Mercati: metalli industriali in flessione in vista delle scadenze tecniche

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di Redazione 14 Marzo 2022 | 15:31

I metalli industriali non ferrosi si avviano alla regolazione delle scadenze
mensili di marzo con flessioni diffuse, che vedono l’alluminio carambolare sotto i 3.400 dollari per tonnellata, il rame quotare nuovamente sotto la soglia psicologica dei 10.000 dollari  e prese di beneficio significative anche su zinco e piombo (per quest’ultimo in verità non si è mai compreso pienamente il motivo alla base del rapido allungo messo a segno la scorsa
settimana).

L’elefante nella stanza rimane inevitabilmente il nickel, il cui mercato rimane ancora in stallo così come i traders, brokers, banche (JP Morgan e Standard Chartered sono emerse come le maggiori controparti della posizione short costruita dalla TsingShan) e membri dell’LME.

La Borsa Metalli sta tentando disperatamente di trovare un accordo fuori borsa tra detentori di posizioni rialziste e quelli invece di matrice ribassista in modo da poter almeno smussare la parte più rilevante dell’impatto generato dal furioso allungo nelle quotazioni del nickel, con ancora parecchi miliardi di dollari in margin call da “sistemare” ed un criticismo crescente da parte
degli operatori di mercato dopo la decisione dell’LME di cancellare tutti i trades avvenuti dopo la mezzanotte di martedì scorso, quasi 4 mld di dollari di transazioni che molti vedono come un indebito regalo fatto dalla Borsa metalli al Tycoon cinese a discapito degli altri addetti ai lavori…difficile non ipotizzare come tale vicenda avrà profondi e perduranti straschici, anche di
natura legale, nei mesi che seguiranno.

A cura di Michael Palatiello, ad e strategist di Wings Partners Sim

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