La FED non tocca i tassi, ma potrebbe ridurli già in autunno

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di Redazione 6 Agosto 2008 | 13:08
Martedì da urlo per le piazze finanziarie. Il mercato già nelle aperture ha scontato l’effetto FED, che nella serata di martedi ha confermato le attese, lasciando invariati al 2% i tassi sui Fed Funds. Il rapporto del Federal Open Market Committee ha anche parlato di un allentamento futuro della politica monetaria, facendo cosi intendere che a breve ci potrebbero essere riduzioni sui tassi.

Giornata di borsa segnata da un mercato spinto a rialzo fin dall’apertura delle contrattazioni. A New York il Dow Jones guadagna il +2,94%, l’Europa si accoda agli acquisti e chiude la giornata con l’EuroStoxx che segna il +2,76%.

Unici titoli in rosso nei listini sono quelli legati al petrolio. Bene anche il comparto finanza, il BlueIndex a fine seduta guadagna il +4,34%, portando anche il dato settimanale al +4,19%. Positivi quasi tutti titoli del settore con in evidenza [s]Natixis[/s]  +10,7%, [s]Barclays[/s]  +8,64%, [s]Skandia (Old Mutual)[/s]  +8,35%, [s]Invesco[/s]  +8,24%, [s]Azimut[/s]  +7,84% e [s]Ubs[/s]  +7,67%.

Mercati che già in apertura vedevano primeggiare gli acquisti. Le stime degli analisti infatti già davano come invariati i tassi sui Fed Funds, e questo ha permesso al mercato di scontare l’effetto FED fin dall’inizio degli scambi. A metà seduta ad incrementare i rialzi è stato l’indice che riporta lo stato di salute del settore servizi USA, l’index ISM, che a luglio ha raggiunto quota 49,5 punti, meglio dei 49 punti stimati dagli analisti.

A spingere ulteriormente i listini americani a rialzo è stata la decisione del Federal Open Market Committee, che come da attese ha confermato di mantenere il suo obiettivo per i tassi sui FED Funds al 2 per cento. Il numero uno della FED, Ben Bernanke, ha spiegato che tale decisione è stata presa tenendo in considerazione la crescita della spesa dei consumatori e il miglioramento delle esportazioni. Nel report, il presidente della Federal Reserve ha parlato anche del rischio inflazione, spiegando che il rialzo è stato causato in parte all’aumento del costo dell’energia. Le attese della FED comunque sono di un rallentamento dell’inflazione, già a partire dall’autunno.

Bernanke nel suo discorso ha anche accennato una cosa molto interessante, “Over time, the substantial easing of monetary policy, combined with ongoing measures to foster market liquidity, should help to promote moderate economic growth.”. Tradotto significa che “Nel corso del tempo, il sostanziale allentamento della politica monetaria, combinata con le misure in corso per promuovere la liquidità del mercato, dovrebbero contribuire a promuovere la crescita economica”. Se è vera la stima della FED sul calo dell’inflazione e se il futures sul petrolio, oggi a 117,70 dollari al barile, in futuro si attesterà su livelli accettabili allora si potrebbe ipotizzare che già in  autunno potremmo assistere al primo taglio sui tassi di interesse americani.

Societa’ Listino di Riferimento Prezzo Valuta Var%
Allianz Deutsche borse (xetra) 114,34 EUR +4,51%
American Express Nyse 38,72 USD +5,07%
Anima Borsa Italiana 1,25 EUR +2,21%
Axa Euronext 20,045 USD +7,27%
Azimut Borsa Italiana 5,56 EUR +7,84%
Banca Generali Borsa Italiana 4,5475 EUR +2,89%
Bank of NY Mellon Nyse 38,17 USD +7,70%
Barclays Lse 29,52 USD +8,64%
BlackRock Nyse 228,25 USD +4,99%
BNP BNP 61,875 EUR +3,99%
Citigroup Inc Nyse 19,92 USD +5,78%
Credit Agricole Euronext 14,73 EUR +7,44%
Credit Suisse Group Swiss Market Exchange 54,5 CHF +5,72%
Deutsche Bank Deutsche borse (xetra) 61,34 EUR +4,89%
Dexia Euronext 9,33 EUR +7,36%
Fortis Euronext 9,58 EUR +6,8%
FT Inv. Nyse 106,19 USD +5,65%
Goldman Sachs Nyse 180,77 USD +1,63%
Henderson Lse 128,5 GBp +5,54%
HSBC Investments Lse 855,75 GBp +3,35%
ING Euronext 22 EUR +4,19%
IntesaSanpaolo Borsa Italiana 3,83 EUR +6,01%
Invesco Nyse 24,95 USD +8,24%
Janus Capital Group Nyse 28,31 USD +0,21%
Jp Morgan Nyse 41,89 USD +4,36%
Julius Baer Swiss Market Exchange 69,05 CHF +4,54%
Legg Mason Nyse 42,85 USD +7,12%
Man Group Lse 565 GBp -7,90%
Mediobanca Borsa Italiana 9,53 EUR +4,04%
Mediolanum Borsa Italiana 2,87 EUR +6,34%
Morgan Stanley Nyse 43,2 USD +4,14%
Montepaschi Siena Borsa Italiana 1,91 EUR +2,3%
Natixis Euronext 5,56 EUR +10,7%
Nordea bank Omxnordicexchange 91,4 SEK +6,03%
Raiffeisen Wiener Borse 81,4 EUR +3,95%
Schroders Lse 1007 GBp +3,81%
Skandia (Old Mutual) Lse 106,4 GBp +8,35%
State Street Nyse 73,48 USD +4,68%
Ubs Swiss Market Exchange 21,06 CHF +7,67%
Unicredit Borsa Italiana 3,9575 EUR +5,87%

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