Forex: per l’Euro aumentano volatilità e incertezze

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di Giovanni Maiani 9 Febbraio 2022 | 09:29

L’Euro ha effettuato un movimento molto speculativo durante le ultime sedute, tanto che la volatilità annualizzata a cinque giorni è salita al 10%, livello da non sottovalutare soprattutto perché parliamo di Forex.

In effetti l’Euro Index, benchmark valutario di mia creazione, sta interessando una resistenza statica di medio/lungo periodo, mentre l’Efficiency index tenta di avvicinarsi ulteriormente alla soglia operativa di -15. Il rimbalzo che ha caratterizzato le ultime sedute necessita di una conferma e, fino ad allora, lo scenario puramente tecnico rimarrà neutrale.

Tra i dati in grado di condizionare i mercati, negli Usa, le scorte previste per oggi pomeriggio e il Cpi di giovedì.

Come di consueto, vado curiosare tra gli elementi che compongono il “mio” Euro Index alla ricerca di eventuali spunti operativi, conferme o smentite.

A livello complessivo, per quanto riguarda la tabella, nel 61% dei casi (in forte rialzo rispetto al 24% della scorsa settimana) la divisa europea è in uno scenario rialzista o moderatamente rialzista nei confronti delle altre divise, mentre le performance a 5 giorni evidenziano due rialzi di oltre il +2% nei confronti del Japanese Yen e della Turkish Lira.

La settimana appena conclusa poteva essere “quella buona per l’inizio di un nuovo trend”, ma abbiamo soltanto assistito a un movimento altalenante che lascia trasparire l’elevata incertezza attualmente presente sui mercati finanziari internazionali. Basta vedere il calo di azionario e obbligazionario, per esempio, che penalizza fortemente i portafogli. Non possiamo fare altro che attendere, ancora una volta, l’abbandono dell’attuale fase di congestione.

Scendo nei particolari per scavare qualche particolarità nei confronti della divisa europea e del dollaro Usa.

I movers e spunti sull’euro

L’Eur/Usd ha realizzato un doppio massimo a 1,1483 circa mostrandosi, a dire poco, incerto sul da farsi. La situazione è neutrale per il momento. L’Eur/Aud ha effettuato un effimero massimo relativo oltre 1,62 per poi, nuovamente, ripiegare. L’Eur/Cad realizza, come l’Eur/Usd, un massimo relativo primo di dimostrarsi incerto. La situazione tornerà positiva solo in caso di ritorno al di sopra di 1,466 circa. L’Eur/Chf si è riportato momentaneamente oltre 1,06 e, al secondo tentativo, potrebbe riuscire ad avvicinarsi ulteriormente a 1,075 circa. L’Eur/Jpy si è dimostrato molto volatile generando un segnale long con il passaggio al di sopra di 131. Possibile un ulteriore rialzo, ma attenzione alla tenuta di tale ultimo livello. L’Eur/Nzd si mantiene al di sopra del precedente 1,68 e si spinge fino 1,737. Possibile un ulteriore rialzo, ma attenzione alla tenuta di 1,70 circa. L’Eur/Sek si mantiene al di sopra del supporto 10,35, ma si limita a consolidare in una situazione potenzialmente pericolosa. L’Eur/Zar ha nuovamente interessato la precedente resistenza di 17,50 (realizzato 17,53), ma appare provato. La divisa europea genera ancora segnali contrastanti che deve confermare.

Alcune idee sul dollaro Usa

L’Usd/Chf prosegue il movimento in range tra 0,91 e 0,935/40, mentre interverremo con il semplice quanto efficace metodo del breakout. L’Usd/Cnh consolida e si mantiene al di sotto del supporto di 6,40. L’Usd/Jpy testa il precedente 114 dal quale rimbalza e sembra di aver le carte in regola per farcela. Attenzione alla tenuta di 114,50. L’Usd/Nok ha confermato la precedente ipotesi che “… tende a scendere verso 8,70; importante supporto statico” in quanto rimbalza da 8,688, ma positivo solo sopra 9 circa. L’Usd/Nzd ha confermato la precedente ipotesi di un ritorno sotto 1,53, mentre ora consolida nelle immediate vicinanze di 1,505. La situazione è potenzialmente incerta. L’Usd/Zar è debole in quanto non riesce a rimbalzare, mentre potrebbe generare un segnale di peggioramento con il ritorno al di sotto di 15 circa. L’Usd/Aud ha confermato di essere “stanco”, ma potrebbe generare un segnale short al di sotto del precedente 1,385/0. Per l’Nzd/Usd si veda la sezione “Trade opportunity”. Il biglietto verde è, per dirla tutta, noioso in questo momento.

La seguente grafica mostra la tendenza di alcuni importante cross

Trade opportunity

Riprendo oggi l’analisi del Nzd/Usd pubblicata lo scorso 25 novembre. Riporto per comodità la precedente strategia operativa.

Short in caso di mancato superamento di 0,696/702 e sotto 0,685 con obiettivi rispettivi 0,685 e 0,675/4, poi 0,659 e 0,650/45. Long sopra 0,702 con obiettivi 0,71/2 e 0,735”.

Nel nostro caso, il passaggio al di sotto di 0,685 ha favorito qualche short e il superamento del terzo obiettivo posto a 0,650/45, non prima di aver sottolineato l’importanza della sottile fascia di supporto di 0,675/4.

L’Nzd ha realizzato alla fine dello scorso mese di gennaio un nuovo minimo dal mese di settembre 2020 (a 0,6530 circa) dal quale cerca di rimbalzare. Lo scenario puramente tecnico rimane al momento ribassista e, per lo meno, fino al superamento dell’importante area di resistenza facilmente individuata a 0,670/5 circa. L’eventuale passaggio confermato al di sopra di tale ostacolo dovrebbe coincidere con l’inizio di una fase di inversione rialzista di breve/issimo periodo.

Avremo invece un segnale di peggioramento in caso di mancato superamento di 0,670/5 e di ritorno al di sotto del vicino 0,6590, senza quindi dover attendere il ritorno al di sotto di 0,6530.

Direi di proseguire in questo modo.

Long sopra 0,675 con obiettivi 0,688 e 0,702/3, poi 0,72 e 0,7350. Short in caso di mancato superamento di 0,670/5 e sotto 0,6590 con obiettivi rispettivi 0,6590 e 0,6450, poi 0,633 e 0,617/5.

Ps: sul grafico odierno l’Ichimoku standard (9,26,26,26).

A cura di Giovanni Maiani, analista tecnico di lungo corso, docente Siat e responsabile delle gestioni patrimoniali di Banca Bsm

https://giovannimaiani.blogspot.com/
[email protected]

 

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