Un sogno lungo un giorno

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di Redazione 7 Agosto 2008 | 08:00
La maglia nera va alla borsa di Hong Kong che dopo aver perso il giorno magico di ieri (a causa della forzata chiusura dovuta al tifone) scambia poco prima della pausa di mezzogiorno sui livelli di chiusura di 2 giorni fa, quando le contrattazioni si chiusero con perdite superiori al 2%.

E‘ decisamente un periodo avaro di soddisfazioni questo per chi in Asia si azzarda a comperare nei momenti di euforia come quello di ieri. In un giorno svaniscono i sogni e si torna subito alla realtà dovendo fare i conti con la Bank of Korea che inaspettatamente rialza i tassi al 5.25% per combattere l’inflazione, con l’economia giapponese che secondo il governo si sta “deteriorando”, con i miliardi di dollari di perdita dichiarati da American International Group Inc.’s., con la prima perdita dichiarata dalla compagnia aerea Cathay Pacific in cinque anni e con la pressione che sta subendo la Cina a causa della imminente apertura dei giochi olimpici.

La maglia nera va alla borsa di Hong Kong che dopo aver perso il giorno magico di ieri (a causa della forzata chiusura dovuta al tifone) scambia poco prima della pausa di mezzogiorno sui livelli di chiusura di 2 giorni fa, quando le contrattazioni si chiusero con perdite superiori al 2%.

Gli operatori si chiedono con il prezzo del greggio che ha accumulato un ribasso di oltre il 20% rispetto ai massimi storici quanto sia ancora distante il fondo per i mercati azionari visto che buona parte della frenata in Asia, più che alla crisi americana si ritiene sia stata causata dall’incremento dell’ inflazione innescata dal rialzo delle materie prime in generale, e da quelle petrolifere in particolare.

Dopo la sorpresa della Bank of Korea cosa dobbiamo aspettarci oggi dai “falchi” dell’Eurotower
che continuano a mettere in guardia da un’inflazione che, è a livelli che non si vedevano dal oltre 16 anni, e viaggia a velocità doppia rispetto all’obiettivo del 2% ?
Molti economisti si aspettano che Trichet, oggi torni a usare toni duri contro l’inflazione. Ma dovrebbe trattarsi, più che del pre-annuncio di nuovi rialzi dei tassi, di un segnale forte alle parti sociali impegnate nei rinnovi contrattuali, per impedire che aumenti salariali si trasformino in aumenti dei prezzi delle imprese coinvolte e per tenere a freno le aspettative inflazionistiche.

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