Molesini (Assoreti): “Consulenti finanziari? Meglio consulenti patrimoniali”

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di Andrea Telara 8 Aprile 2022 | 12:27
Intervento del presidente di Assoreti al convegno conclusivo di ConsulenTia22. “Siamo un paese ricco ma con redditi bassi. I consulenti devono sempre più gestire a 360 gradi gli asset dei clienti”.

“Siamo un paese ricco ma con redditi bassi”. Così Paolo Molesini (nella foto), presidente di Assoreti, ha descritto la situazione finanziaria delle famiglie italiane durante il convegno conclusivo di ConsulenTia22, durante il quale si è discusso del ruolo che la financial advisory può avere nell’implementazione delle riforme  del Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza che ha il compito di stimolare l’economia italiana dopo la pandemia.

Molesini ha sottolineato l’esistenza in Italia di un’ingente quantità di risparmi in mano alle famiglie anche se i redditi non sono certo tra i più alti d’Europa. Per valorizzare il grande patrimonio dei nostri risparmiatori, secondo Molesini c’è la necessità di un consulente finanziario diventi appunto un consulente patrimoniale e abbia sempre più una visione globale della ricchezza del cliente, compresi gli asset immobiliari. Proprio su quest’ultimo punto, Molesini si è soffermato sul fatto che in Italia si investe molto sul mattone.

“Non contesto la scelta dell’investimento immobiliare”, ha detto il presidente di Assoreti, ma la modalità in cui avviene”, cioè senza la necessaria disciplina. La stessa considerazione vale per l’ingente liquidità che gli italiani tengono parcheggiata su conti correnti infruttiferi, senza che venga investita. “Mediamente la clientela assistita da un consulente ottiene rendimenti superiori a quella dei risparmiatori che non si avvalgono di un financial advisor”, ha detto ancora Molesini, evidenziando la necessità di continuare a puntare sulla formazione dei consulenti e sul ricambio generazionale, per dare spazio ai giovani ed  evitare che la professione venga svolta in futuro per lo più da “arzilli vecchietti”

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