Forex: l’Euro potrebbe tentare un rimbalzo

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di Giovanni Maiani 30 Marzo 2022 | 09:59

La divisa europea torna a indebolirsi dopo l’effimero tentativo rialzista di metà mese e si avvicina nuovamente all’area di supporto individuata nelle immediate vicinanze di 120, livello relativo all’euro index di mia creazione e già evidenziato durante le ultime settimane.

L’area situata nelle immediate vicinanze di 120 ha fatto parte della storia tra la metà del 2015 e la metà del 2016, ma anche durante il 4° trimestre del 2019. Inoltre, tale supporto viene rafforzato dalla trend line che delimita la parte inferiore del canale discendente in essere dal mese di maggio 2021; praticamente dopo il secondo massimo discendente ben visibile graficamente.

Lo scenario puramente tecnico rimane di conseguenza orientato verso il basso e, per il momento, l’ipotesi di un rimbalzo dagli attuali e importanti livelli rimane solo un’ipotesi. Anche in questo caso, come già scritto all’inizio del mese, un eventuale rimbalzo potrebbe nascondere la realizzazione di un massimo discendente seguito da una nuova correzione e, pertanto, sarà da prendere con le dovute cautele.

Da un breve sguardo all’agenda macroeconomica, negli Usa usciranno nel fine settimana dati relativi alla disoccupazione e all’Ism, nell’eurozona è attesa venerdì l’inflazione, nel Regno Unito giovedì verrà pubblicato il Gdp definitivo del 4° trimestre. Normala amministrazione cosi se si può definire.

Come di consueto, vado curiosare tra gli elementi che compongono l’Euro Index (paniere valutario di mia creazione) alla ricerca di eventuali spunti operativi, conferme o smentite.

A livello complessivo, per quanto riguarda la tabella, nel 33% dei casi (invariato rispetto al dato della scorsa settimana) la divisa europea è in uno scenario rialzista o moderatamente rialzista nei confronti delle altre divise, mentre le performance a 5 giorni evidenziano qualche cedimento dell’euro nei confronti del real brasiliano e soprattutto del rublo russo. In rialzo invece nei confronti dello yen.

La situazione rimane al momento orientata verso il basso e un eventuale rimbalzo potrebbe essere effimero e quindi puramente fisiologico.

Scendo nei particolari per scavare qualche particolarità nei confronti della divisa europea e del dollaro Usa.

I movers e spunti sull’euro

L’Eur/Usd consolida da qualche giorno e si riporta “in corrispondenza della resistenza statica di 1,1130 circa”. Possibile un effimero tentativo di rafforzamento verso 1,14, ma cautela. L’Eur/Aud tende a confermare la realizzazione di un doppio minimo statico a 1,455 circa dal quale tenta di rimbalzare. Positivo solo sopra 1,50 con obiettivi 1,56 e 1,60. L’Eur/Brl si è riportato in corrispondenza di 5,1932, i livelli di marzo 2020, dai quali potrebbe tentativo rimbalzare verso 5,80, ma la situazione rimane negativa. Cautela. L’Eur/Cad ha confermato la precedente ipotesi che “…e tende a peggiorare ulteriormente”, mentre ora potrebbe rimbalzare da 1,367 verso 1,425/40. L’Eur/Chf sembra aver tuttora in “progetto” di raggiungere quota 1,05 e potrebbe riuscire nel suo intento. Attenzione all’ostacolo a 1,04 e al supporto di 1,02. L’Eur/Jpy ha pienamente confermato la precedente ipotesi di “Probabile il proseguimento della tendenza in essere verso 135/6” in quanto si è spinto fino 137,53. La situazione rimane rialzista, ma attenzione all’eventuale cedimento di 134. L’Eur/Sek ha appena generato un segnale short a seguito del cedimento di 10,35 e potrebbe accusare una rapida discesa verso 10. L’Eur/Zar ha confermato la precedente ipotesi che “sembra tuttora diretto verso 16” in quanto ha realizzato un minimo relativo a 15,93 dal quale tenta di rimbalzare. Moderatamente positivo sopra 16,4/5 con obiettivo 17,2/8. L’Eur/Rub si è indebolito riportandosi sui livelli di inizio conflitto. La volatilità è ancora elevata, ma in discesa.

La situazione della moneta unica tenta di rimbalzare appoggiandosi a qualche minimo relativo e, in certi casi, ha già avuto successo nel suo intento.

