Mercati alla prova del nove con le trimestrali

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di Redazione 15 Aprile 2022 | 15:29

In un contesto di mercato difficile a causa di mercati obbligazionari decisamente agitati, previsioni economiche incerte e inflazione persistente, da questa settimana chi investe in azioni presterà particolare attenzione a un fattore particolarmente rilevante: l’andamento degli utili societari“. L’avvertimento arriva da Stefan Rondorf, Senior Investment Strategy di Allianz Global Investors, che di seguito spiega nel dettaglio la view.

Negli ultimi trimestri gli utili aziendali si sono risollevati come una fenice dalle ceneri della pandemia. Tra i fattori alla base di tale ripresa segnaliamo la vivace domanda di materie prime, beni di consumo durevoli e servizi digitali, le misure governative a sostegno dei consumi (generosi stimoli fiscali) e una rigorosa gestione dei costi da parte di molte imprese dopo la fine dei lockdown. In alcuni rami del settore industriale le carenze dovute ai colli di bottiglia hanno determinato un eccezionale rialzo dei margini e talune aree del settore sanitario hanno registrato un vero e proprio boom.

Guardando al futuro, alcuni di questi trend sembrano destinati a mutare

I prezzi delle commodity sono aumentati per effetto della carenza di offerta dopo l’invasione militare dell’Ucraina e delle successive sanzioni imposte alla Russia. Per molte società quindi i costi dei fattori produttivi sono saliti, non solo in ragione dell’aumento della domanda, ma anche a causa delle problematiche sul fronte dell’offerta. Le previsioni circa la domanda al consumo beneficiano, tra l’altro, della robustezza del mercato del lavoro; tuttavia, negli ultimi tempi l’inflazione elevata ha eroso la fiducia dei consumatori in molti Paesi. L’incertezza legata alla reintroduzione di misure di lockdown in Cina potrebbe provocare nuove strozzature sul fronte dell’offerta.

Tali sviluppi potrebbero non aver ancora influenzato in maniera evidente i risultati aziendali del primo trimestre. Per le società dell’indice statunitense S&P 500 si prevede una crescita degli utili del 5% circa, per quelle del benchmark europeo Stoxx 600 persino del 20% e oltre. In quest’ultimo caso occorre però tener presente che la crescita stimata degli utili escludendo il settore energetico ammonterebbe a poco più del 7%. Sono invece a rischio le prospettive di crescita per il resto dell’anno.

Malgrado gli economisti abbiano recentemente rivisto al ribasso le previsioni sulla crescita, sinora le stime di utili per l’esercizio 2022 a livello di indici formulate dagli analisti sono rimaste invariate. A uno sguardo più attento si percepisce tuttavia che tale situazione è riconducibile principalmente alle attese di utili più elevati per le società energetiche, mentre in altri settori si osservano già le prime revisioni al ribasso. Siamo in prossimità di una vera e propria “prova del nove”.

La settimana prossima

Oltre che sui bilanci societari e sulla situazione geopolitica in Ucraina, la prossima settimana i riflettori saranno puntati sui dati relativi al sentiment e in particolare sulle stime flash degli indici dei responsabili degli acquisti, attesi a fine settimana.

Nell’area euro verranno pubblicate le statistiche provvisorie sulla fiducia dei consumatori, ma anche i dati sulla produzione industriale e sull’inflazione dei prezzi al consumo di marzo. Alcune statistiche sul mercato residenziale degli Stati Uniti potrebbero destare attenzione alla luce dell’aumento dei tassi dei mutui.

In Cina sono attesi i dati relativi alla crescita del primo trimestre, alla produzione industriale e ai consumi di marzo, e il loan prime rate potrebbe essere leggermente ridotto al fine di sostenere l’economia.

Stando al sentiment degli investitori, cresce la consapevolezza sui rischi congiunturali. I primi segnali di un progressivo avvicinamento al picco dei tassi di inflazione potrebbero avere conseguenze positive.

La pubblicazione dei dati sugli utili dovrebbe evidenziare i diversi gradi di resilienza e di potere di determinazione dei prezzi delle aziende. Tali differenze dovrebbero favorire gli investitori attivi.

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