Asset allocation: small cap al top per innovazione nell’era digitale

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di Redazione 11 Febbraio 2022 | 15:01

Durante la pandemia di Covid-19, quasi tutte le società si sono trovate ad affrontare una serie di difficoltà – non ultima quella di come mantenere i rapporti con i clienti. Alcune aziende si sono concentrate nella migrazione della forza lavoro in un ambiente virtuale, altre hanno rinnovato i propri siti Internet e definito strategie specifiche per approfittare dello spostamento dei consumi dal mondo fisico alle vendite online, ma in tutti i casi una cosa è chiara: le società che non hanno accolto la trasformazione digitale sono rimaste indietro“. A farlo notare è Jeremy Gleeson, Digital Economy Portfolio Manager di AXA IM, che di seguito illustra nel dettaglio la view.

Le società meno digitalizzate hanno sempre più investito nelle tecnologie necessarie per adeguarsi al cambiamento, altre hanno fatto lo stesso per migliorare la propria presenza online, andando incontro ai propri clienti. Allo stesso tempo, in questa nuova età digitale stanno emergendo imprese con prodotti e servizi volti a soddisfare le ultimissime preferenze di consumo.

I principali trend che favoriscono lo sviluppo delle small cap nell’era post-Covid

Sebbene vi sia ancora qualche incertezza rispetto agli impatti a lungo termine della pandemia, vediamo che diverse piccole imprese – società quotate con un valore di mercato fino a 25 miliardi di dollari – non solo riescono a sopravvivere, ma addirittura a prosperare, in questa economia sempre più digitale.

1. Uso di strumenti di digital marketing per attrarre clienti

La spesa nei consumi online nel 2020 è ammontata a 844 miliardi di dollari, con un incremento del 42% rispetto al 2019. Il trend è proseguito anche nel 2021, con una spesa online di 541 miliardi di dollari tra gennaio e agosto, il 9% in più rispetto allo stesso periodo del 2020 e il 58% in più rispetto allo stesso periodo del 2019 (Adobe Digital Economy Index).

Motori di ricerca, pubblicità online e social media sono strumenti digitali sempre più potenti per attirare, coinvolgere e incoraggiare i clienti ad acquistare prodotti e servizi online. La spesa globale per pubblicità digitale (su computer, smartphone, tablet e device connessi a Internet) ha superato la spesa per spot non digitali (televisione, stampa e radio) per la prima volta nel 2019, e dovrebbe salire a 645 miliardi di dollari nel 2024 (contro 306 miliardi di dollari per pubblicità non digitale secondo eMarketer).

Ciò ha indotto numerose aziende a rivolgersi all’esterno per un supporto nel digital marketing, un’area che richiede competenze molto più specialistiche rispetto al marketing tradizionale. Per esempio, Sprout Social offre un unico hub con soluzioni di social media engagement, pubblicazione e analisi di tutti i profili social dei propri clienti. Tra i clienti di Sprout Social c’è TUI, uno dei principali brand del Regno Unito nel settore viaggi, che ha visto quasi quadruplicare il numero di messaggi ricevuti tra febbraio e marzo 2020, a fronte dei crescenti timori per le restrizioni agli spostamenti.

Le aziende che vogliono crescere in questo ambito trovano un valido aiuto anche in HubSpot, una piattaforma dedicata alla gestione delle relazioni con il cliente. Utilizzato nei blog, per contenuti YouTube o per un profilo Instagram, il software HubSpot è un efficace aiuto alle aziende nella gestione delle operazioni di vendita e marketing.

2. Misure di cybersecurity per proteggere aziende e clienti

La crescente interconnessione della nostra vita professionale e privata ha fatto aumentare il rischio di attacchi informatici, una situazione che sembra destinata a persistere. Le società di beni di consumo, che operano su supply chain connesse e gestiscono volumi elevati di dati sensibili sui consumatori, sono particolarmente vulnerabili. L’investimento in misure di protezione è essenziale per qualunque azienda voglia mantenere la fiducia dei consumatori e, in ultima analisi, tutelare la propria reputazione.

Tra le società che operano in questo ambito figura ad esempio Darktrace, che offre una piattaforma completa di cyber defence per la sicurezza del cloud, delle e-mail, dei sistemi di IoT, delle reti tradizionali, degli endpoint e dei sistemi industriali. La piattaforma utilizza una tecnologia di intelligenza artificiale (AI) di autoapprendimento che, anziché partire dai dati esistenti per la prevenzione di una minaccia, apprende “in corso d’opera” dai dati che emergono in tempo reale. Non essendo basata solo sui dati storici, la tecnologia di autoapprendimento, applicata alla cybersecurity, è in grado di individuare e bloccare gli attacchi dal giorno zero.

3. Il segmento Dati & Enabler offre strumenti per migliorare la presenza digitale dei brand

Dall’inizio della crisi del Covid-19, le strategie di comunicazione digitale delle imprese hanno avuto in media un’accelerazione di sei anni per riuscire a far fronte alla crescente domanda di servizi online. Per rendere efficiente il processo di digitalizzazione, le imprese si sono per lo più rivolte a fornitori esterni esperti in tecnologie digitali, nel comparto definito Dati & Enabler. Tra gli enabler che mettono a disposizione strumenti, tecnologia e competenze per consentire la migrazione verso i canali digitali, supportando l’adozione da parte delle aziende di strategie di tipo ‘digital-first’, c’è ad esempio Five9, un fornitore di software per contact center per il cloud, che ha recentemente siglato una partnership con Google Cloud per offrire ai propri clienti una soluzione di agente vocale virtuale in grado di comprendere le domande più frequenti sul coronavirus e di fornire risposte specifiche – che si aggiornano facilmente in base all’evolversi della crisi sanitaria.

Un altro esempio è New Relic, un fornitore di software-as-a-service i cui tool consentono di conoscere i dati di performance, sia storici che in tempo reale, e di valutare l’affidabilità delle applicazioni web e mobile.

Le società più piccole in testa per crescita e innovazione

L’evoluzione digitale non è stata un fenomeno improvviso. Se è vero che nel 2020 alcune decisioni sono state prese in modo affrettato per consentire alle imprese di non interrompere la loro operatività, continuano a esserci numerose opportunità che prevediamo possano svilupparsi nel tempo, man mano che le aziende cercheranno di introdurre sistemi e tecnologie capaci di consentire la continuità aziendale e la crescita.

Le operazioni societarie, sia in termini di fusioni e acquisizioni (M&A) che di quotazioni in borsa, negli ultimi anni hanno evidenziato un certo dinamismo. Darktrace è quotata sul FTSE 250 da aprile 2021, mentre ProofPoint, azienda specializzata in sistemi di enterprise security, è stata acquisita nello stesso mese dalla società di private equity Thoma Bravo, e torna così ad essere un’impresa a capitale privato. La piattaforma per comunicazioni su cloud Twilio ha portato a termine diverse operazioni societarie negli ultimi due anni, non ultima l’acquisizione, per 3,2 miliardi di dollari, di Segment, una software house specializzata in sistemi per il tracciamento e la gestione dei dati sui clienti.

Nel loro insieme, questi fattori a nostro avviso fanno ben sperare per il potenziale di crescita a lungo termine delle piccole e medie imprese – sia in termini di stimolo dell’attività di M&A da parte di grandi gruppi, sia con lo sviluppo di soluzioni innovative in risposta agli ultimi trend di consumo, in un’economia digitale in costante crescita.

 

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