Asset allocation: value o growth l’importante è che sia sostenibile

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di Gianluigi Raimondi 8 Aprile 2022 | 14:31

Di recente abbiamo registrato una flessione sul fronte del petrolio e di molti listini – compresi alcuni dei più grandi nomi del tech – mentre il mercato obbligazionario statunitense ha sperimentato una fase di sell-off sulla scia delle aspettative di un restringimento fiscale in risposta all’alto livello d’inflazione. Nel frattempo, la fiducia nei mercati asiatici vacilla a causa dei nuovi focolai pandemici che limitano la mobilità. Le minute della Fed hanno fornito piccoli indizi sul ritmo dei rialzi dei tassi di interesse. Tuttavia, il sentiment tra la maggioranza degli investitori è che la Fed si trova in questo momento dietro la curva e che stia adottando un approccio più reattivo che proattivo. Di conseguenza, lo scenario più probabile è una serie più lunga di rialzi dei tassi di interesse rispetto a quella che si sarebbe verificata se la Fed si fosse mossa più aggressivamente in precedenza.

Di fronte a questo scenario, ecco di seguito la view di Geir Lode, Head of Global Equities di Federated Hermes

Il nostro indicatore proprietario che misura il grado di avversione al rischio per gli investitori è ancora saldamente in un territorio risk-off, quindi ci chiediamo cosa dovrebbero fare gli investitori in questo momento.

Dare un timing al mercato per favorire l’esposizione ad un particolare fattore o area del mercato non ha dimostrato di essere una strategia di successo per la maggior parte degli investitori. Dal nostro punto di vista continuiamo a credere, come investitori con un’ottica di lungo termine, che un’esposizione in azioni sostenibili diversificando tra value e growth porterà a rendimenti superiori.

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