Mercati: calcio d’inizio per lo SE European Football Index

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di Gianluigi Raimondi 25 Marzo 2022 | 10:31

Standard Ethics ha pubblicato lo SE European Football Index. I componenti dell’indice sono 15 tra le maggiori società europee di calcio attualmente quotate.
L’indice verrà calcolato alla chiusura dei mercati del 25 marzo 2022 e sarà attivo dal 28 marzo 2022, con aggiornamenti semestrali a settembre e marzo. I pesi dei componenti saranno derivati dagli Standard Ethics Rating (SER): più il Corporate SER sarà elevato, maggiore sarà il peso del titolo nell’indice.
I componenti sono stati prevalentemente selezionati in base alle loro dimensioni economiche.
Sono stati considerati anche altri fattori, inclusa l’eventuale disponibilità di dati Esg (Environmental, Social, Governance); la rendicontazione extra-finanziaria e finanziaria; la qualità della disclosure e la disponibilità di documentazione multilingua. L’analisi si è basata solo su documentazione pubblica ed è stata effettuata direttamente da analisti, non attraverso software.
L’obiettivo dell’Indice è, da un lato, fornire una panoramica della Sostenibilità all’interno del settore e della comunità calcistica e, dall’altro, monitorare i passi che i club europei stanno compiendo in questo ambito.Di seguito si riportano i componenti dello SE European Football Index ed i relativi Corporate SER attribuiti:

Da quanto emerge dall’analisi, il livello di disclosure delle grandi società calcistiche quotate circa i temi legati alla Sostenibilità è basso. Solo in due casi si riscontrano delle politiche strutturate e chiaramente orientate alla Sostenibilità ed una rendicontazione extra-finanziaria standard (Borussia Dortmund e Juventus Football Club). Nel caso della Roma, ed in parte minore dell’Ajax, gli analisti hanno riscontrato evidenze circa l’avvio di un percorso in quella direzione.
In generale, il settore delle squadre calcistiche quotate non offre una rendicontazione pubblica qualitativamente alta (soprattutto sui temi extra-finanziari) e raramente offre anche una adeguata e piena traduzione in lingua inglese del proprio sito e della documentazione rilevante – nonostante siano entità quotate e di caratura internazionale. Infine, non appaiono diffusi (oppure non ben strutturati) i principali strumenti di governance della Sostenibilità, come Codici Etici e policy Esg.

La percezione è che – tranne alcune eccezioni – le società calcistiche quotate, sebbene coinvolte in business che vanno oltre il mero ambito sportivo – merchandising, pubblicità, diritti televisivi, gestione degli stadi e altro ancora – non seguono l’esempio di altri settori economici. In altri termini, stentano ad analizzare professionalmente il proprio impatto sociale, ambientale ed economico; ad offrire una rendicontazione Esg standard; ad articolare soprattutto un convincente sistema di governo della Sostenibilità (anche a livello apicale e di gestione dei rischi) che sia in linea alle indicazioni internazionali di Onu, Ocse, Ue.

Standard Ethics valuterà, nel prossimo futuro, l’estensione della propria analisi alle società calcistiche non quotate, con particolare attenzione a Francia, Germania, Italia, UK e Spagna.

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