Asset allocation: l’outlook di Kairos per il secondo trimestre

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di Redazione 30 Marzo 2022 | 16:01

Dal market outlook di Kairos per il II° trimestre 2022, che raccoglie la view dei gestori di Kairos sull’andamento delle principali asset class e sui più importanti trend d’investimento, emerge come dopo aver chiuso il 2021 con performance positive a doppia cifra i listini azionari hanno invertito la rotta a partire dal mese di gennaio, per poi essere colpiti da una forte volatilità a seguito dell’invasione russa in Ucraina il 24 febbraio. Anche sul mercato obbligazionario la situazione resta complessa, a causa dell’inflazione in aumento e della volontà delle principali Banche Centrali di attuare una stretta monetaria. Considerando il contesto generale, gli investimenti dovranno mantenere un carattere di prudenza, flessibilità e alta qualità.

Nel suo commento di apertura, Guido Maria Brera – Chief Investment Officer di Kairos, sottolinea che: “La crisi di quest’anno è sotto diversi punti di vista peggiore di quella pandemica del 2020 e la “nuova normalità” sarà differente dalle spinte geopolitiche alla de-globalizzazione, de-dollarizzazione e una normalizzazione dei tassi di interesse e degli acquisti delle Banche Centrali. I mercati sono saliti nelle ultime settimane grazie a quello che viene definito come un rimbalzo tecnico dovuto al posizionamento eccessivamente negativo. Ora crediamo che la potenziale decrescita economica non sia correttamente prezzata: occorrerà valutare la situazione nelle prossime settimane, quando molto probabilmente vedremo i dati manufatturieri scendere. Tuttavia, la buona notizia, è che quest’anno sarà favorevole per i gestori attivi dopo mesi di sottoperformance nei confronti del passivo, essendoci stati flussi record di acquisto in misura quasi indistinta. Ora la dispersione delle valutazioni è alta e crea delle opportunità di stock picking a livello settoriale e di singoli nomi, navigando tra i diversi scenari in misura dinamica”.

Secondo Alessandro Fugnoli, Strategist di Kairos, la crescita globale, pur penalizzata dalle tensioni geopolitiche, proseguirà nei prossimi mesi, tenendo conto che: “Se il conflitto in Ucraina rimarrà su livelli di intensità non particolarmente elevati e se le sanzioni eviteranno di coinvolgere troppo l’energia russa, il mondo riuscirà abbastanza presto a ritrovare un equilibrio, ma il prezzo sarà comunque una crescita globale più bassa di almeno un punto e un’inflazione più alta delle stime di inizio anno di altrettanto. Nei prossimi mesi, se il conflitto non evolverà in direzioni inattese, le Borse continueranno a muoversi in modo irregolare ma sostanzialmente laterale, mentre i bond avranno ancora da percorrere un tratto di strada difficile, anche se non come quella che abbiamo visto nelle ultime settimane. Considerando l’incertezza sulla guerra, l’inflazione elevata e l’impegnativa normalizzazione monetaria che ci attendono, gli investimenti dovranno mantenere un carattere di prudenza, flessibilità e alta qualità. L’azionario dovrà mantenere un ruolo importante nei portafogli, ma dovrà essere orientato verso società con bilanci solidi e bassi livelli di valutazione”.

In sintesi, le indicazioni di Kairos per orientare l’asset allocation nel prossimo trimestre sono:

  • La duration core ritorna ad essere una proposizione plausibile.
  • Il Dollaro sembra non più sostenibile.
  • Gli eccessi speculativi sulle materie prime dovrebbero sgonfiarsi.

Più complicata la partita sui mercati azionari: essi storicamente registrano ritorni positivi anche nei cicli di rialzo dei tassi, ma stavolta dovranno affrontare la restrizione monetaria contemporaneamente ad un sensibile rallentamento degli utili. Questo sposterà la bilancia a favore dei titoli caratterizzati da crescita e profittabilità stabili, ponendo fine alla rotazione di cui i temi value hanno beneficiato negli ultimi tredici mesi: una prospettiva favorevole per i nostri portafogli, investiti in misura importante nelle tecnologie innovative e nei temi legati a cambiamento climatico e transizione energetica.

Mercati tanto disfunzionali nel breve sono una grande opportunità per le strategie azionarie long-short e per quelle che investono in credito.

Altrettanto, le strategie alternative, nelle loro varie declinazioni, possono trovare terra fertile nelle tante inefficienze prodotte dall’andirivieni dei flussi e dalle perverse meccaniche di investimento che guidano una porzione crescente di attori.

Bond (di Rocco Bove – Head of Fixed Income)

“Le turbolenze di questi mesi ci consentono di entrare nel secondo trimestre dell’anno con valutazioni sicuramente più generose rispetto al recente passato, ma i dubbi sulla tenuta del ciclo macroeconomico e l’atteggiamento progressivamente sempre più aggressivo delle Banche Centrali ci suggeriscono di rimanere cauti e prudenti su quasi tutte le direttrici del mondo obbligazionario. Tuttavia, opportunità emergono nel mondo dei subordinati finanziari laddove elevati livelli di capitale accumulati nel passato, mettono al riparo da eventuali tensioni economiche e geopolitiche e una struttura di curve di tassi di interesse più alta potrebbero aumentare la profittabilità nel medio termine”.

Focus ESG (di Riccardo Valeri – senior portfolio manager e gestore del fondo KIS ActivESG)

“I mercati si sono trovati impreparati di fronte alla concretizzazione di uno scenario bellico e la finanza responsabile ha dovuto prendere posizioni nette, adottare nuovi comportamenti e mettere presto in atto una serie di azioni. Alla luce di quanto descritto, riteniamo che gli investimenti ESG usciranno rafforzati dalla situazione attuale, soprattutto quelli sociali. Ci aspettiamo che la crescita degli asset sostenibili continui anche nei prossimi trimestri/anni e che investire responsabilmente diventi sempre di più una prassi a livello globale”.

Focus Climate Change (di Federico Zantoni portfolio manager e gestore del fondo KIS Climate Change ESG)

“L’outlook per il secondo trimestre dell’anno non può prescindere da tutta una serie di considerazioni legate ai grandi cambiamenti geopolitici, innescati dagli eventi bellici in Ucraina, che sono sicuramente destinati a ridisegnare l’intero panorama politico ed economico mondiale per gli anni a venire.

Equity Europa (di Alberto Tocchio – Head of Mutual Funds)

“L’Europa sembrava di fronte al suo anno di gloria grazie ad una serie di fattori macro e micro positivi amalgamati da una politica fiscale di grande supporto. La disgrazia dell’invasione ucraina e della crisi umanitaria in atto hanno cambiato completamente lo scenario ma hanno anche permesso all’Europa di dare prova della sua compattezza: la sottoscrizione di sanzioni condivise con cui si è dato inizio a quella che può essere definita una guerra economica alla Russia, e la proposizione di una nuova offerta di Bond Europei, dopo l’emissione di 800 miliardi di euro in risposta alla pandemia, sono segnali importanti. Contrariamente alle ipotesi di inizio anno, è ora plausibile pensare che l’Europa possa sottoperformare altre geografie non solo per lo shock sui prezzi e per la fornitura delle commodities, ma soprattutto per una crisi di fiducia”.

Focus Transport & Infrastructure (di Oriana Bastianelli – portfolio manager e gestore del fondo KIS KEY)

“Il mondo delle infrastrutture per le telecomunicazioni crediamo continuerà a mostrare risultati solidi, anche grazie all’indicizzazione all’inflazione dei ricavi. Nel corso dell’ultimo outlook sottolineavamo la possibilità di spunti di M&A nel settore, che si sono in effetti materializzati con la manifestazione di interesse di un gruppo di privateequity su un operatore tedesco il cui azionista di maggioranza non si è ancora espresso”.

Equity Italia (di Massimo Trabattoni – Head of Italian Equity)

“All’alba del secondo trimestre 2022 la visibilità sull’andamento dell’economia reale e dei mercati finanziari è estremamente bassa viste le molteplici variabili in gioco. In questo scenario sul mercato italiano emergono dunque come vincenti due principali settori: le attività economiche legate all’indipendenza energetica e quelle legate alla difesa militare”.

Focus Disruptive Technologies (di Riccardo Quagliotti – portfolio manager e gestore del fondo KIS New Era ESG)

“I recenti eventi nell’Est Europa non hanno fatto che accelerare ulteriormente la ‘grande diffidenza’ fra i principali attori economici e politici. Come era già successo con l’arrivo del funesto evento pandemico che ci deve ancora del tutto lasciare, il presente conflitto ha sottolineato per le parti coinvolte l’importanza di prendere decisioni strategiche su macroaree per le quali il minimo comun denominatore passa anche attraverso lo sviluppo tecnologico”.

Focus Alternatives (di Mario Unali – portfolio manager)

“Se nel breve non si può escludere un rialzo anche vigoroso dei mercati, guidato da ricopertura di posizioni corte e ritorno di un sentiment positivo dopo un periodo di forti tensioni, il quadro generale appare assai diverso rispetto al recente passato. Nel complesso un mercato in cui giocare ora in attacco, ora in difesa, ma comunque ricco di opportunità per chi fa gestione non direzionale e può rispondere in maniera reattiva a mercati più turbolenti che in passato, grazie a strumenti slegati dalle asset class tradizionali.”

Focus Millenials (di Riccardo Baldissera – portfolio manager e gestore del fondo KIS US Millenials ESG)

“Dopo anni di vessazioni per il loro improprio utilizzo e di una stringente regolamentazione per la gestione della privacy degli utenti, i social media tornano prepotentemente al centro della scena con la possibilità di ripulire la propria immagine e posizionandosi come uno strumento di contrasto alla guerra. Se ciò accadrà, a beneficiarne saranno anche i conti economici delle Social Media Companies e di conseguenza i rispettivi corsi borsistici”.

Focus Emerging markets (di Moreno Tatangelo – portfolio manager e gestore del fondo KIS Emerging Markets)

“Effetti immediati e tangibili sono stati già riscontrati nel mondo delle materie prime, in primis quelle energetiche, contribuendo ad inasprire le tensioni inflazionistiche che ormai da tempo preoccupavano le Banche Centrali. I Mercati Emergenti si apprestano a vivere un trimestre caratterizzato da un’elevata incertezza che potrebbe avere risvolti diversi nei vari paesi dell’area”.

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