Mercati, i nuovi bond della settimana sotto la lente

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di Carlo Aloisio 18 Febbraio 2022 | 09:29

Trend dei mercati all’insegna della volatilità a causa dell’instabilità geopolitica per la crisi ai confini dell’Ucraina, che si somma all’inflazione legata al rincaro delle materie prime ed al conseguente movimento sui tassi d’interesse.

Il primo fronte rialzista dei tassi è ormai scontato che siano gli Stati Uniti, è solo da capire quanto e quando visto che su questo punto le interpretazioni dopo le dichiarazioni dei vari esponenti del board, lasciano spazio solo alla speculazione. Il focus di questa settimana era per l’uscita delle ultime minute della riunione Fed di gennaio, e dalla lettura delle stesse gli esponenti del board della Federal Reserve il mese scorso si sono trovati d’accordo nel dire che, con l’inflazione sui massimi da quarant’anni e un mercato del lavoro solido, è tempo di alzare i tassi di interesse ma anche sul fatto che qualsiasi decisione dipenderà da una valutazione “meeting dopo meeting” dei dati, in primis quelli sull’inflazione. Da ciò si evince anche che tra i consiglieri non c’è un inclinazione particolare a seguire un determinato percorso per il ritocco verso l’alto del costo del denaro.

Gli investitori avevano iniziato a prezzare un rialzo di mezzo punto da parte della Fed il mese prossimo ma ora considerano più probabile un aumento di un quarto di punto. Dopo la pubblicazione delle minute, i rendimenti dei Treasuries sono scesi ancora sulla scia delle scommesse del mercato per una Fed meno ‘hawkish’ del previsto e sulla richiesta di beni rifugio per le tensioni in Ucraina.

Sulla questione rendimenti, a fronte di uno spread Btp/Bund sulla curva decennale in area 160, si è avuto un rialzo fino a sfiorare il 2% per poi assestarsi in area 1,85%. Sui media si è erroneamente enfatizzato il rialzo dello spread senza spiegare le dinamiche dei tassi. Infatti tutta la curva dell’Eurozona è in salita nell’ultimo mese. Nessuno ha più rendimento negativo e il Paese più virtuoso, la Germania, vede il benchmack decennale allo 0,26% di media. La Grecia è al 2,6%, Spagna, Portogallo e Cipro abbondantemente sopra l’1% con molti altri paesi vicino a questa soglia. I rendimenti dei titoli nel programma europeo NGEU, cosidetti “recovery funds”, hanno rendimento sulla curva decennale allo 0,63%.

Dalla Grecia arriva una notizia importante per i mercati, infatti il Governo di Atene ha annunciato che il Paese rimborserà le ultime tranche dei prestiti di salvataggio dovuti all’Fmi entro la fine di marzo, due anni prima del previsto. Lo ha affermato il ministro delle Finanze Christos Staikouras in un’intervista. Atene aveva ricevuto oltre 260 miliardi di euro dall’Unione Europea e dall’Fmi tra il 2010 e il 2015. Da quando è uscita dal terzo piano di salvataggio, nel 2018, ha fatto affidamento solo sui mercati obbligazionari per le sue esigenze di finanziamento. Da allora, ha anche effettuato diversi rimborsi anticipati. All’Fmi deve ancora 1,9 miliardi di euro in prestiti in scadenza entro il 2024, l’ultima tranche dei 28 miliardi di euro ricevuti. Il rimborso dovrebbe aiutare Atene a ridurre il debito di circa un punto percentuale ed a risparmiare circa 50 milioni in interessi. Il ministro delle Finanze Staikouras ha affermato che una crescita più forte, circa il 5% nelle stime del Governo, ed entrate più elevate consentiranno di tornare ad un surplus primario. La Grecia si prepara anche ad uscire quest’estate dal programma di sorveglianza rafforzata, concordato con i partner europei, ed a rimborsare, sempre entro la fine di marzo, circa 5,3 miliardi di euro di prestiti concessi dall’Unione monetaria e in scadenza nel 2022 e nel 2023. Un bel segnale del paese per ritrovare la fiducia degli investitori.

Nonostante tutto è stata una buona settimana per il primario, soprattutto perché i nuovi titoli hanno avuto dei rendimenti più interessanti e hanno attratto nuovamente gli invesitori.

Le nuove emissioni governative sotto la lente

Il Tesoro italiano ha confermato l’intenzione di riaprire il titolo green già lanciato (BTP con scadenza 1° marzo 2045 e cedola 1,5%; Isin: IT005438004) e di emetterne uno nuovo probabilmente con una scadenza inferiore. Anche sul dollaro ha ribadito l’intenzione di tornare sul mercato, resta da vedere se il Tesoro abbia intenzione di riaprire uno o più bond già in circolazione o intenda coprire nuovi tratti della curva.

La parte del leone l’ha fatta la nuova Bei a cinque anni che è stato fino ad oggi il titolo maggiormente richiesto nel corso del 2022 con ordini sui book per oltre 46 miliardi di euro a fronte di tre miliardi collocati. Il ritorno ad un rendimento positivo sulla curva a cinque anni con taglio minimo da mille euro con multipli di mille ha reso estremamente attraente il titolo, uscito con un prezzo d’emissione di 99,535 e una cedola del 0.375%. Il prezzo nel grey market è salito in area 100,20, Isin XS2446841657.

