Forex, Euro ancora debole e apatico. I target da monitorare

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di Giovanni Maiani 26 Gennaio 2022 | 09:29

La divisa europea, a livello complessivo di indice (l’Euro Index, paniere di mia crazione), consolida ulteriormente all’interno di un’area di relativa neutralità, come mi piace chiamarla, e praticamente “perde tempo”. Le fasi di congestioni servono ovviamente, ma complicano la vita degli analisti che devono inventarsi una nuova storia ogni settimana.

Scherzi a parte, la scorsa settimana ho scritto “i tempi sono maturi” con riferimento a un prossimo segnale operativo e sono tuttora di questa idea. Volente o nolente, “il giorno della marmotta” si avvicina (si veda a proposito l’analisi dello scorso 13 gennaio).

Dall’attuale riunione del Fomc (25 e 26 gennaio) potrebbero emergere indicazioni sull’avvio del rialzo dei tassi previsto per marzo, e dunque, informazioni potenzialmente in grado di condizionare il mercato Forex, e non solo, mentre il 3 febbraio si riunirà invece la Bce. La prossima ottava potrebbe quindi essere terreno fertile per la fine dell’attuale movimento in range dell’euro index.

Oggi presento, in alto, nuovamente il mio Power index la quale area di resistenza si fa valere, mentre sotto un algoritmo muta i colori delle candele a secondo della situazione del mercato e, in questo momento, mostra un’alternanza tra fasi laterale e ribassista. Ho anche aggiunto le Fibonacci fan che prendono in considerazione la discesa avvenuta durante i primi 11 mesi dello scorso 2021.

Come di consueto, vado curiosare tra gli elementi che compongono il mio Euro Index alla ricerca di eventuali spunti operativi, conferme o smentite.

A livello complessivo, per quanto riguarda la tabella, nel 38% dei casi (in forte calo rispetto al 58% della scorsa settimana) la divisa europea è in uno scenario rialzista o moderatamente rialzista nei confronti delle altre divise, mentre le performance a cinque giorni evidenziano un nuovo rafforzamento del 2,59% nei confronti dello Russian rouble e due flessioni di oltre il 2% nei confronti del real brasiliano e del rand sudafricano.

Lo scenario puramente tecnico è tuttora per il momento neutrale, ma tende a peggiorare. Avremo, potenzialmente, un prossimo segnale operativo entro “il giorno della marmotta”, o appena dopo.

Scendo nei particolari per scavare qualche particolarità nei confronti della divisa europea e del dollaro Usa.

I movers e spunti sull’euro

L’Eur/Usd indietreggia da metà gennaio e testa il precedente “supporto di brevissimo a 1,129 circa”. L’Eur/Aud prosegue la fase di congestione e realizza ben 3 massimi relativi in corrispondenza di un’importante resistenza, lasciando quindi aperto l’ipotesi di un pullback down. L’Eur/Cad si mantiene nelle immediate vicinanze dei minimi del 2021. La situazione è ancora prevalentemente negativa. L’Eur/Chf testa e centra perfettamente il precedente supporto di 1,03 (realizzato proprio 1,03) e si interroga sul da farsi. Lecita una reazione positiva puramente fisiologica, ma cautela. L’Eur/Gbp tenta di allontanarsi dai massimi, ma, ancora una volta, potrebbe confermare “l’inaffidabilità dei tentativi rialzisti”. L’Eur/Jpy sembra tuttora diretto verso il sempre più vicino 127. L’Eur/Nok non sembra in grado di poter mantenersi al d sopra di 10,20 e potrebbe indietreggiare ulteriormente in caso di ritorno sotto 9,90 circa. L’Eur/Nzd testa tuttora la neckline di 1,68 che costituisce una valida resistenza in quanto parliamo di un potenziale “testa e spalle rovesciato rialzista”. L’Eur/Sek ha generato un segnale long con il superamento di 10,38, ma il test di 10,56 lascia trasparire molta incertezza. L’Eur/Zar ha infranto al ribasso il precedente supporto di 17,50 e potrebbe avvicinarsi ulteriormente a 16,50 circa. L’Eur/Krw ha effettuato un breve movimento altalenante attorno al supporto di 1.350 dal quale tenta di rimbalzare.

