Mercati, bond condizionati dall’inflazione. Le nuove emissioni sotto la lente

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di Carlo Aloisio 13 Maggio 2022 | 11:59

Mercati ancora deboli e senza direzione dove si alternano giornate positive e altre più negative, in maggioranza, principalmente per l’incertezza dei tempi e sviluppi della guerra in Ucraina, che condiziona gli investimenti di medio e lungo periodo. Su questo punto ed anche a causa di questo è in atto una serie di rincari sulle materie prime che hanno accellerato la spirale inflattiva, contro la quale le banche centrali stanno cercando di prendere dei provvedimenti con l’arma dei tassi d’interesse.

L’appuntamento principale era mercoledi con il dato di aprile sull’inflazione statunitense che ha mostrato un rallentamento rispetto al mese precedente ed offerto spunti per gli analisti su quanto aggressiva sarà la Fed nei futuri rialzi dei tassi. Lo scorso mese di marzo quando è stato toccato il massimo dal dicembre 1981, era stato il sesto mese di fila con una lettura superiore al 6 per cento.

La dinamica dei prezzi al consumo a perimetro mensile era attesa a 0,2% dal precedente 1,2% e su base annua a 8,1% da 8,5%, alla fine il dato reale è stato +0,3% su mese e + 8,3% su base annua. Questo piccolo rallentamento potrebbe significare che l’inflazione ha raggiunto il picco e sta iniziando lentamente a scendere. Alcuni esponenti della Fed hanno rafforzato le loro tesi a favore della più consistente serie di rialzi dei tassi dagli anni novanta per contrastare l’inflazione, il presidente Biden ha sollecitato l’istituto a tenere a bada i prezzi, mentre il presidente di Fed St. Louis James Bullard, ha dichiarato che alla luce di questi dati non si rende necessario per ora, un rialzo dei tassi di tre quarti di punto, aggiungendo che per il piano di rialzi da mezzo punto è appropriato.

Per i governativi è stata una settimana da vere montagne russe, con una prima impennata dei rendimenti che hanno visto il benchmark decennale Btp andare oltre il 3.2% e uno spread contro Bund in area 200 punti. Il tutto si è raffreddato dopo il dato Usa e siamo ritornati in area 187 di spread ed al 2.75% di rendimento, lasciando la sola Grecia sopra il 3%, mentre Spagna e Portogallo sono tornate sotto il 2% e la Germania sotto l’1%.

Emettere nuova carta è stato quindi un terno al lotto, con il rischio d’incappare in una giornata di tensione, subendo un alto rendimento; in ogni caso vi sono state alcune operazioni importanti.

Le nuove emissioni governative sotto la lente

Il Tesoro ha raccolto 6,5 miliardi di euro attraverso l’emissione di BOT a 12 mesi, scadenza 12 maggio 2023 (ISIN: IT0005494502). La domanda è stata di 9,7 miliardi, pari a un rapporto di copertura di 1,5. Il rendimento lordo è stato dello 0,121%, positivo per la prima volta dal giugno 2020 e in rialzo di 23 punti base (0,23%) dall’asta di aprile. Il prezzo di aggiudicazione è stato, infatti, leggermente sotto la pari, cioè di 99,878. Oltre a questo, il Tesoro ha offerto fino a 6,75 miliardi di euro in tre titoli, con tassi in rialzo. Insieme alle riaperture del 3 anni e di un off-the-run a 30 anni, è stato messo a disposizione degli investitori il nuovo Btp a sette anni giugno 2029. Nello specifico il nuovo titolo è uscito con una cedola del 2.8% a un prezzo di 102,73 che esprime un rendimento a scadenza del 2,4%. Isin IT0005495731 e ovviamente taglio minimo retail da mille uero con multipli di mille.

Banca d’Italia aumenterà il peso dei suoi investimenti sostenibili, quando attualmente detiene 1,7 miliardi di euro in cosiddetti green bond. Il Tesoro italiano ha emesso il suo primo Btp green nel marzo dello scorso anno, raccogliendo 8,5 miliardi di euro per la scadenza aprile 2045. In ottobre, vi fu la riapertura del green bond per altri cinque miliardi. Dunque, in totale le emissioni verdi sovrane dell’Italia ammontano ad oggi a 13,5 miliardi, circa lo 0,5% dello stock del debito pubblico. Per quest’anno sarebbero possibili una nuova riapertura del titolo e l’emissione di un secondo green bond, vale a dire con un’altra scadenza.

Nei prossimi giorni l’Austria presenterà al mercato il suo Green Bond Framework, che altro non è che l’anticamera per l’emissione delle prime obbligazioni verdi. Un passo già compiuto in questi anni da tutti i principali stati europei, tra cui Polonia, Olanda, Francia, Germania e Italia.

