L'economia Usa tiene meglio del previsto, Wall Street meno

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di Marco Mairate 1 Agosto 2008 | 13:57
I dati sulla disoccupazione americana sono migliori delle attese del mercato. In luglio sono stati persi 51 mila posti di lavoro, meglio dei 75 mila stimati dagli analisti. Il tasso di disoccupazione, invece, è salito al 5,7% dal 5,6%. Bluerating ha sentito Cole Kendall, Ceo di Understanding the Market LLC, per avere un punto di vista privilegiato sui dati macro della settimana oltre al consueto aggiornamento sullo scontro Presidenziale Obama vs McCain

BFC: Quali considerazioni sui dati presentati nel pomeriggio?

C.K: I dati di oggi, insieme agli altri comunicati in settimana, continuano a fornirci un quadro di un’economia che sta crescendo lentamente nonostante tutte le problematiche che l’affliggono. L’indice che monitora le ore lavorate è in calo dello 0,7% per il 2008 e molto probabilmente scenderà ancora in questo trimestre, in linea con le nostre stime di una crescita del Pil per il 2008 dell’1%.

BFC: Gli Stati Uniti riusciranno ad evitare la recessione?

C.K: Non crediamo in un crollo dell’economia così come prospettato da alcuni economisti che si attaccano ai dati (di ieri) sul tasso di disoccupazione  o quelli sulle abitazioni ancora prima. Con tutti i problemi che gli Stati Uniti stanno affrontando (i fallimenti bancari, il crollo del mercato immobiliare in alcune aree, il panico che si è diffuso sui mercati ecc) l’economia sembra quella meno compromessa.

BFC: Quindi siete ottimisti sulla seconda parte dell’anno?

C.K: Non crediamo che tutto sia risolto, che l’economia tornerà a crescere domani e che non ci saranno ulteriori problemi in diversi settori. Ma i mercati sembra stiano già affrontando alcuni importanti problematiche (dalle svalutazioni di Merrill Lynch fino al Congresso che cerca di arginare la crisi immobiliare) senza per questo influenzare troppo l’economia. Per questo continuiamo a suggerire di comprare sulla debolezza.

BFC: Veniamo alla politica interna, come procede il testa a testa tra Obama e McCain?

C.K: I problemi di Obama che abbiamo segnalato nelle precedenti interviste si stanno concretizzando. I sondaggi infatti dicono che McCain si trova vicino ad Obama nei consensi.
Detto questo, le notizie che arrivano dal Senato sono molto favorevoli ai Democratici dopo il recente indictment del senatore Stevens dello stato dell’Alaska che fa aumentare la probabilità di un effettivo controllo del Senato da parte dei Democratici. I Repubblicani sembrano invece aver trovato una ‘causa’ che potrebbe aiutare la loro causa nei prossimi tre mesi, aumentare le trivellazioni offshore, ma a questo punto sembra che le perdite al Congresso saranno solo serie e non ‘disastrose’.

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