Alcune idee sul dollaro Usa

L’Usd/Aud non ha ancora raggiunto l’obiettivo ribassista di 1,315 (short da 1,3750), ma fa ancora in tempo. Attenzione tuttavia in caso di ritorno al di sopra di 1,345. L’Usd/Brl sta realizzando un nuovo minimo dal mese di marzo 2020 e si mantiene in un contesto negativo. Positivo solo sopra l’ancora distante 5 (ora 4,75). L’Usd/Cad non ha accelerato la discesa verso 1,2350 fermandosi poco al di sopra del precedente minimo relativo di 1,2451. Possibile pullback down in corrispondenza di 1,26 ricavato dal supporto che collega i 3 minimi ascendenti da giugno. Positivo pertanto solo sopra 1,26. L’Usd/Chf è sceso fino 0,9260 dopo lo short a 0,935 mentre appare incerto ora. Attenzione nuovamente in caso di ritorno sopra 0,94, mentre l’obiettivo dello short è a 0,92 circa. L’Usd/Cnh non è riuscito a spingersi verso 6,42/5 e tende a ripiegare. Attenzione in caso di ritorno sotto 6,365/0. L’Usd/Nok è short da 8,80 e ha raggiunto ieri 8,6025. La situazione rimane ribassista, ma attenzione in caso di ritorno al di sopra del precedente e ancora vicino 8,80. Obiettivo verso 8,45. L’Usd/Nzd ha interrotto per ora la discesa mantenendosi nelle immediate vicinanze di 1,45. La situazione rimane ribassista con obiettivo 1,40, ma attenzione in caso ritorno al di sopra di 1,46 con obiettivo 1,50 circa. L’Usd/Sek cede con decisione dopo un breve movimento altalenante attorno a 9,45 e tende a dirigersi verso 9. L’Usd/Rub si è riportato in corrispondenza dei livelli pre guerra limitando fortemente la speculazione. La situazione rimane tuttavia rischiosa. L’Usd/Zar è short da 15 e si avvicina sempre maggiormente all’obiettivo 14,20/00. Attenzione in vaso di ritorno al di sopra di 14,80. Per l’Usd/Jpy si veda la sezione “Trade opportunity”.

Il biglietto verde offre molti trade, long e short, mentre a livello complessivo (Dollar index), consolida tuttora tra 97,70 e 99,50 circa. La situazione potrebbe peggiorare con decisione durante le prossime giornate.

La seguente grafica mostra la tendenza di alcuni importanti cross

Trade opportunity

Riprendo oggi l’analisi dell’Usd/Jpy pubblicata il 16 marzo scorso che potete rileggere cliccando sul seguente link.

Riporto per comodità la precedente strategia operativa.

“Mantenere le posizioni già in essere con stop a 117 e obiettivi 119,50 e 120,50, poi 122,30 e 124/6. Avremo un segnale di indebolimento sotto 117, ma non andrei short e spiego il perché…”.

Nel nostro caso, i long già in essere e accesi sia su tenuta di 113.0/112.5 sia a seguito del superamento di 115 hanno raggiunto con precisione il 4° obiettivo posto a 124/6 (realizzato 125,09) che corrisponde all’area situata nelle immediate vicinanze del doppio massimo statico ben visibile sul grafico Point & Figure.

Il trade è concluso e tale rappresentazione grafica ci ha nuovamente dimostrato la sua efficacia.

Proprio ieri il biglietto verde si è indebolito nei confronti della divisa nipponica e potrebbe proseguire ulteriormente la discesa verso 121/0 prima di trovare un supporto tecnico dal quale tentare un rimbalzo. Il cedimento di 120 sarà invece da intendere come un segnale di indebolimento con obiettivi verso 116,50/00 e 114/1. Al rialzo, invece, l’immediato ritorno sopra potrebbe costituire un nuovo segnale di rafforzamento, mentre gli eventuali residui long in essere saranno ovviamente da chiudere in caso di cedimento di 121/0.

Non voglio inserire una vera e propria strategia operativa e non prenderò in considerazione quello che ho appena scritto nel paragrafo precedente per la “ripresa” dell’analisi sull’Usd/Jpy per quanto spiegato lo scorso 16 marzo.

A cura di Giovanni Maiani, analista tecnico di lungo corso, docente Siat e responsabile delle gestioni patrimoniali di Banca Bsm

https://giovannimaiani.blogspot.com/
[email protected]

 

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