Mercati, petrolio: con lo stop dell’UE alla Russia prezzi verso nuovi top

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di Redazione 27 Aprile 2022 | 16:29

Il prezzo del petrolio che potrebbe arrivare a nuovi massimi storici a seguito del possibile stop di greggio russo da parte dell’Unione Europea, il prezzo del gas che ha raggiunto il record negli ultimi 14 anni e Italia che guarda al gas liquefatto come soluzione che potrebbe alleviare almeno parzialmente i problemi in termini di dipendenza economica dalla Russia”. L’avvertimento arriva dagli analisti di Xtb, che di seguito illustrano nel dettaglio la view.

Il petrolio potrebbe raggiungere nuovi massimi storici

Mentre l’Europa e il mondo intero stanno cercando di ridurre il consumo di greggio e guardando anche a nuove forniture energetiche nel settore delle rinnovabili, JP Morgan ha sottolineato che se l’UE bandisse immediatamente il petrolio russo, i prezzi potrebbero salire a 185 dollari al barile.

Guardando alla situazione globale, mentre il più grande giacimento petrolifero della Libia “Sharara” è stato chiuso per questioni politiche, la Cina ha registrato enormi cali nella lavorazione di petrolio nelle raffinerie. La capacità utilizzata nelle raffinerie private nell’area dello Shandong è scesa a circa il 50%, livello di potenza che è stato visto l’ultima volta nel 2016, escluso il periodo pandemico.

Il prezzo del greggio rimane alto e ciò dimostra che il mercato è ancora molto più preoccupato per un calo dell’offerta dalla Russia che per i problemi di approvvigionamento dalla Cina. A lungo termine, tuttavia, i problemi della domanda cinese potrebbero essere di fondamentale importanza, quindi le prospettive dei prezzi per l’autunno potrebbero portare a un calo dei prezzi stessi.

A 165 USD al barile, la domanda dovrebbe essere impattata a livello globale, il che coprirebbe le perdite delle esportazioni russe. I paesi sviluppati, tuttavia, possono resistere ad aumenti di prezzo compresi tra 200 e 220 dollari al barile.

L’Italia guarda al gas liquefatto

Nel corso del 2021, l’Italia ha importato dalla Russia circa 29 miliardi di metri cubi di gas naturale. Oltre al recente accordo siglato con l’Algeria, che porterà quest’anno il Paese africano a superare la Russia come nostro principale fornitore di gas, l’Italia ha appena raggiunto un’intesa con il Congo per la fornitura di gas in forma liquida, che arriverà via nave e dovrà essere trasformato in forma gassosa prima di essere immesso nella rete pubblica.

Nel frattempo, il mercato teme che la Russia fermi i trasferimenti di gas verso i paesi dell’Unione Europea se non decideranno di pagare il gas in rubli. Gli aumenti molto forti dei prezzi del gas sul mercato americano hanno portato a un massimo del prezzo degli ultimi 14 anni. Le scorte statunitensi ben al di sotto della media quinquennale sono causate dall’aumento delle esportazioni di gas verso i paesi europei. Se si interrompessero le forniture dalla Russia ai paesi dell’UE, i prezzi del gas negli Stati Uniti potrebbero salire a livelli non registrati dal 2008 (quando gli Stati Uniti erano ancora importatori netti di gas).

“Le scorte di gas in Europa stanno aumentando, tuttavia nel caso in cui la Russia decidesse di fermare le esportazioni di gas, la domanda di gas statunitense potrebbe aumentare in modo significativo, il che aumenterebbe i prezzi”, ha sottolineato Walid Koudmani, Chief Market Analyst di XTB. “Tenendo conto dei costi di trasporto, liquefazione e rigassificazione, il prezzo in Europa è ancora molto interessante per i produttori statunitensi, visti i recenti aumenti locali dei prezzi negli Stati Uniti”.

“Parlando del settore energetico, credo che la cosa più incisiva da fare sia partire dalle sue performance: nel 2021 ha fatto un +46% e da inizio 2022 ha già fatto il +41,5%. Questi numeri parlano da soli”, ha aggiunto Marco Casario, macrotrader e macroinvestor. “Le motivazioni che hanno portato agli aumenti di petrolio e gas sono molteplici e partono dalle interruzioni e poi accelerazioni della domanda/offerta durante la pandemia, da una OPEC che non riesce a mantenere la produzione ai numeri che ha stabilito, dal conflitto Russia/Ucraina, passando per la transizione alle energie rinnovabili. Insomma, un cocktail esplosivo che si è trasformato in una bull run violenta”.

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