In Germania, il German Federal State of Lower Saxony (NIESA) ha scelto la strada di finanziarsi con l’emissione di un bond da 1 miliardo di euro con scadenza  il 17 ottobre 2029. Prime indicazioni di rendimento in area 15 punti base sottoil tasso midswap, abbassato poi a -17 punti base grazie ali ordini raccolti nerlla fase del collocamento che hanno raggiunto 2.6 miliardi di euro. L’obbligazione (DE000A30VHW7) ha una cedola annua lorda dell’1.50%, prezzo 99.641equivalente a un rendimento finale dello 1.552%. Rating AAA e lotto minimo mille uero con multipli di mille.

Appuntamento topico della settimana è stata l’emissione dell’Unione Europea   che ha dato mandato ad un pool di banche per l’emissione di un bond nell’ambito del programma “Sure” da 100 miliardi di euro, ossia lo strumento europeo con l’obiettivo di attenuazione dei rischi occupazionali legati alla diffusione della pandemia. Buona la risposta degli investitori, con richieste che hanno superato i 37 miliardi con un ammontare emesso di 3 miliardi per il tap del bond EU 0.70% 4 luglio 2051 e 48 miliardi di ordini con un ammontare emesso di sei miliardi per il bond con scadenza 4 luglio 2025. Nel dettaglio il bond a 29 anni (isin EU000A3KTGW6) paga una cedola annua lorda dello 0.70%, prezzo di emissione 74.562, equivalente ad un rendimento dell’1.835%%%, equivalente a 22 punti base sul tasso midswap di riferimento. Il bond a tre anni offre un rendimento di 0.82%, equivalente a -41 punti base sotto il tasso midswap, prezzo 99.938 e cedola annuale lorda 0.80%. Rating AAA e lotto minimo da mille euro con multipli di mille.

Le nuove emissioni corporate sotto i riflettori

Sempre molta attenzione per i corporate in un mercato che verso il fine settimana è apparso in leggero miglioramento.

Il gruppo automobilistico Volvo è tornato sul mercato euro con un’obbligazione senior a tasso fisso a 3 anni con scadenza 18 settembre 2025. Il bond è stato prezzato a 45 punti base sopra il tasso midswap, dai 75punti base iniziali. Il titolo paga una cedola annua fissa dell’1.625%%, prezzo di emissione 99.688 per un rendimento a scadenza dell’1.723%%, lotto minimo 100mila euro con multipli di mille e rating BBB; ammontare dell’emissione 500 milioni di euro contro 2.3 miliardi di euro di ordini raccolti, Isin XS2480958904.

In campo sanitario c’è stata una buona risposta per un triplo deal da 2.2 miliardi di euro per la società olandese Coloplast. 650 milioni sono stati emessi per una parte variabile a 2 anni con cedola trimestrale +65 e Isin XS2481287394. Più interesse per le emissioni con cedola fissa, per la scadenza a cinque anni sono stati emessi 850 milioni, con cedola del 2.25% e prezzo d’emissione a 99,473, Isin XS2481287808, la scadenza più lunga a otto anni ha visto la cedola salire al 2.757% con un prezzo di 99,95, isin XS2481288525. Entrambe le emissioni hanno avuto un buon successo sul grey market con rialzi medi di mezzo punto.

Dalla Svezia la multinazionale di elettrodomestici Electrolux con rating A-, ha emesso 500 milioni di euro con scadenza al 2030 e cedola del 2.5%. Prezzo d’emissione a 99,357 che ha ben performato in grey market, salendo oltre quota 100. Isin XS2475919663 e taglio minimo da 100mila euro con multipli di mille.

Sempre 500 milioni di euro, il taglio della compagnia telefonica francese Orange che ha emesso con scadenza 2032 e cedola del 2.375%. Buona la performance con il prezzo fissato a 99,159 che ha visto molte richieste anche in grey market con il prezzo salito oltre quota 100. Isin FR001400AF72 e taglio minimo da 100mila euro con multipli di 100mila.

Si è concluso il collocamento retail di Alerion Cleanpower, che attraverso il Mot di Borsa italiana ha collocato 100 milioni con cedola del 3.5% a scadenza nel 2028, sul titolo è presente una facoltà di richiamo (call) a partire dal maggio 2025 al prezzo di 101.75. Isin XS2455938212 e dal 17 maggio sarà possibile trattarlo in secondario.

Suez, leader mondiale nella gestione dell’acqua e dei rifiuti, ha annunciato una nuova emissione obbligazionaria green suddivisa in tre tranche: cinque, otto e 12 anni. I proventi serviranno per rifinanziare parte del debito dell’emittente e parte dei progetti green. Rating atteso Baa2.

A cura di Carlo Aloisio, senior broker

 

 

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