Investimenti, Metaverso: mondi virtuali, opportunità reali

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di Redazione 20 Aprile 2022 | 12:29

Il metaverso potrebbe rivoluzionare tutti gli aspetti della nostra vita? Si tratta di una moda passeggera o dell’evoluzione naturale del mondo in cui viviamo? Ecco di seguito la view di Y. T. Boon, Head of Thematic – Asia di Neuberger Berman.

Cos’è il “metaverso”?

Per alcune delle persone con cui ci confrontiamo è un fenomeno destinato a stravolgere ogni aspetto della nostra vita: il modo in cui giochiamo, facciamo acquisti, studiamo, lavoriamo. Per altri è solamente un’esagerazione: soluzioni high-tech alla ricerca di nuovi problemi da risolvere.

Per come la vediamo noi, nessuna di queste posizioni coglie appieno la verità più importante sul metaverso: ci viviamo già dentro, ne facciamo parte, ormai da decenni.

“VIP”

In Neuberger Berman concepiamo il metaverso come la somma di tre ambiti interconnessi, cui ci riferiamo con l’acronimo “V.I.P.”, dall’inglese Virtual World, Infrastructure, Physical Gateway.

La “V” sta per “mondo virtuale” e rappresenta il contenuto. Un mondo virtuale di contenuti esiste di fatto da oltre 30 anni e si chiama Internet. La “I” sta per “infrastruttura” ed indica ciò su cui poggia tale contenuto, ovvero la rete informatica. La “P”, infine, viene da “Physical Gateway” e indica il “portale fisico”, ovvero i dispositivi tramite cui interagiamo con i contenuti e il cui utilizzo occuperà sempre più tempo nelle nostre vite di tutti i giorni. Si pensi all’introduzione, oltre dieci anni fa, degli smartphone touchscreen. La parola “metaverso” descrive semplicemente il fatto che interagiamo attivamente con tale mondo virtuale di contenuti piuttosto che sperimentarlo passivamente. Si tratta in fin dei conti di ciò che facciamo sui social media da 20 anni a questa parte.

La rete informatica è sempre più veloce, gli smartphone si stanno trasformando in visori per la realtà virtuale e i social media sono una fonte di interazioni sociali virtuali sempre meno mediate, ma si tratta di trend relativi al comportamento degli utenti che vanno avanti ormai da decenni e che sono stati solamente accelerati dal progresso tecnologico.

A nostro avviso, è per questo motivo che alcune delle più grandi società al mondo di software, hardware, social media, videogiochi e intrattenimento, da Facebook e Nvidia fino a Apple, Sony ed Epic Games, si stanno precipitando ad effettuare acquisizioni e investimenti nel campo del metaverso. Crediamo si tratti di un’opportunità economica destinata a una rapida crescita nel corso dei prossimi decenni, e che il mondo sembra già pronto a cogliere.

Tecnologie indossabili e reti ad alta velocità

Iniziamo dal portale fisico, che fornisce accesso al metaverso e consente il trasferimento di dati tra esso e gli utenti. Riteniamo che questo settore rappresenti circa un quarto dell’opportunità d’investimento. Il grande trend che intravediamo è il passaggio dagli smartphone alle tecnologie indossabili per la realtà aumentata e virtuale.

Le opportunità sono insite nel rendere tali tecnologie più leggere, più comode, meno disorientanti e più funzionali. Alcuni produttori, come HTC, fabbricano visori, occhiali e altri dispositivi indossabili. Altri, come Sunny Optical, sono specializzati nelle microlenti e nei sensori per catturare i movimenti e il monitoraggio oculare presenti nei visori per la realtà aumentata e virtuale di prossima generazione.

L’Infrastruttura, che rappresenta a nostro parere un altro quarto dell’opportunità di investimento, consente il trasferimento dei dati tra l’utente e il metaverso.

Riteniamo che le aziende specializzate nell’elaborazione grafica, come Nvidia, possano svolgere un ruolo fondamentale nel consentire il rendering 3D necessario per il metaverso. Utilizzate inizialmente nell’ambito dei videogiochi e delle simulazioni, le tecnologie di Nvidia si prestano naturalmente al mondo virtuale. La piattaforma aperta della società, Nvidia Omniverse, consente di accedere a importanti strumenti di progettazione e vanta già l’adesione di diversi partner provenienti dai settori dell’intrattenimento, dell’ingegneria e delle automobili. Inoltre, poiché gli utenti condividono enormi quantità di dati sempre più sensibili, ravvisiamo la crescente necessità di soluzioni per la sicurezza informatica come quelle offerte da Palo Alto Networks.

Shopping virtuale per prodotti virtuali

Nessuno di questi dispositivi sarebbe di alcuna utilità senza il mondo virtuale stesso, i cui ambiti di applicazione e le cui estensioni potenziali, a pensarci bene, sono a dir poco da capogiro. È per questo che, a nostro avviso, la creazione di contenuti costituirà la restante metà delle opportunità d’investimento rappresentate dal metaverso.

