnici. In tale contesto, un approccio attivo all’asset allocation diventa sempre più importante. Richiede chiare convinzioni e volontà di riconsiderare il pensiero in funzione dell’evoluzione delle dinamiche di mercato.

Continuiamo a privilegiare i fondi non correlati con le classi di attivi tradizionali. Inoltre, in un contesto di maggiore volatilità, mercati incerti e aumento dei rischi intrinseci, le sub-strategie che prediligiamo presentano almeno una delle seguenti caratteristiche: diversificazione, approccio di trading, focus sulla liquidità, stile relative value, ricerca di opportunità idiosincratiche, dispersione e convessità. Molte di queste alternative hanno storicamente mostrato una bassa correlazione con i movimenti dei prezzi azionari e dovrebbe pertanto frenare la volatilità.

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