Mercati, DHH: parola d’ordine “finanziare l’M&A”. L’analisi

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di Redazione 22 Aprile 2022 | 12:39

Dhh, provider di cloud computing del Sud-Est Europa, ha archiviato il 2021 con un forte incremento di tutti gli indicatori economici, grazie alla crescita organica e al contributo delle acquisizioni, che da sempre sono alla base della sua strategia di espansione. I ricavi sono più che raddoppiati rispetto al 2020 (+113%), raggiungendo i 19,6 milioni e l’Ebitda è aumentato del 278% a 6,9 milioni. Questo anche per merito della scalabilità del modello di business, prevalentemente basato sulla vendita di abbonamenti di prodotti di cloud computing, con ricavi ricorrenti pari al 95% dei ricavi totali. Il tutto, in un anno condizionato dai lockdown e con la prospettiva di un ulteriore miglioramento nel 2022 grazie all’allentamento delle restrizioni, al pieno contributo della neoacquisita bulgara Evolink e alle prossime operazioni di M&A, da finanziare tramite la forte generazione di cassa determinata da una cash conversion dell’Ebitda pari all’82,6%. In questo scenario, ecco di seguito l’analisi fondamentale su Dhh elaborata dagli analisti di Market Insight.

        1. Un mix efficace di crescita organica e acquisizioni
        2. IaaS e PaaS rappresentano il core business
        3. Italia resta il mercato principale, atteso contributo significativo dalla Bulgaria
        4. Un posizionamento strategico vincente
        5. Gli analisti mantengono una view positiva sul titolo
        6. L’M&A come volano della crescita
        7. L’investimento in Icona Technology

Un mix efficace di crescita organica e acquisizioni

“I risultati del 2021 sono assolutamente soddisfacenti e in linea con le nostre aspettative, a maggior ragione perché in un anno pandemico siamo riusciti a concludere 3 acquisizioni, di cui due piccole operazioni di consolidamento in Italia e Croazia e una – più rilevante – in Bulgaria, entrando così in un mercato per noi nuovo”, afferma Giandomenico Sica, Presidente esecutivo di DHH.

Il chairman evidenzia soprattutto tre aspetti emersi dai conti. “Innanzitutto, i risultati del 2021 includono solamente per un mese il contributo di Evolink, acquisita a fine novembre; quindi, nel 2022 potremo beneficiare completamente dell’apporto della società bulgara, che ha un fatturato annuo superiore ai 3 milioni”.

In secondo luogo, “i risultati sono fondati su ricavi ricorrenti pari al 95% del totale, che continueranno a produrre effetti anche nel 2022. A questi si aggiungerà la crescita organica, storicamente nell’ordine del 10%, oltre al citato contributo di Evolink”.

Infine, è doveroso sottolineare “la marginalità molto buona – con un Ebitda margin del 35,5% – e l’ottima conversione di cassa, con un flusso di cassa operativo pari all’82,6% dell’Ebitda”.

Clicca qui per continuare a leggere l’analisi fondamentale su Dhh elaborata dagli analisti di Market Insight.

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