Stesso discorso anche per il tap da 2 miliardi sull’Esm già in circolazione con scadenza 15 dicembre 2026. Il titolo che ha Isin EU000A1Z99N4 non ha cedola ma a differenza dell’emissione del marzo 2021 dove il prezzo d’emisione fu 102,126, quindi negativo, in questa settimana ha visto il collocamento avvenire ad un prezzo di 98.108% che esprime un rendimento a scadenza del 0.398%; anche in questo caso il taglio minimo è da mille euro con multipli di mille.

Grande successo in dollari per l’emissione sukuk della Turchia che è tornata sul mercato dopo un periodo di forti oscillazioni soprattutto per la divisa locale che si è svalutata molto nel corso del 2021. Il successo è legato alla scadenza breve, 5 anni, e ad una cedola del 7.25%. Taglio minimo da 200mila dollari con multipli di mille e Isin XS2441287773. Il titolo emesso a 100 è rapidamente salito in grey market oltre quota 101.

Due scadenze in dollari per la Repubblica Dominicana con lo stesso ammontare 1.782 miliardi, la prima ha scadenza nel 2029 con cedola del 5.5% e Isin Us25714PEP99; la seconda con scadenza al 2033 e cedola fissata al 6%, Isin US25714PEN42; prezzo d’emissione fissato a 100 con size minima da 150mila dollari con multipli di mille. Per entrambi i titoli buona performance sul grey market con prezzi in crescita di un quarto di punto circa.

L’Indonesia ha deciso rimandare l’emissione del suo primo bond in dollari del 2022, volendo prima verificare le decisioni della Fed in materia di tassi.

I nuovi corporate bond sotto i riflettori

Sul fronte corporate e finanziari, UniCredit Bank AG (HVB) ha collocato il primo covered bond del 2022. Si tratta di un’obbligazione con scadenza a cinque anni e rating AAA. Prime indicazioni di rendimento in area 4 punti base sopra il tasso midswap per il covered bond con scadenza 23 febbraio 2027, poi abbassate a 1 ounto base sotto il tasso midswap. Buona accoglienza dell’emissione, con oltre 2.3 miliardi di ordini. Nel dettaglio: cedola annua lorda 0.50%, prezzo 99.533, rendimento 0.595% e ammontare emesso un miliardo. Rating AAA, Isin DE000HV2AYU9 e lotto minimo 100mila euro con multipli di 100mila.

Anche la tedesca Berlin Hyp AG ha scelto di fare funding con l’emissione di un covered bond. Si tratta di un’obbligazione garantita dal profilo di rischio basso e massimo rating AAA, con scadenza a sette anni, il 23 febbraio 2029. Ammontare massimo dell’emissione 500 milioni di euro e prime indicazioni di rendimento in area 3 punti base sopra il tasso midswap. Lotto minimo mille euro con multpli di mille e Isin DE000BHY0JD5.

Deutsche Bank è tornata sul mercato con 1.25 miliardi di euro con un senior non preferred con scadenza nel 2028 con una call a partire dal 2027. Cedola fissata all’ 1.875% con prezzo d’emissione a 99,538 che ha performato di circa un quarto di punto nel grey market. Isin DE000DL19WL7 con taglio minimo da 100mila euro con multipli di 100mila.

Sempre tra i financial Danske Bank ha collocato un’obbligazione green senior non  preferred a cinque anni. L’obbligazione (Isin XS2443438051) paga una cedola annua lorda dell’1.375%, Prezzo di emissione 99.919, equivalente a un rendimento finale dell’1.396%. Gli ordini raccolti nella fase di collocamento hanno raggiunto 1.35 miliardi di euro contro 750 milioni di euro emessi e questo ha permesso di abbassare lo spread dai 100 punti iniziale a 85 punti base sul tasso midswap di riferimento. Il bond verrà rimborsarto alla pari alla scadenza il 17 febbraio 2027. Rating BBB+ e lotto minimo 100mila euro con multipli di mille.

Il gruppo automobilistico General Motors è tornato sul mercato euro con un’obbligazione senior a tasso fisso a tre anni con scadenza 24 febbraio 2025. Il bond è stato prezzato a 62 punti base sopra il tasso midswap, dai 100 punti base iniziali. Il titolo paga una cedola annua fissa dell’1%%,  prezzo di emissione 99.932 per un rendimento a scadenza dell’1.023%%, lotto minimo 100mila euro con multipli di mille e rating BBB. Ammontare dell’emissione 600 milioni di euro contro 2.5 miliardi di euro di ordini raccolti, iIin XS2444424639.

Emissione subordinata per la Deutsche Boerse con rating A+ che ha emesso 500 milioni di euro con scadenza finale nel 2048 e prima call a partire dal 2028. Il titolo ha una cedola del 2% fino a marzo 2028 con una struttura step up di 500 bp se venisse modificato l’attuale assetto di maggioranza societaria; in caso di non esercizio della call, la struttura cedolare passa al variabile euribor 5y +1.718%.

Due miliardi in totale per l’emissione di Siemens con tre scadenze differenti, la più breve al 2027 con cedola del 0.625% per un totale di 500 milioni, Isin XS2446843430; cedola dell’1% sui 750 milioni con scadenza nel 2029, Isin XS2446844594 ed infine altri 750 milioni con cedola dell’1.25% sulla scadenza più lunga e più richiesta al 2035, Isin XS2446846888 che ha visto un prezzo d’emissione a 98.662, salito poi in grey market in prossimità di quota 99. Per tutti i titoli il taglio minimo è stato da 100mila euro con multipli di 100mila.

A cura di Carlo Aloisio, senior broker

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