Etf, il mercato vuole prodotti sul Bitcoin spot

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di Redazione 14 Aprile 2022 | 10:31

Sembra essere esplosa una nuova “esigenza” nel mondo della finanza, gli ETF sul prezzo spot del Bitcoin.

Il sondaggio sugli ETF legati al Bitcoin spot

Il mercato attende con ansia gli ETF sul prezzo spot del Bitcoin. In realtà questa necessità di ETF in crypto parte da lontano, almeno da quando altri mercati più temerari si sono già addentrati in questo mondo emettendo ETF sui generis, come ad esempio il Canada, che ha già dimostrato non solo che si può fare ma anche che sono uno strumento che ha una resa ottima nonostante il periodo finanziario globale non lasci molto spazio a sorrisi.

Secondo una ricerca di mercato svolta dall’autorevole Nasdaq Inc. per conto dello stesso paniere c’è voglia di questo strumento nonostante il mercato crypto sia in bear, come riportato da Cryptonomist.ch.

Il 72% degli operatori finanziari è degli advisor infatti vorrebbe investire in uno o più prodotti ETF in versione spot basati sul Bitcoin.

Gli advisor coinvolti sono stati più di 500 e di questi addirittura l’86% sarebbe intenzionato ad aumentare la propria esposizione con nuovi investimenti in questo tipo di prodotti. Nonostante la fase di mercato quantomeno preoccupante, nuovi e ingenti fondi sono pronti ad essere investiti nel mondo delle criptovalute e nello specifico in Bitcoin.  Questo darebbe nuovo slancio all’asset è alle crypto in generale correggendo verso una fase più esaltante.

La Securities Exchange Commission (SEC) da sempre mette un freno alla realizzazione di ETF sul Bitcoin. Due sono i principali motivi della mancata apertura a oggi di questo prodotto finanziario da parte della SEC. L’esistenza di un prodotto simile ma di diversa costruzione e la mancata volontà politica di non fornire una tale apertura al mondo crypto.

Nel primo caso, esistono già dei fondi che replicano i prezzi dei future a breve termine ma che, tuttavia, possono essere molto divergenti dal valore di mercato delle crypto. I costi di gestione del prodotto inoltre sono decisamente elevati e quindi poco graditi.

Per quanto riguarda la volontà politica forse si aspetta il momento opportuno. Le volontà politiche cambiano così come gli attori che le sostengono per cui mentre oggi può sembrare tutto fermo un domani la situazione potrebbe sbloccarsi. 

Se questo prodotto venisse alla luce attirerebbe un flusso enorme di capitali che rinvigorirebbe il mercato invertendo la situazione. L’arrivo di ingenti capitali sul mercato secondo Nasdaq Inc. darebbe nuova spinta al mercato.

Gli Exchange Traded Fund legati a BTC hanno raggiunto in Canada il proprio massimo, nonostante la volatilità della crypto e la guerra in Ucraina, toccando quota 69.052 BTC nel proprio patrimonio. Le partecipazioni in Bitcoin da inizio anno sono decisamente aumentate.

Per rendere l’idea, l’ETF Purpose Bitcoin secondo Glassnode è cresciuto in quel periodo del 19% da inizio anno generando l’aumento più grande in partecipazioni di sempre.

Possono essere estratti solo altri 2 milioni di Bitcoin tuttavia la richiesta è crescente. Sempre più nazioni, istituzioni ed investitori sono interessati a questo mondo e questo non può che far aumentare indirettamente il valore e la solidità dell’asset.

Di conseguenza questo avrà un impatto positivo anche sugli ETF tanto bramati dagli operatori finanziari.

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