Investimenti: l’impatto del conflitto sul mercato del lusso

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di Redazione 7 Marzo 2022 | 15:32

I consumatori russi pesano oggi sul mercato totale dei beni di lusso per circa il 2-3%, con un’incidenza simile anche sul segmento dei beni di lusso personali (accessori, abbigliamento, hardluxury e beauty). L’impatto del conflitto sul mercato globale del lusso sarà legato principalmente alla sua durata e alle conseguenze economico-finanziarie.

“Sulla base degli elementi ad oggi disponibili – pur considerando che gli eventi evolvono rapidamente e che la situazione rimane significativamente incerta, fattori che rendono le previsioni complesse e necessario un monitoraggio costante – stimiamo innanzitutto un impatto più probabile, immediato e rilevante sulla spesa personale russa di lusso a livello locale, spinta dalla svalutazione della valuta locale e dalle restrizioni in atto. Anche la spesa russa all’estero (principalmente diretta verso l’Europa occidentale) sarà drasticamente ridotta finché sarà in vigore la chiusura dello spazio aereo europeo alle compagnie aeree civili russe”, spiega Claudia D’Arpizio, Senior Partner and Global Head of Fashion & Luxury Bain & Company.

“Spostandoci al di fuori della Russia”, prosegue Federica Levato, Partner Bain & Company e Leader EMEA Fashion – Luxury Practice “prevediamo un potenziale impatto su Europa e Stati Uniti, nel caso in cui l’attuale crisi si intensificasse (e/o persistesse nel tempo) portando a conseguenze economiche e finanziarie più gravi. Tuttavia, questo scenario è ad oggi poco probabile e correlato alle modalità e alle tempistiche per la risoluzione della crisi, che è estremamente difficile da prevedere oggi”.

Ulteriori aumenti dei prezzi dell’energia potrebbero potenzialmente avere un impatto sulla crescita del PIL dei paesi europei, minando tra le altre cose la fiducia dei consumatori locali di lusso, con una conseguente una riduzione della spesa discrezionale dei consumatori europei. L’Europa occidentale potrebbe anche assistere a una contrazione dei flussi turistici (nel breve termine dagli Stati Uniti), nel caso in cui il Vecchio Continente venga percepito meno sicuro perché vicino al teatro dei conflitti.

“Se la crisi dovesse persistere, anche la stabilità finanziaria globale potrebbe essere colpita, con una maggiore volatilità delle borse. La fiducia dei consumatori americani (altamente legata alle fluttuazioni del mercato azionario) potrebbe potenzialmente contrarsi, incidendo sulla loro spesa per il lusso”, conclude D’Arpizio.

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