Mercati, Standard Ethics crea il Food&Beverage Sustainability Italian Benchmark

A
A
A
di Gianluigi Raimondi 18 Marzo 2022 | 13:01

Standard Ethics ha creato un nuovo indice: il Food&Beverage Sustainability Italian Benchmark. Il rating medio attribuito all’indice è “E+”.

Nel dettaglio – spiegano da Standard Ethics – si tratta di un benchmark tematico a riferimento per le aziende del settore alimentare utile a monitorare l’allineamento alle indicazioni internazionali volontarie in materia di Sostenibilità (Onu, Ocse e Ue).

I Corporate Standard Ethics Rating (Corporate SER) attribuiti ai componenti del benchmark fanno parte di un quadro di analisi composto da 50 maggiori aziende dell’industria alimentare italiana, dal quale sono state selezionate 30 società.

Sono stati sottoposti all’attenzione degli analisti di Standard Ethics diversi aspetti quali: strategie aziendali di sostenibilità; elementi di corretta concorrenza; qualità della disclosure Esg con particolare attenzione alla governance della Sostenibilità ed alla corporate governance; eventi controversi; reportistica sui prodotti ed altri fattori.

Dallo studio del benchmark, emerge in generale una particolare cura e attenzione ai principi di sostenibilità dal lato del prodotto e della filiera correlata a una ampia applicazione delle buone pratiche Esg circa i sistemi di produzione. Nondimeno, appare debole l’adozione di principi di sostenibilità inerenti il produttore, i suoi modelli di governo, i suoi azionisti.

Nello specifico: in tutti casi esaminati, la qualità del prodotto e la sua sostenibilità sono curati secondo gli orientamenti internazionali e adeguatamente rendicontati. L’industria italiana si conferma un punto di riferimento a livello mondiale in termini di qualità e creatività.

Sono diffuse le buone pratiche circa i sistemi produttivi e le tematiche di sostenibilità correlate come tracciabilità nella e della filiera; packaging; sicurezza e salute del lavoro; sistemi di qualità; gestione dei rischi operativi; uso e rendicontazione circa le materie prime; benessere animale; informativa verso il consumatore ed altro. Anche in questo caso l’industria italiana appare significativamente affidabile e tecnologicamente avanzata.

Viceversa, a livello strategico e corporate, la nozione di sostenibilità appare spesso confusa con la filantropia, con principi soggettivi di natura etica, con il concetto di Responsabilità Sociale di Impresa (o CSR) o con meri obblighi di legge, generando così ambiguità nella nomenclatura e nella terminologia. Approcci che spesso deviano rispetti a temi centrali, come – ad esempio – la gestione dei rischi Esg, la parità di genere, i criteri di selezione quali-quantitativa degli amministratori o la fiscalità, per citare solo alcuni aspetti.

Di nuovo a livello strategico e corporate, si osserva una diffusa narrazione sulla storia dell’azienda la quale non è sempre accompagnata da altrettanta cura nella disclosure tecnica multilingua di informazioni circa la struttura di governance, i modelli gestionali (anche dei rischi Esg), l’azionariato, la struttura della governance della sostenibilità (ruoli, funzioni, comitati endoconsiliari).

Non sono infrequenti marchi di respiro mondiale che non forniscono informazioni di base come la composizione del Consiglio di Amministrazione tra i dati disponibili sul sito corporate.

Esistono anche margini di implementazione nella qualità e nella disponibilità di informazioni Esg, incluso il posizionamento aziendale concreto rispetto agli obbiettivi internazionali (di natura ambientale, sociale e di governance) e alle relative tempistiche.

In conclusione, la valutazione dei singoli Corporate SER non viene quasi mai intaccata da problematiche circa il prodotto e la produzione la cui qualità appare diffusa ad alti livelli.

Viceversa, la valutazione di vari Corporate SER risente delle incertezze circa la sostenibilità applicata al produttore, tenuto conto che si tratta di imprese con fatturati significativi ed un alto numero di addetti.

Per fare un esempio emblematico ed attuale, non si può non notare come la drammatica crisi ucraina (determinata dall’invasione russa) sia alla base di contraccolpi sui prezzi e sulla disponibilità di materie prime, di pesanti sanzioni a società e persone fisiche russe, e di come sarebbe importante – per molti stakeholder – avere informazioni societarie di facile reperibilità (dagli azionisti ai membri del CdA).

Si riportano di seguito i componenti del Food&Beverage Sustainability Italian Benchmark con i Corporate SER attribuiti.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti