Warning di Standard Ethics sul settore creditizio dei Paesi Ocse

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di Gianluigi Raimondi 5 Aprile 2022 | 13:01

Standard Ethics lancia un “Early Warningsul settore creditizio dei paesi Ocse.

Nella sua abituale attività di analisi, Standard Ethics ha riscontrato la pratica da parte di investitori istituzionali impegnati sul fronte ESG di chiedere alle banche quotate presenti nei loro portafogli interventi nelle policy del credito. Spesso, però, le richieste superano il perimetro dei principi di Sostenibilità provenienti dalle organizzazioni sovranazionali (Onu, Ocse e Ue) e viene sollecitata l’adozione di orientamenti etici che potrebbero anche determinare l’esclusione di alcuni settori economici (come quello della difesa, della distribuzione di gas naturale, degli alcolici, della medicina contraccettiva ed altro ancora). Orientamenti che possono riflettersi sui sistemi di scoring ESG gestiti dagli investitori stessi o in indici ESG.

È opinione di Standard Ethics che queste richieste – puramente etiche – comportino rischi sistemici. Le ragioni principali sono due:

  • la prima è che non è dato sapere se una scelta non conforme agli orientamenti di sostenibilità dell’Onu, dell’Ocse e dell’Unione Europea rispetti gli interessi generali. Quindi, si teme che questa pratica possa produrre discrimini arbitrari nel mercato del credito. Ad esempio, un viticultore o una PMI manufatturiera nel ciclo dell’industria della difesa potrebbero avere minore accesso al credito rispetto ad altri senza che vi sia alla base un motivo di sostenibilità condiviso;
  • in secondo luogo, si ritiene che introducendo principi etici non standard e non conformi alle indicazioni internazionali, i sistemi industriali delle maggiori democrazie mondiali potrebbero sommare ai costi necessari della transizione energetica anche altri costi aggiuntivi non giustificati.

Va inoltre considerato che le posizioni in ambito ESG diverse dalle indicazioni Onu, Ocse e Ue potrebbero essere motivate non solo da scelte etiche trasparenti, ma anche da interessi economici non comunicati, o potrebbero basarsi su una gerarchia di valori diversa da quella adottata dalle Nazioni Unite e da uno stato di diritto.

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