Mercati, criptovalute: ecco in quali Paesi in Bitcoin ha corso legale

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di Redazione 9 Maggio 2022 | 13:31

Attualmente al mondo esistono solamente due paesi in cui Bitcoin è stato dichiarato ufficialmente valuta a corso legale, come riportato da Cryptonomist.ch.

Si tratta in entrambi i casi di paesi poveri, o relativamente poveri, e con un numero limitato di abitanti.

La cosa però principale che hanno in comune dal punto di vista monetario è quello di non avere una loro valuta fiat nazionale. 

El Salvador

Il primo in assoluto è stato El Salvador, piccolo stato del Centro America con circa 6,5 milioni di abitanti, e 112° nel mondo per PIL pro-capite aggiustato per il potere di acquisto.

Non avendo una sua moneta nazionale, il Paese utilizza il dollaro USA come valuta fiat a corso legale, e a settembre 2021 ha fatto entrare anche Bitcoin a fianco del dollaro come seconda valuta a corso legale.

Repubblica Centrafricana

Il secondo è stato la Repubblica Centrafricana (CAR), uno Stato di medie dimensioni del Centro Africa, ma con meno di 6 milioni di abitanti. È uno dei paesi più poveri al mondo con un PIL annuale pro-capite PPA di poco superiore ai 500$, che lo mette al 179° posto assoluto nel mondo.

Il Paese utilizza come moneta fiat di riferimento il cosiddetto Franco CFA, emesso dalla banca centrale della Francia, e ad aprile ha decretato che anche Bitcoin avrà corso legale al suo interno.

In totale quindi sono poco più di 12 milioni di persone, ovvero tanto per intenderci poco più della metà dell’area urbana di New York.

L’interesse nel mondo

Attualmente ci sono altri Stati che sembrano essere intenzionati a fare qualcosa di simile, anche se uno Stato che ha una moneta nazionale potrebbe essere molto più restio a dare corso legale anche al Bitcoin.

Tra tutti quelli che sembrano intenzionati a favorire la diffusione di Bitcoin nei loro paesi quello sicuramente più interessante è il Messico, sia perchè ha quasi 130 milioni di abitanti, sia perché è molto vicino agli USA. Inoltre sebbene sia solo 67° al mondo per PIL pro-capite PPA, è al 14° posto nel mondo per PIL nominale complessivo.

Esistono però molti altri paesi in cui, pur non avendo corso legale, Bitcoin viene comunemente accettato come forma di pagamento, anche se non forzoso e non da tutti.

Da questo punto di vista il primo a riconoscere Bitcoin come moneta fu il Giappone, che non solo ha più di 125 milioni di abitanti, ma è anche in assoluto uno dei paesi più ricchi al mondo, tanto da essere terzo assoluto per PIL nominale complessivo e 28° per PIL pro-capite PPA. 

Ultimamente anche in Svizzera si stanno moltiplicando i luoghi in cui è possibile utilizzare Bitcoin comunemente come moneta, a partire dalla città di Lugano.

Un’altra città che sta facendo passi in avanti da gigante in tal senso è Miami, negli USA, con New York che parrebbe volerla seguire.

Uno Stato in cui sembra essere relativamente diffuso l’utilizzo di Bitcoin e criptovalute è la Germania, mentre in Russia circola molto soprattutto di nascosto perchè ai russi pare piacere molto ma le normative non lo riconoscono ancora come moneta. 

Russia ed Ucraina, a causa soprattutto dei blocchi all’utilizzo di valuta fiat in formato elettronico, sembrano essere sempre più aperti all’utilizzo delle criptovalute, anche se la loro situazione attuale in realtà non gioca molto a favore.

Nel caso però in cui finisse la guerra, l’utilizzo delle criptovalute su ampia scala potrebbe riprendere, soprattutto qualora venissero realmente emanate leggi favorevoli, come sembrano intenzionati a fare.

Anche in Australia pare ci siano molti luoghi in cui è possibile usare Bitcoin come mezzo di pagamento, anche se non vi è una legge specifica che lo consente.

Va aggiunto che sembrano essere sempre meno gli Stati che vietano l’utilizzo delle criptovalute, e sempre di più invece quelli che si dotano di un quadro normativo che ne legalizza l’uso, anche senza dichiararle monete a corso legale.

 

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