Mercati, bond: rendimenti sull’ottovolante. Le nuove emissioni sotto la lente

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di Carlo Aloisio 15 Aprile 2022 | 09:16

Settimana in mezzo alle festività pasquali e con volumi ridotti rispetto alla normalità, in ogni caso però contraddistinta dal meeting Bce e dall’appuntamento con il collocamento a medio lungo di metà mese. Complici le crescenti attese per una stretta monetaria da parte di Francoforte, dove i mercati prezzano rialzi per circa 70 punti base entro la fine dell’anno, i tassi impliciti sono in deciso aumento.

I nuovi bond corporate sotto la lente

Il Tesoro ha offerto fino ad un massimo di 8 miliardi di euro in cinque titoli tra cui il nuovo Btp a tre anni, agosto 2025, e le riaperture del Btp a sette anni (febbraio 2029) e quella del 30 anni (settembre 2052). I rendimenti sul grey market scambiavano rispettivamente a circa 1,30%, a poco più di 2% e attorno a 2,85% da confrontare con lo 0,57% (sul titolo dicembre 2024) e l’1,47% dell’asta di metà marzo e con il 2,162% del collocamento via sindacato del trentennale a gennaio. Alla fine i risultati sono stati del 2.89% per un miliardo del Btp 2052, del 2.69% per 750 milioni del marzo 2040, 2.04% per l’agosto 2029, e infine 3,75 miliardi del nuovo Btp 2025 con rendimento fissato all’1.32%.

Nell’asta del Bot annuale, il rendimento è balzato al massimo dal giugno 2020 a -0,105%.

Lo spread tra Btp e Bund si è mantenuto in area 160 punti base con il nostro benchmark a dieci anni che si è spinto fino a quota 2,54%, ritoccando il massimo dal 18 marzo 2020, per scendere fino a 2,38% dopo i dati sull’inflazione Usa che i mercati evidentemente si aspettavano ancor più elevata. Questo dato potrebbe indicare, per molti analisti, il raggiungimento di un picco alleggerendo così le pressioni sulla Fed. Il movimento dei Btp ha ricalcato quello degli altri bond della zona euro e, più in generale, dei Treasuries.

Sul primario, oltre alle aste italiane, la Germania ha offerto fino a quattro miliardi nel Bund febbraio 2032.

Emissione della Croazia in euro con rating Ba1/BBB-/BBB, per un benchmark decennale con rendimento in partenza fissato ad ms+175. I tagli minimi sono da 100mila euro con multipli di mille. Alla fine l’offerta di carta è stata per 1,25 miliardi e le numerose richieste hanno portato ad un ribasso del rendimento in area 3%. La cedola è stata fissata al 2.875% con prezzo d’emissione a 99,146, Isin XS2471549654. Il rendimento finale inferiore alle attese non ha permesso una buona performance del titolo, rimasto sui prezzi d’emissione.

Torna sul mercato il Sud Africa con un doppio deal in dollari per un totale di tre miliardi. Il benchmark decennale emesso per 1,4 miliardi, era partito da un rendimento del 6.25%, per poi scendere al 5.875% con prezzo d’emisione a 100, isin US836205BC70, per il trentennale si è scesi dall’iniziale 7.75% al 7.3%, per un totale di 1.6 miliardi e prezzo fissato a 100, Isin US836205BE37, taglio minimo per entrambe le scadenze a 200mila dollari con multipli dimille e rating dell’emittente a Ba2/BB-/BB-; i titoli hanno ben performato nel grey market successivo.

Sri Lanka ha annunciato il default sul debito estero, si tratta di 51 miliardi di dollari debito estero non sarà rimborsato ai creditori che lo avevano sottoscritto, per carenze di riserve.

Le nuove obbligazioni corporate sotto i riflettori

La situazione generale e le festività pasquali hanno frenato l’attività di primario sui corporate, le nuove emissioni sono state poche, tra queste la Nerval Sas, società francese attiva nel real estate, che ha emesso 500 mioni di green bond con scadenza nel 2032 e cedola del 2.875%. Isin FR0014009OK5 con taglio minimo da 100mila euro con multipli di 100mila, prezzo d’emissione fissato a 99,112 con prezzi in rialzo sul grey market in area 99,25.

La banca austriaca Raffeisen LB ha emesso 750 milioni di euro di covered bond con scadenza nel 2027 e cedola del 1.25%, Isin XS2469466390 con taglio minimo da 100mila euro con multipli di 100mila, prezzo d’emissione fissato a 99,41 che si è mantenuto anche in grey market.

Deutsche Bank ha riaperto  per 200 milioni di euro un’obbligazione a tre anni garantita da mutui ipotecati green da 500 milioni di euro. Il titolo (DE000A3T0X22) paga una cedola annua fissa dello 0.25%, verrà rimborsato a 100  il 27 ottobre 2025, prezzo di emissione pari a 95,55 per un rendimento a scadenza di 1.711%, equivalente a 55 punti base sopra il tasso midswap. Rating BBB+ e lotto minimo di negoziazione 100mila euro con multipli di 100mila.

Un miliardo di euro conop stati collocati dall’utility inglese del settore elettrico SSE. Si tratta di un perpetual con prima call a partire dal 2028 e cedola fissata al 4%; inoltre vi è inserita anche una clausola di step up con rialzo della cedola di 500 bp in caso di cambio della maggioranza di controllo societario. Prezzo fissato a 100 con buona performance in grey market, Isin XS2439704318 con taglio minimo da 100mila euro con multipli di mille.

Più attivo il mercato corporate del dollaro, dove Amazon l’ha fatta da padrona con una maxi emissione per complessivi 12,75 miliardi di dollari, coprendo tutta la curva con sette titoli. Si parte con 1.5 miliardi al 2024 con cedola del 2.73%, si sale al 3% sempre per 1.5 miliardi con scadenza 2025, 3.3% è la cedola per la scadenza 2027 con 2 miliardi, 1.5 miliardi con scadenza 2029 al 3.45%, 2.5 miliardi al 3.6% sulla scadenza 2032, si salta poi al 2052 con 2.5 miliardi al 3.95% ed infine il più lungo è al 2062 con cedola del 4.1%. Tutti i titoli hanno rating A1/AA/AA- e un taglio minimo retail da 2mila dollari con multipli di mille.

Due miliardi complessivi è stata l’emissione di Mitsubishi Finance, suddivisa su tre titoli con scadenza 2026 per un totale di 500 milioni, con cedola del 3.837%, Isin US606822CF92; 800 milioni sulla scadenza 2028 con cedola del 4.08%, Isin US606822CE28 ed infine 700 milioni con scadenza nel 2033 e cedola del 4.315%. Tutte le scadenza hanno taglio minimo da 200mila dollari con multipli di mille e  rating è A1/A-/A-.

A cura di Carlo Aloisio, senior broker

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