È possibile concepire tale quota come suddivisa tra realtà aumentata (in cui i contenuti si sovrappongono al mondo reale) e virtuale (in cui i contenuti creano il mondo virtuale nella sua interezza), ma riguardante allo stesso tempo entrambi gli ambiti. La realtà aumentata è diventata “mainstream” sei anni fa grazie a Pokémon Go, utilizzato all’inizio di quest’anno come applicazione per effettuare una demo del visore HoloLens prodotto da Microsoft. Nel frattempo, lo sviluppatore del gioco, Niantic, starebbe per compiere un ulteriore passo in avanti nel comparto dei videogiochi per dispositivi mobili basati sulla realtà aumentata, creando il proprio set di occhiali per un gameplay più immersivo.

Tramite la realtà virtuale, invece, i consumatori stanno già facendo shopping virtuale di prodotti virtuali. Grazie alle collaborazioni tra le società di tecnologie per il gaming e aziende di abbigliamento come Gucci e Nike, gli utenti possono vestire i propri avatar online con abiti di marca acquistati in negozi digitali all’interno di mondi virtuali. Gli avatar dei cantanti pop si esibiscono in sale da concerto virtuali in cui i fan possono interagire tra di loro. Alcune delle pop star di oggi sono addirittura nate come avatar virtuali. Altri “esseri umani virtuali” sono invece creati per operare come influencer nei social media per conto di importanti brand.

Se tutto ciò suona un po’ frivolo (per essere chiari, i soldi che girano in questo settore sono tutt’altro che virtuali), ecco altri utilizzi di queste stesse tecnologie.

La realtà aumentata è utilizzata anche negli “head-up display” delle automobili, che consentono di visualizzare informazioni di navigazione e sicurezza in sovrimpressione sul parabrezza. Al di là della realtà aumentata, anche le videoconferenze (un altro fenomeno apparentemente recente, incoraggiato dalla pandemia di COVID-19) stanno divenendo rapidamente 3D e immersive. Gli agenti immobiliari offrono visite guidate delle proprietà sempre piú immersive. Scuole e università organizzano lezioni virtuali. I mondi virtuali immersivi offrono ovvi benefici nell’ambito della formazione di chirurghi e di altri lavoratori, come gli operatori delle centrali nucleari e i piloti di aerei, che operano in contesti ad alto rischio.

Creare contenuti per il metaverso consente di unire set distinti di competenze ed esperienze dando vita a collaborazioni inaspettate e intriganti.

Gli investitori possono andare alla ricerca di opportunità tra le società che rendono possibili questi cambiamenti nel campo del software per la simulazione e la progettazione 3D, che sono all’opera per creare esseri umani virtuali o dei veri e propri “gemelli digitali”. Ma anche le società di prodotti industriali e di consumo possono utilizzare queste nuove tecnologie per migliorare i propri processi di formazione e il proprio business o per espandere i propri mercati nel mondo virtuale.

Abbiamo già accennato alle piattaforme di “social gaming” che collaborano con i brand di beni di consumo per consentire lo shopping all’interno dei videogiochi. Riteniamo che le loro prossime collaborazioni siano probabilmente destinate ad attingere alla capacità del settore dei videogiochi di creare grafiche iperrealistiche oppure alle abilità di storytelling e alle proprietà intellettuali dei giganti dell’intrattenimento. Solo la prospettiva del metaverso può spiegare l’acquisizione, da parte di aziende di hardware e cloud computing come Microsoft, di società specializzate nei videogiochi come Activision Blizzard.

Gamification totale

Questo ambito di applicazione illimitato e le infinite possibilità di contaminazione reciproca rendono il metaverso un’opportunità di investimento impegnativa da gestire.

Quando alcuni dei leader del settore sono società mega-cap affermate nei mercati azionari che sviluppano o acquisiscono nuove tecnologie, mentre altre sono micro-cap innovative che richiedono una due diligence più scrupolosa, pensiamo che occorra un approccio basato sulla ricerca e su una gestione attiva, volta a identificare le aziende caratterizzate dal giusto mix tra innovazione, qualità del management e partnership strategiche.

Questo mix è inoltre alla base di un ecosistema vasto e in rapida evoluzione. Si tratta niente meno che della “gamification” di quasi tutte le nostre esperienze, che si trasformano così in attività online immersive e interattive. E se da una parte riteniamo che la costruzione dell’infrastruttura e dell’ecosistema fisico che renderanno più fluide queste esperienze richiederà diversi anni e miliardi di dollari di investimenti, stiamo già iniziando a vivere, seppure in modo goffo e modesto, nel metaverso. A nostro avviso, quando esse cominceranno a sembrare “naturali”, i consumatori non si aspetteranno subito la perfezione, proprio come non hanno aspettato lo sviluppo della microarchitettura dell’elaborazione grafica moderna prima di giocare a Space Invaders.

In breve, il salto nel metaverso sarà probabilmente epico, ed è già sulla buona strada per diventarlo. Crediamo che per gli investitori sia arrivato il momento di iniziare a giocare seriamente.

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