La moneta unica mostra varie situazioni negative o moderatamente negative.

Alcune idee sul dollaro Usa

L’Usd/Chf cerca tuttora di mantenersi al di sopra del supporto statico di 0,91. L’Usd/Cnh testa la parte inferiore della fase di congestione definita tra 6,34 e 6,41 generando un primo segnale di peggioramento. L’Usd/Jpy testa tuttora il precedente supporto di 113,50 la quale tenuta sarà a dire poco fondamentale. L’Usd/Nok ha superato la resistenza di 8,90/2, ma si trova in difficoltà dopo l’effimero passaggio al di sopra di 9. L’Usd/Nzd è sui massimi e tende a oltrepassare 1,50. Attenzione alla tenuta di 1,47/6. L’Usd/Zar appare, più che “indeciso”, moderatamente ribassista. L’Usd/Try consolida attorno a 13,50 in attesa di qualche dato di politica monetaria. L’Usd/Aud cerca di guadagnare terreno, ma attenzione alla tenuta di 1,380/75. L’Usd/Cad rimbalza parzialmente da 1,245, ma cautela.

Usd/Sek vedi nella sezione “Trade opportunity”.

Il biglietto verde cerca di recuperare terreno, ma una sorpresa può nascondersi dietro l’angolo. Il dollar index prosegue il rimbalzo dal supporto dinamico di 95 circa e si avvicina ai massimi del 2021 realizzati due mesi fa.

La seguente grafica mostra la tendenza di qualche importante cross

Trade opportunity

Riprendo oggi l’analisi dell’Usd/Sek pubblicata lo scorso 13 gennaio che potete rileggere cliccando sul seguente link. Statisticamente interessante: è il secondo riferimento all’articolo di metà gennaio. Riporto per comodità la precedente strategia operativa.

Probabile quindi il proseguimento della discesa in essere verso l’area 8,70/65; supporto del canale ascendente come sopra. Il cedimento di tale potrebbe costituire un segnale di peggioramento e, probabilmente, di inversione ribassista di breve periodo con obiettivi 8,35 e 8,15/00. Una resistenza è individuata a 9,05, ma troppo vicina perché sia utilizzata. Pertanto, solo il superamento di 9,18 potrebbe lasciar spazio a una ripresa del rialzo con obiettivi 9,30/5 e 9,50/75”.

Nel nostro caso, in primis, il dollaro non ha proseguito la discesa (non è tutti i giorni Natale…) ed è rimbalzato immediatamente interessando la precedente area di congestione definita tra due livelli statici a 9,05 e 9,18. In seguito, il superamento di 9,18 ha favorito qualche long e il raggiungimento del primissimo obiettivo individuato a 9,30/5.

Ho riproposto oggi l’Usd/Sek in quanto assistiamo probabilmente all’uscita da una fase rialzista che potrebbe lasciar spazio a una fase di accelerazione rialzista di breve periodo, vedi i canali. Lo scenario macroeconomico globale è molto incerto per l’aumento dei tassi reali, le tensioni geopolitiche e molti altri motivi, ma dal punto di vista puramente tecnico, è lecito ipotizzare il proseguimento degli attuali sforzi rialzisti, per lo meno fino alla tenuta del precedente livello di 9,05; ora supporto di riferimento. A quel punto la situazione potrebbe cambiare.

A rigore del vero, la candela daily di ieri martedì è ragionevolmente preoccupante. Stiamo a vedere. Al momento abbiamo raggiunto il primo obiettivo 9,30/5 e direi di proseguire in questo modo.

Mantenere le eventuali posizioni rialziste in essere con stop in area 9,10/05 e obiettivi 9,50 e 9,75, poi 10,10/80. Short pertanto sotto 9,05 con obiettivo come in precedenza; ossia 8,70/65 e 8,35, poi 8,15/00.

A cura di Giovanni Maiani, analista tecnico di lungo corso, docente Siat e responsabile delle gestioni patrimoniali di Banca Bsm

https://giovannimaiani.blogspot.com/
[email protected]

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